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La trasformazione digitale come strategia

La trasformazione digitale come strategia

26 Marzo 2018 Redazione SoloTablet
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Si chiama Digital Trasformation e non può essere assimilabile alla pura tecnologia. E' un insieme di strategie aziendali e modelli di business che, grazie a un uso intelligente delle tecnologie, fa maturare l'organizzazione in senso digitale, trasformandola. Le strategie comportano dei rischi e delle sfide ma sono diventate inevitabili come lo sono anche le tecnologie abilitanti che le rendono possibili.

Pensare alla Digital Transformation come strategia

Aziende e organizzazioni impegnate nella trasformazione digitale sono da tempo impegnate nel definire strategie e modelli di business capaci di trarre vantaggio da tecnologie come le piattaforme social, il Mobile, il Cloud Computing, le soluzioni analitiche di BI e Data Mining, e molte altre, ma anche di integrarle in modo da cambiare non soltanto le loro infrastrutture informatiche ma anche di renderle più efficienti ed efficaci. Quelle che non hanno ancora compreso l'importanza di cavalcare la trasformazione digitale in senso strategico stanno ancora sperimentando le nuove tecnologie individualmente e per soddisfare bisogni specifici, settoriali o specialistici.

Pensare alla Digital Transformation come strategia significa poter contare su una cultura aziendale permeabile al cambiamento, all'innovazione e alle novità ma anche su leader aziendali che, con il loro carisma e le loro visioni, siano in grado di iniettare nell'organizzazione quanto serve per passare a una nuova fase tecnologica. Una fase nella quale nulla è destinato a rimanere stabile e fermo perché tutto richiede grande adattabilità, elevata capacità di apprendimento, maggiore rapidità e soprattutto una maggiore disponibilità ad assumere nuovi rischi e a confrontarsi con nuove sfide. La trasformazione digitale è una strategia competitiva, inevitabile in mercati diventati globali e iper-competitivi, fondamentale per il successo e la conquista di nuovi mercati o per la fidelizzazione di quelli già acquisiti.

La trasformazione digitale (DT) in molte aziende è percepita come lo fu il CRM molti anni fa. Una semplice raccolta di tecnologie utili a fare meglio ciò che già si faceva e a farlo in contesti di mobilità. Secondo indagini di mercato recenti solo il 15% delle aziende che hanno da poco intrapreso progetti di trasformazione digitale, in termini di processi, talenti e modelli di business, hanno definito in modo chiaro una strategia digitale chiara, coerente e misurabile.

Le aziende che hanno intrapreso da tempo la trasformazione aziendale e ne hanno compreso la profondità e la capacità disruptive sulle realtà esistenti, hanno al contrario chiara una visione strategica dei cambiamenti che stanno introducendo e delle tecnologie che hanno deciso di utilizzare. La consapevolezza che nasce dalla implementazione strategica della trasformazione digitale porta ad alimentare di conoscenze digitale la cultura aziendale e alla ridefinizione costante di finalità, scopi e obiettivi adattando le tecnologie al nuovo che emerge e ai fenomeni attrattori che determinano nuove tendenze, stili di vita e comportamenti.

Foto: https://itbrief.com.au

Digital Transformation: nulla di nuovo

L'implementazione di molte tecnologie associabili alla trasformazione digitale può risultare rapida e semplice, sia per il loro livello di standardizzazione sia per la facile integrabilità con infrastrutture tecnologiche e applicative pre-esistenti. Più complicata è la capacità di concettualizzare queste tecnologie e il loro impatto sui modelli di business, sui processi e sull'organizzazione. Concettualizzare serve a ridefinire concetti importanti come quelli di rischio, insuccesso,  resistenza, e a individuare nuovi approcci, anche filosofici, utili ad affrontare contesti completamente mutati e condizionati dalle nuove tecnologie.

Concettualmente la Digital Transformation non è nulla di nuovo. Da decenni le aziende e le organizzazioni stanno facendo evolvere le loro infrastrutture e abilità informatiche. Lo hanno fatto cercando di trarre vantaggio dal contributo IT alle strategie aziendali e da culture organizzative capaci di assorbire il cambiamento e favorire l'espressione e il contributo dei talenti presenti in azienda. L'arrivo delle nuove tecnologie non ha necessariamente favorito né l'una né l'altra cosa. Prevale in molte realtà l'idea che il driver del cambiamento sia la tecnologia mentre in realtà essa è un semplice contributore, un elemento abilitatore a disposizione di strategie di business, definite in modo collaborativo da leader carismatici e innovativi, e di culture aziendali capaci di adattarsi e di cambiare. Leader aziendali, strategie e cultura aziendale sono le tre forze capaci di integrare benefici e vantaggi delle tecnologie digitali (social, Mobile, Cloud Computing e Analytics) per trasformarle in driver strategici di trasformazione (organizzazione e cultura collaborativa, maggiore propensione al rischio, ecc.) e di business.

Dopo anni di rivoluzioni tecnologiche e con un avvenire che ne prospetta numerose altre, forse ancora più dirompenti e trasformative delle precedenti, nessuno può oggi sostenere che la trasformazione digitale non sia necessaria. Lo è nel pensiero della maggioranza dei leader di azienda, dei responsabili IT e dei singoli dipendenti aziendali. Tutti già coinvolti dalle tecnologie digitali nelle loro vite individuali e personali. Tecnologie che hanno cambiato i loro comportamenti e stili di vita, le loro interazioni con la realtà e soprattutto modo di pensare.

Trasformare strategie in risultati

Definire strategie di trasformazione digitale significa soddisfare i bisogni e le aspettative degli utenti finali, siano essi semplici dipendenti o talenti e risorse di cui l'azienda non può fare a meno. Significa trasformare strategie in risultati, in innovazione e in processi decisionali (decision making) che permettono di definire le nuove priorità e iniziative aziendali. Il successo di una strategia si misura nell'acquisita capacità di reagire in tempo reale alle richieste del mercato e del business, nella capacità di analisi dei trend di mercato emergenti e individuabili attraverso i media sociali e infine nella rapidità con cui si sviluppano i processi decisionali collegati a strategie di prodotto o di mercato.

Componenti essenziali di una strategia di trasformazione digitale sono i talenti, la loro cultura, i loro skill e la loro capacità di contribuire, anche culturalmente, alla trasformazione dell'azienda in ottica digitale. Laddove questi talenti e skill fossero assenti è necessario impostare adeguate iniziativi di formazione e trasferimento di conoscenza, utilizzando le stesse tecnologie sulle quali si sta investendo per la trasformazione digitale dell'azienda. La formazione serve a non perdere o disperdere talenti, siano essi giovani o con elevata anzianità aziendale, ad attirarne di nuovi e a far crescere una nuova cultura aziendale, sicuramente più collaborativa e reticolare, oltre a una percepita maggiore capacità competitiva.

Cultura organizzativa collaborativa

La cultura organizzativa, di aziende che hanno deciso di adottare la trasformazione digitale come strategia di business, è fortemente costruita sulla capacità e propensione a rischiare, con l'obiettivo di favorire l'innovazione e di favorire lo sviluppo della collaborazione aziendale. Il cambiamento culturale dell'azienda non può passare soltanto dall'emergere di nuovi modi di pensare nella testa dei leader o dirigenti aziendali. La nuova cultura deve diffondersi a ogni livello dell'organizzazione in modo che tutti possano contribuire al cambiamento ma soprattutto siano in grado di interpretarlo in modo coerente con la trasformazione digitale. Gli strumenti disponibili per far maturare la nuova cultura sono vari e di tipo tecnologico, a partire dai media sociali alla gamificazione. Tutti devono essere sperimentati e usati con l'obiettivo primario di fare emergere maggiore collaborazione, creatività e capacità innovativa. L'innovazione non può più essere vista come l'apparizione improvvisa di qualcosa di nuovo ma come il risultato della collaborazione tra persone con conoscenze e tealenti diversi ma tutte con la capacità di connettersi, interagire e relazionarsi tra di loro.

Alla base della cultura collaborativa c'è anche la capacità di condividere storie e narrazioni finalizzate a dare forma alla cultura che serve per la trasformazione digitale dell'azienda. Lo storytelling o narrazione deve essere diretto all'interno dell'organizzazione ma anche al suo esterno. Serve per dare forza alla Marca e ai suoi marchi e a costruire l'immagine di un'azienda capace di cambiare adattandosi al nuovo e a ciò che continua a emergere. Lo storytelling è funzionale alla costruzione di una cultura aziendale finalizzata al cambiamento attraverso l'utilizzo di tecnologie che hanno a loro volta il potere di cambiare le menti (basti pensare al ruolo assunto dagli smartphone, dalle loro APP e dalle piattaforme di social networking), le persone e la loro cultura. L'abilità nell'innovare dipende da quanto la cultura sia impaziente e/o preparata a farlo ma anche da quanto l'organizzazione aziendale sia adeguata a favorire una nuova cultura. Ad esempio con l'allestimento di spazi collaborativi, con l'adozione di buone pratiche di mobilità aziendale o con l'attivazione di nuovi canali di interazione con clienti e potenziali clienti, partner e produttori.

La trasformazione digitale non è una strategia che tutti possano dettare o imporre. In molte aziende, soprattutto se ancorate a culture tradizionali e poco abituate all'innovazione e al cambiamento, la trasformazione digitale diventa una specie di grimaldello per innovare e che è usato in maggioranza da una singola persona o da un piccolo gruppo di persone. Queste persone dimostrano di avere compreso il ruolo dell'innovazione tecnologica nell'imporre nuove regole e modelli di business, hanno carisma e capacità di influenzare o guidare gli altri, sono aperti all'ascolto e alla collaborazione, sono consapevoli delle tendenze tecnologiche emergenti e si impongono anche per gli esempi che sono capaci di dare. Il ruolo di leadership di queste persone è prodromico al cambiamento culturale e nasce anche dalla confidenza e dalla fiducia dei sottoposti e dei collaboratori nei loro confronti

Alcune considerazioni finali

Tutte le aziende stanno guardando con attenzione alle nuove tecnologie per una trasformazione digitale delle loro infrastrutture, organizzazioni, modelli di business, strategie e culture. Con alcune eccezioni, nessuna realtà aziendale può considerarsi oggi digitalmente matura, ma la trasformazione dei contesti nei quali tutte le aziende si trovano a operare ha definito contorni chiari per le buone pratiche da implementare e le strategie da definire.

La trasformazione digitale porterà a una fusione e integrazione dei mondi online e offline e sarà guidata da strategie e da culture organizzative di tipo collaborativo più che dalle tecnologie. La nuova rilevanza assunta dai dati e dalle informazioni suggerirà l'adozione di soluzioni di analytics  per migliorare i processi decisionali e quelli aziendali. A fare la differenza sarà la velocità nel dare forma alle nuove strategie di trasformazione digitale e la capacità di trarre vantaggio dalle numerose disruption che la rivoluzione digitale sta producendo in tutti gli ambiti e in tutti i mercati.

Non tutte le aziende avranno le capacità di realtà aziendali come Uber o AirBnb che, adottando la trasformazione digitale, hanno riscritto le regole economiche dei mercati in cui operano. I continui cambiamenti in atto pongono innumerevoli sfide a imprenditori e amministratori delegati ma anche altrettante opportunità. Ad esempio per trasformare o far evolvere i modelli di business in senso digitale e farlo cavalcando il cambiamento e l'innovazione, prima che sia troppo tardi per farlo. Le aziende che avranno successo lo dovranno principalmente alle strategie implementate, alla capacità di leadership nel guidare la trasformazione digitale e a una cultura aziendale aperta ai cambiamenti, propensa ad assumere i rischi in essi presenti e a contribuire per sostenere i cambiamenti continui che le nuove tecnologie impongono.

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