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La capacità disruptive del tablet

La capacità disruptive del tablet

14 Gennaio 2014 Redazione SoloTablet
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Solotablet si appassiona poco al dibattito tra sostenitori del personal computer e fan del tablet. La nostra opinione è che tablet e personal computer siano entrambi elementi importanti di una convergenza tecnologica che, alla fine del suo percorso, farà emergere una nuova tipologia di dispositivo ma soprattutto nuove forme di personal computing. Questa evoiluzione sta avvenendo per la capacità ‘disruptive’ del tablet.

Molti produttori tradizionali e protagonisti della rivoluzione del personal computer si comportano oggi come il CEO di Digital quando espresse in modo plateale la sua sfiducia completa sul fatto che il PC potesse affermarsi. Una posizione che richiama quella di Steve Ballmer, ex-CEO di Microsoft, sull’iPhone o quella del CEO di BlackBerry più recenti.

Ciò che sfugge a molti di questi produttori e ai loro sostenitori e clienti affezionati è la forza dirompente del tablet e la sua capacità di rompere paradigmi obsoleti e di affermarne di nuovi. La cosa non sfugge nel frattempo ai consumatori che sembrano avere compreso molto bene la rivoluzione in atto, la sua destinazione e i suoi potenziali risultati.

Il tablet non è un salto di paradigma semplicemente per le sue novità tecnologiche ma perché è un prodotto innovativo che è stato capace di creare dal nulla un nuovo mercato e di dare forma a nuova catene di valore che hanno reso obsolete quelle precedenti mettendole in crisi e a rischio estinzione. Così facendo ha reso obsolete anche le tecnologie che avevano reso possibili i prodotti come il personal computer che a loro volta in passato avevano avuto un ruolo altrettanto dirompente. Non prenderne atto superando perplessità e dubbi significa rallentare il cambiamento in corso ma non il suo definitivo avverarsi.

 

www.digitaltrends.com

Fonte: www.digitaltrends.com

La difficoltà di molti produttori tradizionali nasce dalla incapacità a lasciarsi alle spalle un periodo lungo nel quale hanno dettato le leggi del mercato e ne hanno tratto tutti i vantaggi e i benefici, in assenza di una vera e praticabile proposta alternativa. Ora prendere consapevolezza del cambiamento è doloroso e complicato, soprattutto per quei produttori che poco hanno speso negli anni per innovare realmente le loro linee di prodotto e in ricerca e sviluppo. La consapevolezza ora non è più sufficiente perché il consumatore ha compreso da subito la novità introdotta dal tablet ed è oggi felice di poter scegliere con maggiore libertà tra le molteplici opzioni esistenti, tra tablet e PC ma anche tra tipologie diverse di tablet.

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I produttori che non hanno ancora compreso quanto sta avvenendo insistono sul fattore produttività ed insistono sul fatto che, per il momento, il tablet non può offrire la stessa capacità prestazionale e una uguale ricchezza applicativa e funzionale di un personal computer. Se il tablet offre uno strumento di produttività personale, il PC ne offre uno migliore e la stessa cosa vale per la dimensione e qualità dello shermo, per l’accesso ad Internet, per la applicazioni, ecc.

Ciò che sfugge ai più è che il tabletè diventato rapidamente uno strumento pervasivo perché costa meno (sempre meno vero se si considerano i nuovi PC ibridi), è più facile da tenere aggiornato. È più ricco in termini di applicazioni, giochi, musica, servizi, non richiede alcuna forma di apprendimento (toch-and-play) per la sua facilità d’uso e immediatezza. Il tablet poi è leggero, comodo da usare in qualsiasi luogo e ora della giornate, è trasportabile, sempre connesso e si presta sia al divertimento ed intrattenimento personale ma anche alle attività professionali e di lavoro.

Il passaggio dal PC al tablet a cui stiamo assistendo non è casuale ma nasce da una maggiore capacità del consumatore nel soddisfare in modo appropriato i propri bisogni e di farlo selezionando di volta i volta i dispositivi e le tecnologie più appropriate. Inutile disporre di un’ato superveloce e super-accessoriata se non si muovere dal box. Meglio puntare su una mini-auto elettrica sempre pronta all’uso e facile da spostare e ricaricare. Il consumatore è alla ricerca di nuova semplicità e sa che le nuove tecnologie riducono la complessità offrendo nuovi fattori di forma, nuova funzionalità e interfacce e offrendo quelle esperienze utente di cui il consumatore ha bisogno.

L’analogia con l’auto elettrica non è forse la più appropriata ma serve bene a spiegare cosa sta succedendo. La non appropriatezza nasce dal fatto che l’auto elettrica non è ancora riuscita a fare quello che il tablet ha fatto in soli tre anni. Mettere in crisi il mercato esistente offrendo una alternativa reale al consumatore e al mercato. Lo ha fatto in modo rapido e con accelerazioni sempre più potenti. Il boom iniziale è stato determinato dal grande potere di una marca come Apple ma il rallentamento che ne è seguito è stato solo momentaneo ed è sfociato rapidamente in una offerta sempre più ricca e una domanda crescente e determinata ad entrare in possesso del nuovo dispositivo, rinunciando ad aggiornare il proprio PC o ad acquistarne uno nuovo.

Ora il problema non è più disquisire su quale piattaforma prevarrà ma prendere atto di quanto è emerso diventando la nuova realtà. In questo senso il tablet ha perso, agli occhi dei più, la sua carica dirompente e sta diventando un prodotto mainstream capace di soddisfare al meglio vecchi e nuovi bisogni.

Attenzione però a non fare nuovi errori. La rivoluzione tecnologica del tablet è appena agli inizi e sta delineando i nuovi percorsi evolutivi della tecnologia dell’informazione e digitale. Se ne vedranno le prime espressioni e ricadute in termini di nuovi dispositivi sempre più ibridi e convergenti, di tecnologie miniaturizzate e indossabili, di nuovi servizi di cloud computing e di nuove infrastrutture capaci di erogare servizi e soluzioni applicative utili in sempre nuovi ambiti di attività.

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