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Per incidere la trasformazione digitale deve diventare la norma

Per incidere la trasformazione digitale deve diventare la norma

22 Giugno 2018 Redazione SoloTablet
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Il cambiamento è diventato la norma rendendo la trasformazione digitale non più un semplice progetto da implementare ma una realtà in costante evoluzione che richiede interventi continui. Per affrontare il cambiamento bisogna trasformare digitalmente azienda e organizzazione e bisogna farlo creando le fondamenta per una evoluzione digitale continua nel tempo, predisposta per introiettare e integrare il nuovo che emerge.

Per stare al passo con la trasformazione tecnologica dell'era digitale non è sufficiente investire in trasformazione digitale. La velocità di fuga della tecnologia e la sua costante accelerazione impone la capacità di adeguare costantemente strumenti,  risorse e competenze ma soprattutto strategie e modelli di business. Il successo delle aziende considerate native digitali (Uber, Amazon, AirBmb e mille altre aziende-APP digitali) ha cambiato il panorama del mercato e gli scenari futuri.

Oggi il consumatore ha felicemente sposato il modello di business e la cultura di queste società e si rapporta a tutte le altre pretendendo una interazione simile, focalizzata sull'utente (consumatore, cliente, ecc.), capace di innovarsi nel tempo attraverso continue innovazioni, iterazioni e adattamenti alle varie tendenze di cambiamento emergenti.

Per garantirsi una trasformazione digitale evolutiva è fondamentale fare le scelte tecnologiche giuste, senza lasciarsi governare dalla fretta dettata dalla concorrenza o dalle resistenze che sempre emergono all'interno di ogni realtà aziendale e organizzativa. L'urgenza della competizione può portare a sostituire in blocco infrastrutture e tecnologie, le resistenze al cambiamento possono impedire di sfruttare al meglio i sistemi legacy, le conoscenze, le competenze tecniche e le infratrutture IT esistenti.

Urgenza e resistenza caratterizzano tutte le scelte attuali legate alla trasformazione digitale e influenzano la componente di analisi che serve per decidere la velocità e la profondità del cambiamento da implementare. Se si opera nel mercato retail, per competere con aziende digitali come Amazon non serve soltanto implementare progetti di trasformazione digitale ma anche decidere quali modelli di cambiamento adottare. Il carattere rivoluzionario dell'era digitale attuale rende difficile fare delle scelte e complesso prendere delle decisioni. Sono venuti meno paradigmi  e modelli così come sono scomparse molte delle certezze del passato costruite su consuetudini e pratiche consolidate. Si può partire in piccolo per crescere o cambiare tutto e partire in grande. In entrambi i casi non esiste alcuna garanzia di successo, tanto è variabile il contesto di mercato e tanto rapido è il cambiamento dettato dalle novità tecnologiche ma soprattutto dagli effetti da esse generati nella testa, nei comportamenti e nelle scelte dei consumatori (clienti).

La necessaità di cambiare in continuazione è fondamentale nel mercato del retail. Un mercato che è diventato il terreno paradigmatico di scontro tra il mondo del passato e quello tecnologico e digitale odierno. Tutte le società che operano nel mercato della vendita al consumo, della distribuzione e della logistica sono obbligate a misurarsi e a rivedere le loro strategie e processi pe stare al passo con Amazon, Ali Baba e altre società simili. Lo stanno facendo implementando nuove forme di automazione, investendo sul commercio elettronico online e su nuove tecnologie (intelligenza artificiale, casse automatiche, RFID, ecc.) ma non è detto che riescano nel loro intento. La trasformazione digitale obbliga a cambiare strategie ma anche la cultura aziendale e questa non emerge dalla sera alla mattina ma solo nel tempo e dopo opportune iniziative e scelte aziendali.

L'urgenza del cambiamento interessa tutti i mercati e tutte le aziende che vi operano. La trasformazione digitale non è solamente tecnologica ma strategica, culturale, cognitiva, professionale e di processo. Inutile investire in tecnologia se non cresce la confidenza delle persone che lavorano in azienda nel saper risolvere digitalmente i problemi e nel saper trarre vantaggio dalle nuove sfode che il cambiamento digitale impone. Se si introducono in azienda componenti di intelligenza artificiale e robot capaci di apprendere per l'automazione di interi comparti organizzativi (ad esempio ChatBot che sostituiscono l'help desk tradizionale) è necessario che le persone siano preparate alla disruption che ne deriva e alle sue conseguenze. E non è detto che lo siano!

*Foto testata: Cio.com

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