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La terra ai robot, e ai contadini cosa rimane?

La terra ai robot, e ai contadini cosa rimane?

12 Luglio 2016 Redazione SoloTablet
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L’impatto dell’automazione e della robotizzazione si è già manifestato in modo dirompente in numerosi ambiti lavorativi e settori industriali. Ora è in procinto di trasformare anche una delle attività umane più antiche, quella agricola. I robot sono per il momento rimasti lontani da campi, pascoli e serre. Troppo elevati i loro costi per diventare strumenti di lavoro, uno scenario in via di rapida trasformazione.

L’economia di scala e la continua riduzione dei prezzi renderanno i robot e le macchina intelligenti una soluzione praticabile anche nel settore agricolo. Non potevano mancare le novità tecnologiche per un settore alla ricerca da sempre di maggiore efficienza per le numerose attività che caratterizzano la vita produttiva di ogni azienda agricola, sia essa piccola o grande, a gestione familiare o aziendale.

Ad oggi la barriera più grande alla introduzione massiccia di robot in agricoltura è il loro prezzo. La loro costante discesa, combinata con l’aumento costante dei costi del lavoro umano, renderà i robot una scelta perseguibile sia per singoli individui, sia per aziende impegnate ogni anno a fare i conti con costi crescenti e la necessità di sempre nuovi investimenti.

I robot sono già all’opera in agricoltura da tempo. Ad esempio negli Stati Uniti sono robot a guidare i grandi trattori che si fanno carico delle immense piantagioni di granoturco di molti degli stati americani.  Sono robot anche i lavoranti di molte piantagioni di fragole in Giappone. Una scelta determinata dalla scarsa quantità di lavoro umano necessario e dalla possibilità di condividere le macchine robot tra coltivatori. Infine robot sono anche i lavoranti delle piantagioni di lattuga in alcuni stati europei.

Secondo gli analisti di mercato i robot applicati all’agricoltura saranno capaci entro il 2030 di svolgere numerose attività oggi svolte dagli umani. I benefici saranno tanto più grandi quanto maggiore sarà la necessità di precisione estrema richiesta o nel caso in cui c’è il rischio per gli umani di essere troppo esposti a prodotti chimici e ai loro effetti deleteri per la salute. Benefici saranno i robot anche per i lavoratori che non dovranno più rompersi la schiena per attività che richiedono la raccolta di frutta come quella delle fragole.

La vera rivoluzione in agricoltura arriverà però con l’arrivo di trattori autonomi e che non avranno bisogno di un autista. Secondo gli analisti questo segmento di mercato della robotica sarebbe in grado di generare da solo 30 miliardi di dollari entro il 2024, quasi il 40% dell’intero fatturato della robotica in agricoltura. Il secondo segmento a crescere esponenzialmente sarà quello dei droni, usati per sorvegliare i campi e le coltivazioni, monitorare animali e pascoli e per distribuire prodotti chimici sul terreno senza effetti nocivi sugli umani.

Con la difficoltà crescente nel trovare manodopera disponibile ai lavori agricoli i coltivatori e gli allevatori saranno ben contenti di impiegare in futuro macchine robotizzate sempre più intelligenti. Il loro impiego permetterà di dedicare risorse umane e loro competenze ad attività per le quali l’impiego del robot sarebbe impensabile o semplicemente troppo oneroso.

 

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