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Mobile, editoria digitale e innovazione

Mobile, editoria digitale e innovazione

03 Ottobre 2013 Redazione SoloTablet
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Come vengono spesi i budget del marketing aziendale? Quale parte di essi è dedicata ad investimenti su piattaforme Mobile? Quanti uffici marketing danno priorità al Mobile rispetto ai media tradizionali e al Web? Perché il cambiamento non è così rapido come lo è la penetrazione del mobile in tutti i segmenti di mercato? E' ancora possibile rinviare l'innovazione?

Le domande possono essere molte e calibrate su diverse tipologie di problematiche, di bisogni e di mercati. Punto di partenza per ogni riflessione è il proliferare di dispositivi mobili e la frequenza del loro utilizzo per navigare la rete o usare applicazioni, sia per uso personale che aziendale. Già oggi il traffico da mobile verso siti e portali di informazione online ha raggiunto il 45/55% degli accessi globali.  Un portale come quello del New York Times ha 50 milioni di accessi da mobile al mese. Ma anche un piccolo progetto come SoloTablet ha un pubblico Mobile che si aggira intorno al 25%.

Il cambiamento introdotto dalla pervasività delle piattaforme Mobile è paragonabile a quello vissuto nei primi anni ’90 con il boom di Internet e della web-economy. Tra i due periodi storici esiste una differenza sostanziale. Non tutti condividevano la certezza sulla affermazione del Web mentre oggi tutti sono convinti che le nuove tecnologie Mobile siano destinate ad una penetrazione costante nella vita delle persone e siano qui per rimanere. Entrambi i periodi hanno suggerito e favorito grande innovazione ma  quello Mobile obbliga a cambiamenti più radicali perché ha messo in crisi i modelli di business su cui poggiavano numerose realtà imprenditoriali e attività. Una di queste è quella editoriale che ha visto il proprio volume di affari, costruito sulla produzione di contenuti stampati su carta, ridursi drasticamente ma che è anche obbligata a ripensare modelli di business più recenti costruiti sulla rete e attraverso applicazioni web.

 

Il mondo editoriale è alle prese con la necessità di cambiare modelli di business e di compiere scelte strategiche coraggiose e capaci di introdurre maggiore innovazione. Chi ha vissuto passivamente la rivoluzione del web non ne ha tratto vantaggio ma soprattutto si è posto nella condizione di dover fare scelte dolorose in termini organizzativi e di prospettive future. Chi ha cavalcato il web oggi deve confrontarsi con una rivoluzione diversa, più violenta perchè si diffonde più rapidamente dando forma a nuovi comportamenti e nuove pratiche. Non tutti hanno risorse e strumenti adeguati per farlo.

Tra chi queste risorse le ha,  emergono solo coloro che hanno anche capacità ad innovare. La rivista online iMedia Connection ha raccontato alcuni casi di studio interessanti riferiti ad alcuni grandi Editori internazionali come Hearst, Atlantic e Circa. Le esperienze di queste grandi realtà editoriali possono suggerire utili insegnamenti a chi in Italia non ha ancora colto il senso di urgenza che la rivoluzione Mobile sta imponendo al mondo della informazione e della editoria nel suo insieme.

Hearst, uno dei marchi editoriali più prestigiosi con testate come Marie Claire, è l’esempio di come un editore tradizionale possa cavalcare l’onda dell’innovazione tecnologica. Lo ha fatto costruendo una organizzazione nuova, denominata App Lab, dedicata alla ricerca di nuove formule per distribuire i propri contenuti mediatici attraverso le nuove tecnologie. Non è un caso che le pubblicazioni di Hearst sono state tra le prime ad essere presenti sullo store delle applicazioni di Apple e che oggi le sue riviste digitali per Mobile siano tra le più lette ed acquistate.

Altra scelta fondamentale è stata la rivisitazione di tutti i siti web aziendali secondo la logica ‘responsive design’ per ottimizzare l’esperienza utente anche da Mobile. Gli investimenti hanno dato i loro frutti e oggi il 40% del traffico web arriva da dispositivi Mobili e le riviste con marchio Hearst possono contare su un milione di abbonati paganti e una grande maggioranza di loro sono nuovi lettori. Il successo della strategia ha convinto Hearst a definire nuovi obiettivi importanti per raggiungere i tre milioni di abbonati entro il 2016.

 

Atlantic/Quartz è un altro editore americano tradizionale che ha adattato modelli di business e strategia la mobile. Invece di ottimizzare i siti web la scelta si è indirizzata sulla realizzazione di applicazioni realizzate in ottica responsive per il mondo Mobile. Con l’obiettivo di generare nuovi flussi di guadgno Atlantic ha anche implementato nuove modalità e opportunità di pubblicità in-app. Abbandonti i banner tradizionali,  il nuovo modello prevede l’inserimento di spazi promozionali direttamente nelle notizie. Questi spazi bengono proposti a marche e marchi famosi come Credit Suisse, Cadillac, Boeing.

Infina Circa ha puntato completamente sulle APP e sulla ingegnerizzazione e riorganizzazione dei contenuti delle notizie in ottica Mobile. I contenuti sono suddivisi in parti che facilitano la lettura ma permettono di ottenere una comprensione complessiva del tutto.

A questi casi di studio andrebbe aggiunto quello di un editore già completamente digitale come Facebook. Dopo aver realizzato che un numero crescente di utenti si collegava al social network da Mobile, nel 2012 facebook ha ripensato l’organizzazione dei propri contenuti, impostata in modalità centrata sul desktop, in ottica Mobile.  Il cambiamento è stato di successo ed oggi il 41% del fatturato di facebook è Mobile.

Tutti questi casi di studio illustrano come il passaggio al Mobile coinvolge le strategie aziendali e deve avere come sponsor i massimi dirigenti aziendali. Non è sufficiente introdurre in azienda nuove tecnologie, bisogna formare adeguatamente le persone, incentivare e premiare persone e gruppi di lavoro capaci di innovare, integrare capacità e professionalità redazionali con competenze e conoscenze tecnologiche, investire nella forza commerciale capace di generare nuovo fatturato Mobile. La strategia deve favorire la nascita di nuove esperienze e di nuovi prodotti e servizi con l’obiettivo di generare nuovi filoni di business e nuovi guadagni.

Chi non coglie l’aspetto strategico legato alla rivoluzione indotta dalle tecnologie Mobile deve sapere che perdere il terreno della innovazione Web è stato un semplice grande errore, perdere quello della innovazione mobile significa rischiare l’estinzione, per di più ravvicinata nel tempo.

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