Ambiti di applicazione e Strategie /

Microsoft: Mobile Fisrt, Cloud First

Microsoft: Mobile Fisrt, Cloud First

13 Novembre 2014 Redazione SoloTablet
SoloTablet
Redazione SoloTablet
share
Come è messa Microsoft per il cloud? Ad ascoltare Andrea Cardillo, neo Direttore della Divisione Cloud & Enterprise di Microsoft Italia la società sta sostenendo notevoli sforzi per sviluppare una strategia di successo su questo versante, che rappresenta forse l’area di maggiore dinamicità di tutto il mercato IT, unitamente alla mobilità. Donde la estrema attenzione rivolta da Microsoft per incorporare le funzionalità mobile nella sua offerta cloud.

Microsoft è messa bene per i tool di produttività, meno bene per quelli mission critical, anche se l’impegno è al recupero. La società ha buone carte da giocare, e Cardillo è chiamato a una sfida importante. Guida da poco tempo il team dedicato all’innovazione dell’Information Technology delle aziende di grandi, medie e piccole dimensioni con l’obiettivo di diffondere sempre più l’utilizzo del Cloud Computing tra le organizzazioni del Paese. In particolare, in linea con la strategia Mobile First, Cloud First, il neo Direttore della Divisione Cloud & Enterprise dà seguito all’impegno di Microsoft per promuovere la diffusione del Cloud Computing pubblico, privato e ibrido e, insieme al suo team, punta al costante miglioramento delle soluzioni e dei servizi in una logica di Cloud OS (Cloud Operating System).

La visione del Cloud OS di Microsoft si colloca infatti in linea con la strategia "Mobile First, Cloud First " e con l’impegno ad accompagnare le aziende italiane in un percorso di crescita flessibile grazie a un approccio al Cloud di tipo ibrido, in linea con le diverse esigenze di business. Microsoft ha infatti fatto evolvere il concetto di sistema operativo in Cloud OS che permette la simbiosi fra ambienti virtualizzati residenti on premise, presso data center remoti e presso Microsoft Azure, per offrire un insieme di servizi infrastrutturali, applicativi e di produttività fruibili nativamente a servizio.

“Il cuore del Cloud OS, precisa, è Windows Server 2012R2 che rivoluziona la tecnologia di virtualizzazione e offre un data center moderno libero da confini. Questo sistema abilita la gestione di ambienti e servizi su Cloud privato, pubblico ed ibrido, e offre diverse innovazioni tecnologiche quali ad esempio l’ottimizzazione dello storage, mettendo a fattor comune tutti i dispositivi di archiviazione disponibili, classificandoli e gestendoli automaticamente in funzione dei loro tempi di risposta, e offrendo prestazioni e livello di affidabilità raggiungibili da soluzioni di mercato normalmente accessibili alle grandi imprese, ma a un costo sostenibile anche per le PMI (possibile riduzione del prezzo di acquisizione per GB di circa il 50%, secondo fonti indipendenti”.

Windows Server 2012 prenderà il posto di  Windows Server 2003, non più supportato, che ha rappresentato un prodotto di successo: ci sono quasi 24 milioni di istanze nel mondo, ma è stato concepito oltre 10 anni fa, quando il mercato era radicalmente diverso e non si erano ancora affermati trend tecnologici quali Cloud Computing, Mobility e Big Data. “Ecco perché aggiunge Cardillo, è necessario ripensare l’IT in modo più funzionale alle esigenze di business attuali, puntando su soluzioni più innovative per liberare l’IT dalle operation e rifocalizzarsi su progetti a valore aggiunto. Puntare per esempio sui servizi cloud di Microsoft (Microsoft Azure, Office 365 e Dynamics CRM Online) consente sia alle PMI, sia alle grandi aziende, pubbliche e private, di accedere a servizi a consumo fruibili direttamente dal Cloud pubblico, mantenendo un elevato livello di sicurezza delle informazioni, abilitando la gestione dei dati in un’ottica di business intelligence e avviando un processo di evoluzione delle competenze del personale IT in una logica di servizio. Microsoft è direttamente impegnata ad abilitare le esperienze che gli utenti richiedono, garantendo altresì la governance"di cui l'IT delle aziende necessita”.

CONSIGLIATO PER TE:

PC Microsoft & Apple pari sono

Si diceva che la sfida è impegnativa. Per esempio lo sviluppo di una strategia dei data center è importante per affermarsi nel settore del cloud, come insegna la decisione recente di Ibm di realizzarne uno in Italia. Microsoft dispone attualmente di due DC in Europa: a Amsterdam e Dublino.Per superare l’ostacolo di un data center in ogni Paese, Microsoft ha sviluppato il programma Cloud OS Network. L’idea è quella di avere, in ogni Paese che conta, partner di riferimento con un proprio data center, per offrire ai clienti una risorsa locale in modo che i dati rimangano all’interno dei confini nazionali. Si tratterebbe di data center con tecnologia Microsoft, anche se non di sua proprietà, con policy di sicurezza coerenti tra clienti e partner certificati Azure.

Non si sa quanti dei suoi 27mila partner italiani dispongono di questa risorsa.

La società pare invece messa meglio per quanto riguarda la mobilità. Infatti per garantire consistenza sull'esperienza utente indipendentemente dai dispositivi e dal luogo di fruizione dei servizi Microsoft offre una soluzione integrata per la gestione della mobility (identità, gestione del dispositivo, gestione delle applicazioni e dei dati) su piattaforme eterogenee (IOS, Windows, Android) e in formati pure essi eterogenei (Office, PDF, ecc.). E’ questo un elemento importante dello “Shift epocale” come Cardillo ha definito il cloud.  Più critica la situazione per l’infrastructure as a Service, avendo Microsoft puntato fin dall’inizio sul Software as a Service. Microsoft, sarebbe la giustificazione, è rimasta indietro nello Iaas, semplicemente perché non era lì la vera rivoluzione. La considerazione opposto vale per la Platform as a Service.

 

A un buon livello si può ritenere il grado di apertura verso ambienti dei concorrenti.
Grazie a recenti partnership strategiche con aziende e con le comunità open source, Microsoft Azure è, per esempio, in grado di supportare una grande varietà di soluzioni, applicazioni, framework e linguaggi di programmazione. Significativo è anche l’accordo con IBM per supportare su Microsoft Azure lo stack middleware di riferimento (Websphere, DB2, MQ) e il runtime .NET su Bluemix

Idem per gli strumenti a supporto della migrazione: il Microsoft Assessment and Planning (MAP) Toolkit e diversi Partner offrono servizi e soluzioni a tal fine,  per esempio Avanade, Citrix, Dell, HP, AppZero, Lakeside Software e Nimbo. “Mi sento di affermare, conclude Cardillo, che la supportabilità dell’open source su cloud Microsoft è pressoché completata. Grazie quindi anche al nostro lavoro il processo di consumerizzazione sta sempre più contaminando anche le aziende tramite il cloud nelle sue diverse declinazioni. Volenti o nolenti si dovranno adeguare al nuovo corso dell’It. Alle PMI invio un messaggio rassicurante: il cloud offre soluzioni preconfezionate che tengono pertanto conto di tante diverse esigenze aziendali e quindi sono, per default, in grado di consentire il disbrigo di carichi di lavoro in modo più efficiente che in precedenza”.

Gian Carlo Lanzetti

 

comments powered by Disqus

Sei alla ricerca di uno sviluppatore?

Cerca nel nostro database


Posytron

Posytron è una Software Factory specializzata in progetti Web, Mobile, Social Media e...

Vai al profilo

Sanmarco Informatica

Conoscenza, consapevolezza, spirito di gruppo, sono le parole che riassumono il nostro...

Vai al profilo

Computime Srl

Computime, rivenditore Apple dal 1983, Servizi per l'editoria, Software House. La...

Vai al profilo

UnlockYourBrain GmbH

UnlockYourBrain GmbH è una start-up con sede a Berlino. Crediamo fortemente nel...

Vai al profilo