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Social Media 2019: tendenze e strategie

Social Media 2019: tendenze e strategie

17 Settembre 2018 Redazione SoloTablet
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Chi può resistere alla visibilità dei media sociali? Chi rinuncia a trarre vantaggio da influencer e storyteller vari? Chi ha veramente capito come usarli e trarne vantaggio? Nel 2019 non sarà sufficiente solo esserci e abitarli, sarà necessaria una strategia, la collaborazione con partner qualificati e un budget.

Quasi o tutte le aziende hanno in questi anni sperimentato l’ebbrezza delle piattaforme social e digitali ma quante ne hanno tratto realmente dei benefici e dei vantaggi? Essere presenti nei media sociali senza una strategia, con narrazioni improvvisate e senza  il coinvolgimento di persone con le competenze adeguate, non ha prodotto risultati e ha ingenerato una percezione negative su strumenti dal potenziale elevato. Per il 2019 sarà necessario fare scelte diverse: abbandonare le piattaforme social perché inefficaci o investirvi di più per trare reali vantaggi dalla loro ubiquità, popolazione e potenzialità.

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Lo sforzo da fare è semplice ma non è detto che tutte le aziende siano preparate a compierlo. Operare attraverso i canali dei media sociali e delle loro piattaforme significa conoscerne meglio e a fondo punti di forza e di debolezza, comprendere come e quando utilizzarli per alimentare le attività marketing e commerciali pensate per produrre nuove vendite, fatturati e profitti e infine saperli integrare con i canali marketing tradizionali esistenti.

Trattare i media sociali alla stregua di altri strumenti o canali marketing significa associare ad essi un budget costruendo su di essi una strategia e un piano di azioni, monitorabile e misurabile, qualitativamente e quantitativamente. Dopo anni di consolidamento e presenza online, le piattaforme dei media sociali hanno raffinato i loro algoritmi, dalla parte degli utenti ma soprattutto bulimici nel soddisfare i desideri di nuovi guadagni da parte dei proprietari delle piattaforme social. Per dialogare con questi algoritmi in modo profittevole bisogna conoscerli ma anche conoscerne i desiderata e le destinazione d’uso reali.

Usare in modo più efficace gli strumenti del Web e i suoi canali obbliga a ripensare la narrazione di una Marca e dei suoi marchi. Questa narrazione non può essere episodica e temporanea ma collocata dentro una strategia di comunicazione finalizzata a coltivare la relazione. La narrazione  può trarre vantaggio da narratori di professione e ancor più da persone capaci, nel loro ruolo di influencer, di rendere visibili racconti e narrazioni a audience diversificate e più ampie. In particolare se il canale narrativo scelto è YouTube e il mezzo il video.

Non tutte le aziende hanno in ogni caso bisogno di una narrazione visuale, in particolare se i budget disponibili sono limitati. Inoltre l’importanza del video forse è eccessivamente sopravvalutata, in particolare per aziende che operano nel mercato B2B.

Alla base di tutto ci deve essere una strategia. Due gli elementi fondamentali: il valore dei dati e delle informazioni e la focalizzazione sul cliente. Due elementi strettamente collegati, un legame stretto reso possibile dalla quantità di dati (tracce) che ogni abitante di una piattaforma social lascia dietro di sé. Dati che possono essere usati per profilare i potenziali clienti, personalizzare promozioni e messaggi ma soprattutto per implementare azioni finalizzate a coltivare a relazione, alimentare la fiducia e trasformarla in fidelizzazione. I dati servono anche per calibrare in continuazione comunicazione e attività marketing, per misurare il loro impatto e i risultati generati così da poter adattare la strategia a nuovi bisogni e trend di mercato emergenti.

Nel definire budget e risorse le aziende devono valutare i canali social disponibili per poi fare delle scelte. Non serve essere presenti ovunque, meglio fare delle scelte per ottimizzare meglio tempi, risorse e attività.

 

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