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SoloTablet - 2012: un anno bisestile ricco di trasformazioni silenziose

SoloTablet - 2012: un anno bisestile ricco di trasformazioni silenziose

23 Dicembre 2011 Carlo Mazzucchelli
SoloTablet
Carlo Mazzucchelli
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Le premesse per il 2012 non inducono alla felicità. Borse in negativo, mercati che non decollano, budget ridotti, recessione sono tutti segnali che non aiutano. Eppure come sempre accade, ogni segno di pericolo e rischio è anche una opportunità. Per non farsi trovare impreparati al peggio ed essere pronti a trarre vantaggio dal meglio che potrebbe emergere, bisogna saper ascoltare, essere flessibili, predisporsi allo scambio e lasciarsi agire costruttivamente.

I temi e gli argomenti trattati su SoloTablet sono prevalentemente tecnologici. Facile quindi aspettarsi delle riflessioni, sul futuro che ci aspetta, legate ai nuovi tablet e alle nuove tecnologie emergenti.

Difficile però separare previsioni, visioni e aspettative tecnologiche da quelle personali, professionali e aziendali legate al periodo di crisi che stiamo vivendo. Un periodo che condiziona pesantemente le nostre scelte, i nostri comportamenti, le nostre abitudini, il nostro modo di pensare, in sintesi tutta la nostra vita.

Il 2011 era iniziato con grandi speranze e con la percezione che la situazione del mercato del lavoro stesse migliorando. Avvicinadoci alla conlcusione dell'anno possiamo tutti concordare che il 2011 è stato invece per gli operatori di mercato ma anche per i consumatori un altro anno molto difficile che non ha fornito alcuna reale opportunità di crescita, come evidenziato da tempo da molti indicatori di mercato.

L'anno è stato particolarmente pesante per il mercato ICT che ha segnato perdite costanti su tutti i fronti, con l'unica eccezione dei tablet. Molte aziende italiane hanno affrontato la situazione di crisi tagliando personale, chiudendo o ristrutturando. In quasi tutte le aziende prevale la percezione di non disporre a livello organizzativo delle professionalità e delle competenze che servirebbero per affrontare il mercato degli anni a venire. Tutto ciò provoca una visione pessimistica prevalente sulle prospettive del 2012 proprio mentre dovrebbe affermarsi una propensione al cambiamento per dare forma al nuovo che ancora non c'è eppure è già in tras-formazione.

La realtà è già piena di segnali e fenomeni che sembrano incoraggiore maggiore confidenza, suggerire maggiore disponibilità al nuovo e al cambiamento e  favorire nuovi investimenti e una rinnovata propensione al rischio. Questi segnali hanno però bisogno di essere trasformati in fenomeni capaci di modificare e incidere nella realtà.

Dice il TAO
Cerca di essere flessibile e rimarrai al centro. Cerca di curvarti e starai diritto. Cerca di essere vuoto e sarai riempito. Cerca di dare e sarai rinnovato. Avendo poco, riceverai molto. Avendo molto, sarai confuso.

La trasformazione richiede l'adozione di nuove strategie e di leader capaci di guidare organizzazioni e aziende verso l'innovazione e il cambiamento. Sembra poca cosa ma per riempire di contenuti il cambiamento è necessario un cambio culturale che non tutti sapranno fare, per mancanza di strumenti, per conservatorismo e pigrizia legata ad abitudini e pratiche consolidate nel tempo, e per età.

Come ha insegnato Francois Jullien ogni cambiamento e trasformazione avviene in modo silenzioso perchè non è qualcosa al di fuori di noi ma che ci vede agiti. Più che la separazione tra il prima e il dopo conta il ritmo , il passaggio, il fatto che a fine primavera è già estate senza che ne percepiamo alcuna transizione.  Il cambiamento è continuazione e modificazione insieme. Non bisogna avere paura del cambiamento perchè la modificazione rompe con la continuità, essendone il contrario, ma al tempo stesso continua  a promuoverla facendola però uscire dal deperimento che la sta minacciando. Per salvare l'esistente è necessario introdurre continue modifiche e sono queste a portarsi appresso l'energia investita nelle cose fatte e a trasformarla in movimento.

" La neve quando fonde è ancora neve?    O non è già acqua? "

Utile a questo proposito la metafora della barca a remi usata dal filosofo francese. La transizione è l'attimo che passa tra l'alzata di remi e il ritorno al remare. La transizione è una interruzione che non impedisce il progredire. I remi sono posizionati in levare ma la barca ha una sua forza resiliente che la spinge a proseguire sullo slancio della remata precedente.

 

 

Se vogliamo che il 2012 sia per ognuno di noi un anno di cambiamento ed essendo il cambiamento difficile da percepire e silenzioso, dobbiamo rieducare la nostra percezione e la nostra intelligenza per rappresentarsi ogni cambiamento attuato nella sua continuità con l'esistente e il passato. Ma serve soprattutto passare dalla immobilità alla mobilità  e considerare i due elementi come fattori correlati piuttosto che come fasi di transizione e situazioni in movimento.

La transizione che metteremo in moto in questo processo sarà impercettibile, fatta da tante piccole scelte e azioni che faranno ribaltare tranquillamente e progressivamente le situazioni e ci porteranno a qualcosa di diverso senza che ce ne saremo accorti.

" La transizione si integra disintegrando. Ed è per questo che è silenziosa: poichè non suscita resistenza contro di sè, non fa gridare e non suscita alcun rifiuto, non la si avverte progredire" (Francois Jullien).

La situzione complessa che abbiamo di fronte non sopporta rotture e obbliga ad una rivo-evoluzione lenta che invece di creare fratture e contrasti, trovi le vie di minore resistenza per infiltrarsi, farsi strada, ramificarsi e propagarsi a macchia d'olio. Anche nel mondo tecnologico i cambiamenti non sono mai stati radicali ma si sono affermati nel tempo, molte volte silenziosamente, e solo dopo un pò di tempo si sono rivelati nella loro radicalità e capacità di trasformazione. Pensiamo ad Internet e alla sua incubazione decennale, pensiamo ad Apple e a come si è diffusa ed affermata la sua filosofia tecnologica e pensiamo anche ai social networks e ai mondi paralleli di secondlife ( nessuno ne parla più eppure la ricerca e lo sviluppo tecnologico che ha attivato sta scavando e trasformando forse più di prima ).

 

 

Su cosa dovremmo orientarci quindi per imparare a seguire le trasformazioni silenziose che stanno avvenendo e che condurranno a qualcosa di diverso? Non esistono formule così come non esistono modelli di riferimento.

L'approccio più adeguato prevede che ci si predisponga alla vigilanza e all'osservazione dei fenomeni emergenti, che si impari a leggere le pieghe graduali e continue che prendono le varie situazioni in movimento e in trasformazione mano a mano che esse si svolgono. Dobbiamo osservare con attenzione le nuove configurazioni che emergono, assorbendole perchè sono loro a conferire alle cose in modo discreto un nuovo orientamento e direzione. Dobbiamo essere capaci di districare la confusione delle situazioni in cui ci troviamo con la consapevolezza che "non c'è terreno piatto che non sia seguito da un pendio da scalare ( Yi-jing )". Individuare le difficoltà a venire è un modo per premunirsene. Non vi è mai un brutto momento che sia duraturo se si sa, grazie all'intelligenza, conservare la fiducia. Tutto è in transizione e nell'ombra del negativo e del declino spuntano sempre nuove iniziative e altre forze si riconpongono.

 

 

Il 2012 non sarà l'ultimo anno della vita terrestre, come preannunciato dalla famosa e 'consumerizzata' profezia Maya. Sarà invece un anno ricco di trasformazioni che, sempre in modo silenzioso, graduale, globale ci porteranno e ci faranno trovare da qualche altra parte, senza che quasi ce ne siamo accorti. Se vogliamo far parte e contribuire a queste trasformazioni è inutile che cerchiamo di riconfigurare le situzioni e che facciamo piani con uno scopo e degli obiettivi. Meglio far maturare le situazioni incontrate e nelle quali ci si trova. ognuno individualmente e personalmente, coinvolti.

" Un contadino, che vuole che il suo grano cresca, tira i germogli; la sera quando i suoi figli accorrono a vedere il risultato, è tutto secco. Mirando direttamente al risultato, ha forzato l'effetto e ha prodotto immancabilmente un contro-effetto "

Con questo approccio si interviene a trasformare in modo silenzioso queste situazioni in modo tale che esse si inclinino progressivamente in senso favorevole. Serve far volgere/emergere il potenziale di ogni situazione. La crescita non può venire da Monti e dal suo governo e neppure dalla nostra intenzionalità soggettiva. La crescita è nelle situazioni e per farla emergere bisogna solo fare quello che ogni contadino sa, non tirare una pianta per farla sembrare più alta ma continuare, giorno dopo giorno, a zappare, sarchiare, vangare intorno al germoglio.

Favorire la crescita significa favorire la trasformazione silenziosa di cui tutti abbiamo bisogno.

E questo è l'augurio migliore che ai suoi lettori può fare SoloTablet!

Dal mio ultimo viaggio in Bhutan!

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