Le infrastrutture convergenti

29 Marzo 2016 Gian Carlo Lanzetti
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Gian Carlo Lanzetti
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Lo storage sta tuttora attraversando la sua fase di trasformazione più entusiasmante, favorita dalla forza innovativa della tecnologia flash e del cloud. Con il nuovo anno, assistere a una trasformazione di portata ancora maggiore e gli amministratori dello storage dovranno essere pronti per accoglierla.

Ecco le principali novità in arrivo secondo Lee Caswell, VP Product, Solution & Services Marketing di NetApp.

Abbattere le barriere tra server, storage e networking

L'infrastruttura convergente ridurrà al minimo la fatica dell'integrazione dell'hardware e consentirà ai clienti di sperimentare le innovazioni del software. È stata progettata per rendere l'IT più reattivo alle esigenze di business, riducendo al tempo stesso il costo complessivo di calcolo.

Nel suo sondaggio “Voice of the Enterprise: Converged Infrastructure” 451 Research ha rilevato che il 40% degli utenti finali che hanno preso parte al sondaggio prevede di innalzare il limite di spesa destinato all'infrastruttura convergente nell'arco del 2015, un chiaro segno della predominanza di questo tipo di infrastruttura nel corsod dell’anno iniziato.

Come accade per gran parte delle tecnologie, il percorso verso la convergenza deriva dalla necessità di semplificare, accelerare e ridurre i costi.

Oltre a essere caratterizzata da semplicità e velocità, l'infrastruttura convergente rappresenta uno dei segmenti con la crescita più veloce in termini di infrastruttura aziendale, poiché è in grado di risolvere il problema più importante affrontato dalla gran parte delle organizzazioni: la carenza di competenze IT.

DevOps offre comunicazione, collaborazione, integrazione e automazione per creare efficienza all'interno delle organizzazioni. Nel 2016, le organizzazioni assisteranno a un aumento degli investimenti nell'infrastruttura convergente, grazie alla progressiva affermazione di DevOps come caso d'utilizzo principale che promuove la crescita.

Nonostante DevOps richieda più tempo per la programmazione iniziale delle applicazioni è in grado di automatizzare e ottimizzare un gran numero di processi, come la configurazione dell'hardware,  oltre a promettere una riduzione dei tempi di implementazione delle nuove applicazioni. Questa transizione dei flussi di lavoro può aiutare i team IT a riorientare lo staff verso attività che contribuiscano a raggiungere e a superare gli obiettivi aziendali.

La riduzione dei prezzi raddoppierà il del mercato delle flash

La "prima ondata" di adozione della tecnologia flash è stata favorita da quello che prometteva in termini di performance, ma il suo utilizzo era limitato a causa dei costi elevati. Fino ad oggi la flash era riservata alle tecnologie di caching e tiering o applicata con attenzione ad applicazioni con performance isolate come i database.

Tuttavia, in questi ultimi anni abbiamo cominciato ad assistere a un continuo aumento dell'interesse nei confronti della flash. Secondo IDC, per esempio. il mercato mondiale degli array basati sulla tecnologia flash ha raggiunto gli 11,3 miliardi di dollari nel 2014. IDC ha dichiarato inoltre che la tecnologia flash ha registrato una crescita del 101% anno dopo anno nel secondo trimestre del 2015 nell'area EMEA, "in controtendenza con il rallentamento complessivo del mercato dello storage". 

Nel 2016, il settore proseguirà con la rivoluzione della tecnologia flash in conseguenza dei prezzi in contrazione. Si prevede un raddoppio delle vendite della tecnologia flash grazie all'incredibile riduzione dei prezzi, mentre le grandi aziende di storage enterprise continuano ad attribuirsi il merito di questa nota positiva nel mercato.

I “Nuovi” amministratori dello storage

Non c'è dubbio che il cloud ibrido stia decollando. Sandler Research prevede un tasso di crescita annuale composto del mercato pari al 29,22% nell'arco del periodo compreso fra il 2014 e il 2019. Di conseguenza, le organizzazioni IT devono imparare a supportare anche utenti evoluti che vogliono creare nuovi ambienti IT reattivi e flessibili e che vedono nel cloud pubblico un mezzo per raggiungere l'obiettivo in autonomia.

In questo approccio ibrido al cloud, è fondamentale una perfetta gestione dei dati nelle risorse cloud per consentire alle organizzazioni IT di inserire il cloud privato in una strategia di cloud pubblico che non comporti nuovi rischi né la perdita del controllo di informazioni importanti di business e che non complichi le policy. Di conseguenza, ciò influisce sullo stato attuale dell'amministratore dello storage.

Il ruolo degli amministratori dello storage continuerà quindi ad evolversi in risposta al panorama dell'IT in continua evoluzione. Le organizzazioni si stanno orientando sul modello cloud per ridurre i costi e aumentare la flessibilità. Perciò abbandonano il ruolo di costruttori e operatori dei propri data center e diventano broker di servizi che comprendono risorse cloud private e pubbliche.

Le preoccupazioni relative alla sicurezza dei dati e i requisiti di sovranità stanno spingendo l'IT a rivedere i propri piani relativamente al cloud. Gli amministratori devono sapere in ogni momento e con esattezza dove si trovano i loro dati e chi li sta gestendo.

Grazie inoltre alla capacità di passare in tutta sicurezza da un cloud provider all'altro in pochi secondi e senza alcuna migrazione dei dati, le aziende possono trarre un beneficio immediato, dedicando meno tempo all'IT e concentrandosi maggiormente sull'innovazione senza sacrificare sicurezza o controllo.

 

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