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La “seconda ondata” del cloud: il la di Cisco e IBM

La “seconda ondata” del cloud: il la di Cisco e IBM

28 Agosto 2015 Redazione SoloTablet
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Secondo i risultati appena sfornati di uno studio condotto su scala mondiale da IDC per Cisco, è in arrivo la “seconda ondata” per l’adozione del cloud: le aziende non lo considerano più solo uno strumento di efficienza e riduzione dei costi, bensì una piattaforma per alimentare innovazione, crescita e disruption. Il 53% delle imprese si attende maggiori ricavi grazie al cloud nei prossimi due anni; si tratta però di una sfida molto complessa, perché solo l’1% di esse ha una strategia di adozione del cloud ottimizzata e il 32% non ha alcuna strategia al riguardo.

 

Lo studio sponsorizzato da Cisco è l’InfoBrief “Don’t Get Left Behind: The Business Benefits of Achieving Greater Cloud Adoption” realizzato da IDC sulla base di ricerche di mercato primarie condotte coinvolgendo in 17 paesi del mondo 3.400 decisori IT di aziende che stanno utilizzando con successo cloud privato, pubblico e ibrido.

Nick Earle, Senior Vice President, Global Cloud and Managed Services Sales, Cisco spiega:

Quando incontriamo clienti interessati ad approcciare la seconda ondata del cloud, vediamo che sono molto più indirizzati su cloud privato e ibrido – principalmente perché si rendono conto che questo tipo di soluzioni danno la sicurezza, le performance, il costo, il controllo e la protezione dei dati di cui hanno bisogno. Questo dato, che ci ha spinto a sviluppare un’offerta di infrastrutture per il cloud privato, ibrido e soluzioni as-a-service, si riflette nel nuovo studio IDC: il 44% delle aziende sta già usando o prevede di adottare il private cloud, e il 64% di chi già utilizza il cloud sta valutando le opportunità dell’hybrid cloud”.

Nella ricerca sono identificati cinque livelli di maturità rispetto all’adozione del cloud: si può avere un’adozione ad hoc, opportunistica, ripetibile, gestita o ottimizzata. Le aziende che passano dal livello di maturità più basso, l’adozione ad hoc, al livello più alto dell’adozione ottimizzata ottengono risultati molto significativi: i ricavi crescono del 10,4%, i costi IT si riducono del 77%, il tempo di provisioning per servizi e applicazioni IT si riduce del 99%, i reparti IT migliorano del 72% la loro capacità di rispettare gli SLA e raddoppiano la loro capacità di investire in nuovi progetti volti all’innovazione.

 

 

Lo studio ha anche quantificato i vantaggi economici per le aziende più mature, secondo la definizione di IDC; in termini di adozione del cloud. Le imprese analizzate stanno ottenendo in media 1,6 milioni di dollari in più di ricavi per ogni applicazione realizzata su cloud privato o pubblico; inoltre, per ogni applicazione che è realizzata in cloud, riducono i costi di 1,2 milioni di dollari.

I maggiori ricavi provengono in larga parte dalla vendita di nuovi prodotti e servizi, dall’acquisizione di nuovi clienti o dall’ingresso in nuovi mercati. Le aziende prese in considerazione nello studio hanno potuto attribuire questi guadagni alla maggiore capacità di innovazione ottenuta dedicando più risorse IT a iniziative nuove e più strategiche rispetto alle tradizionali attività di manutenzione dei sistemi.

La riduzione dei costi operativi associata all’adozione del cloud si genera dall’ impatto positivo della possibilità di agire in un ambiente più scalabile, affidabile e performante che permette maggiore agilità, più produttività dei dipendenti, riduzione dei rischi, risparmi su costi di infrastruttura, vantaggi legati all’adozione di tecnologie open source.

Lo studio ha valutato la percentuale di aziende che hanno un livello di adozione del cloud “maturo” nei vari paesi presi in considerazione: USA e regione America Latina sono le aree in cui si ha la maggiore percentuale di imprese che hanno strategie cloud di livello ripetibile, gestito o ottimizzato – rispettivamente con il 34% e il 29%. In Europa, il paese che ha la maggiore maturità cloud è il Regno Unito (27%) seguito dalla Germania (21%).  Fanalino di coda della classifica il Giappone, con solo il 9%.

Rispetto ai mercati, il settore manifatturiero ha la più alta percentuale di aziende posizionate in uno dei tre livelli di adozione più elevati (33%), seguito dall’IT (30%), dal settore finanziario (29%) e dal settore sanitario (28%). I livelli di adozione inferiori si registrano nel settore pubblico e educativo e nei servizi professionali (22%) e nel commercio all’ingrosso o dettaglio (20%).

A partire dalla ricerca di mercato primaria e neutrale condotta da IDC, Cisco ha sviluppato strumenti per aiutare i clienti a “tradurre” i risultati di questo studio in report personalizzati.

Come punto di partenza, uno strumento “Adoption Report” consente di determinare tramite un questionario strutturato il proprio livello di maturità nell’adozione del cloud e i relativi vantaggi, rispetto ad aziende di settore, dimensione e collocazione geografica simile alla propria. Il tool e altre informazioni è disponibile online su: cisco.com/go/bca.

C’è poi Cisco Business Cloud Advisor, previsto in due diverse forme: come strumento semplificato (Adoption Tool), basato su un questionario, oppure come workshop più approfondito. Con questi strumenti, Cisco e i suoi partner di canale qualificati possono analizzare in modo più approfondito la maturità cloud delle aziende.

Anche IBM si sta dando da fare per migliorare la sua offerta cloud. La società ha appena resodisponibili nuove funzionalità cloud per due delle offerte software IBM Spectrum Storage in linea con i piani di investimento annunciati nel  software-defined storage. Negli ultimi sei mesi, oltre 1.000 nuovi clienti hanno scelto prodotti del portafoglio IBM Spectrum Storage per le loro esigenze di archiviazione dati.

Grazie a nuove caratteristiche, ora IBM Spectrum Protect  consente alle aziende di eseguire il backup dei dati su object storage on-premise o sul cloud, senza la necessità di appliance cloud-gateway. IBM Spectrum Protect supporta oggi l’infrastruttura IBM Cloud con un piano di espansione futura del supporto ad altri cloud pubblici.

Un singolo server IBM Spectrum Protect è così in grado di eseguire un carico di lavoro equivalente a quello di 15 server CommVault.Ciò signific, informa una nota della stessa società, che le grandi aziende possono consolidare i server di backup per ridurre i costi e la complessità, gestendo nel contempo la crescita dei dati provenienti da applicazioni mobili, social e internet delle cose. Le piccole e medie imprese possono eliminare la necessità di ulteriori server di backup, media server o appliance di deduplica. L’analisi effettuata con clienti beta indica che il software IBM Spectrum Protect può aiutare i clienti stessi a ridurre i costi di infrastruttura di backup fino al 50 per cento.

Gielle

 

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