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La trasformazione indotta dal tablet

La trasformazione indotta dal tablet

27 Gennaio 2012 Redazione SoloTablet
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Il tablet è considerato da molti, una 'Disruptive Technology', ossia una tecnologia nuova che in modo inaspettato è in grado di far passare come superata una tecnologia consolidate esistente. Il termine è stato comiato da Clayton Christensen nel suo libro "The Innovator's Dilemma'.

In questo libro l'autore, professore alla Harvard Business School, separava le tecnologie in due categorie, quelle che intervengono per migliorare l'esistente (sustaining) e quelle invece che all'opposto ( disruptive ) operano per disgregare l'esistente per sostituirolo con qualcosa di nuovo. Le prime si appoggiano su elementi pre-esistenti e consolidati, le seconde mancano nella loro fase iniziale di completezza, non offrono prestazioni elevate, vengono ustae e sperimentate da audience poco numerose e potrebbero non avere una applicazione immediata nella realtà.

Il libro scritto nel 1997 portava come esempio di Disruptive Technologies il telefono inventato da Alexander Graham Bell come macchina elettrica parlante e non poteva contenere esempi in grado di smentire ricerca ed evidenza storica come quello rappresentato oggi dall'iPad. Un dispositivo che ha trovato da subito un pubblico vasto, che è penetrato immediatamente nelle aziende ed ha trovato numerosi ambiti di applicazione fornendo prestazioni elevate e funzionalità innovative.

Le aziende che hanno adottato il tablet si trovano oggi di fronte ad una scelta difficile: continuare con l'esistente affidandosi a tecnologie evolutive e di miglioramento/ammodernamento o adottare il nuovo paradigma suggerito dall'iPad/tablet. Nel primo caso la conoscenza, le buone pratiche e le competenze accumulate sulle tecnologie esistenti, facilitano lo sviluppo morbido che garantisce quanto è stato acquisito anche in termini di capacità nel produrre risultati. Nel secondo caso invece può essere complicato giustificare economicamente ( costi, budget, risorse ) l'adozione di tecnologie che impediscono nell'immediato di avere ritorni sugli investimenti certi e tranquilli.

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Il fenomeno del tablet suggerisce nuove riflessioni e può portare molti manager d'azienda a scelte radicali e 'disruptive' più rapide e sicure. La crescita numerica di tablet venduti ed utilizzati in azienda è esponenziale e il ROI derivante da investimenti su progetti tablet produce risultati in tempi molto stretti ( da pochi mesi a tre anni ) rispetto a progetti simili del passato.

La rivoluzione passa dall'applicabilità e utilizzabilità del tablet in tutti gli ambiti di lavoro e in quasi tutti i mercati merceologici siano essi privati o pubblici, ma anche dal cambiamento che sta avvenendo nel modo in cui le persone interagiscono con il computer. La interfaccia touch/multitouch ha nella realtà messo in soffitta non soltanto il mouse, la tastiera, gli stilo ma anche le 'finestre'.

Le nuove interfacce utente non si limitano a interagire con le nostre dita come se fossero composte da bottoni virtuali ma comprendono la nostra gestualità esercitata sullo schermo per istruire e comandare in modi fino ad oggi quasi impensabili. Il cambiamento nell'interazione uomo-macchina è più profondo del risultato ottenuto. Il tablet iPad può oggi essere sviluppato come un architetto o un ingegnare disegnano un edificio per soddisfare le esigenze personali dei loro clienti. Le APP basano molto del loro successo sulla loro abilità nell'utilizzare le tecnologie e le funzionalità di base del dispositivo e sulla abilità dello sviluppatore nel creare User Experience coinvolgenti perchè realizzate con accorgimenti intelligenti e personalizzati grazie al ricorso alle gestures.

In pratica l'interfaccia utente non è più assimilabile allo schermo, alla tastiera e/o al mouse ma all'intero dispositivo e alle sue caratteristiche incorporate di fotocamera, di GPS, di accelerometro ecc. Il tablet è multilingua e si adatta senza problemi ( senza dover cambiare la tastiera e il software ) alle specificità di ogni singola lingua, anche arabo, ebraico, cinese e/o giapponese ( orientamento destra-sinistra e alto-basso).

Pensare, nell'ottica del libro di Clayton Christensen che l'iPad/tablet non sia una 'disruptive technology' significherebbe non avere colto alcunchè della componente rivoluzionaria, disgregatrice del vecchio e di forte cambiamento in esso implicita.

 

 

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