Perché investire in AI

11 Ottobre 2017 Redazione SoloTablet
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Una risposta viene da una ricerca di Teradata che punta il dito sulla necessità dell’Intelligenza artificiale per affrontare le prossime sfide da parte delle aziende. Parecchie però le barriere da superare. Nasce la figura del CAIO.

L’80 per cento delle imprese - un numero enorme - sta investendo oggi in AI (Artificial Intelligence)  , ma almeno uno su tre dei più alti dirigenti aziendali è convinto che la loro società avrà bisogno di investire di più nei prossimi 36 mesi per tenere il passo con i concorrenti. Al contempo le imprese prevedono significative barriere all'adozione di soluzioni AI e stanno cercando di mettere a punto strategie per rispondere a questi problemi creando una nuova posizione dirigenziale, il Chief AI Officer (CAIO) per razionalizzare e coordinare l'adozione dell’Intelligenza Artificiale. Questi risultati scaturiscono dall'indagine eseguita su un campione di 260 grandi organizzazioni che operano a livello mondiale, condotta da Vanson Bourne, società di ricerche di mercato dell'industria tecnologica, per conto di Teradata -  società attiva nell’area delle soluzioni per analytics.

 

La AI per cosa

I settori in cui gli intervistati si aspettano che l’AI avrà l’impatto maggiore sono l’IT, la tecnologia e le telecomunicazioni (59 per cento), i servizi aziendali e professionali (43 per cento), mentre i servizi ai clienti e i servizi finanziari sono stati relegati al terzo posto (32 per cento).

Le prime tre sfide che le aziende pensano possano essere affrontate positivamente dall’AI ​​con un conseguente incremento delle entrate sono: innovazione di prodotto / ricerca e sviluppo (50 per cento), servizio clienti (46 per cento), supply chain e operazioni (42 per cento). Il che rispecchia alcune delle principali aree di investimento AI, e cioè la customer experience (62 per cento), l'innovazione di prodotto (59 per cento) e l'eccellenza operativa (55 per cento).

Se il tasso di adozione dell’AI è elevato e le aziende prevedono che presto essa si dimostri una scelta più che valida, ci sono anche grandi possibilità per la sua attuazione futura:

  • L'80 per cento degli intervistati afferma che una qualche forma di AI è già in essere nella loro organizzazione, anche se il 42 per cento afferma che c'è molto spazio per un'ulteriore implementazione in tutto il business.
  • Il 30% crede che la propria organizzazione non stia investendo abbastanza e dovrà investire di più nelle tecnologie AI nei prossimi 36 mesi per stare al passo con i concorrenti che operano nel loro settore.
  • In media, le aziende intervistate stanno oggi investendo 6,47 milioni di dollari nella tecnologia AI - questa cifra sale a 8,25 milioni di spesa media per le aziende operanti nell’Asia Pacifica.

 

Le sfide future

Quasi tutti gli intervistati stanno sperimentando barriere all'adozione dell’AI e al suo ROI - come avviene per quasi tutte le tecnologie emergenti. Le aziende sono pronte a continuare a investire in AI, probabilmente a causa dei benefici che i dirigenti e i decisori IT pensano che l’AI porterà in termini di risparmio di tempo e di costi, ma vedono barriere importanti nella mancanza di infrastrutture IT e di accesso ai talenti. Sorprendentemente, i leader aziendali non sono preoccupati per l'impatto che l'AI e l'automazione avranno sul morale dei dipendenti - solo il 20 per cento lo vede come una barriera.

  • Il 91 per cento prevede ostacoli alla realizzazione dell’AI: al primo posto la mancanza di infrastrutture IT (40 per cento) e di accesso ai talenti (34 per cento), seguiti dalla mancanza di risorse economiche per l’implementazione (30 per cento), da complicazioni in materia di politiche, regolamenti e diritti (28 per cento) e dall’impatto sulle aspettative dei clienti (23 per cento). Al contrario, solo il 19% si preoccupa della possibile debolezza dei business case per le tecnologie AI e solo il 20% è preoccupato per l'impatto dell’AI e dell'automazione sul morale dei dipendenti.
  • Le imprese prevedono una quasi uguale ripartizione tra gli incrementi dei ricavi (53 per cento) e il risparmio/efficienza sui costi (47 per cento) derivanti dai loro investimenti in AI.
  • Solo il 28% degli intervistati afferma che la loro organizzazione ha personale interno sufficientemente preparato per acquistare, realizzare e implementare soluzioni di AI.

 

La necessità di un CAIO

Se oggi i responsabili aziendali contano sugli attuali leader tecnologici come CIO e CTO per portare avanti adozione e strategia relative all’AI, pensano però che in futuro l'AI sarà così rilevante per l’azienda che per  creare una strategia efficace avranno bisogno di un CAIO.

  • Il CIO (47 per cento) e il CTO (43 per cento) sono le figure aziendali coinvolte oggi, ma il 62 per cento degli intervistati afferma di prevedere in futuro la creazione di un ruolo dedicato - CAIO (Chief AI Officer).
  • Le aziende prevedono per i prossimi 5 anni un ROI di 1,99 dollari per ogni dollaro investito oggi, e di 2,87 dollari nei prossimi dieci anni.
  • I settori che prevedono gli impatti maggiormente positivi sono: IT, tecnologia e telecomunicazioni (59 per cento); business e servizi professionali (43 per cento); servizi al consumo (32 per cento); servizi finanziari (32 per cento); manufacturing e produzione (31 per cento).

 

 

 

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