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Tecnologie disruptives: un’evoluzione in sorpasso!

Tecnologie disruptives: un’evoluzione in sorpasso!

17 Settembre 2013 Redazione SoloTablet
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Chi le conosce non le evita ma le applica e si lascia sorprendere! Chi non le conosce rischia di non comprendere quello che sta avvenendo e di rimanere indietro. Il potere delle tecnologie disruptive è evidente a tutti per la velocità di penetrazione e il livello di adozione.

Per capire quale rivoluzione stiamo vivendo bisogna ricordare che, mentre il telefono ha impiegato più di 20 anni per entrare nel 10% delle case, il tablet ne ha impiegato solo tre. Lo stesso paragone potrebbe essere replicato all’infinito con tecnologie diverse come la televisione, il personal computer, internet, ecc.

Ciò che caratterizza la nostra realtà tecnologica non è l’emergere di sempre nuove tecnologie ma la velocità con cui esse vengono adottate e la radicalità dell’impatto che hanno nella vita individuale delle persone e in quella delle aziende e delle organizzazioni.

Il tablet, una delle tecnologie disruptives attuali, è stato anche l’elemento che ha reso evidente la rivoluzione tecnologica in atto, fatta da altre tecnologie o pratiche umane come il cloud computing, il BYOD. L’internet degli oggetti, il social networking, i social media e il Big Data. Tutte queste tecnologie insieme hanno formato un’onda d’urto che ha trascinato con sé numerose opportunità ed altrettanti rischi. Questi ultimi sotto forma di sfide al cambiamento, all’innovazione, alla ridefinizione di sistemi informativi e di organizzazioni, di modelli di business e di strategie aziendali.

Non tutte le tecnologie emergenti sono destinate a sopravvivere al periodo di grande cambiamento che staimo vivendo. Alcune sono destinate a scomparire, altre verranno assorbite e integrate, altre ancora sono qui per rimanere e costituiranno l’infrastruttura sulla quale andranno a sedimentarsi ed a prosperare le tecnologie che verranno.

Fonte: www.theguardian.com

Tra queste tecnologie, con cui tutti i responsabili IT delle aziende ma anche i loro dirigenti, dovranno fare i conti, in termini di costi, sicurezza, complessità e investimenti, sono il cloud computing, il Big Data, l’internet degli oggetti e la pratica BYOD. Il primo cresce, soprattutto dentro le aziende e le organizzaioni, private e pubbliche, per la sua convenienza e produttività, scalabilità e sicurezza. Il Big Data è l’unica soluzione adeguata per la gestione della immane quantità di dati che i nostri sistemi umani e tecnologici (GPS, telefonia, social media, ecc.) producono quotidianamente. L’internet degli oggetti definisce un mondo fatto di oggetti sempre più tecnologici, connessi e tra loro comunicanti grazie ad accessi web, sensori e applicazioni software sempre più complesse. Infine la pratica del BYOD (Bring Your Own Device) può essere definito come disruptive perché ha accelerato il fenomeno della consumerizzazione dell’IT e sta trasformando la cultura stessa dell’IT in azienda. Una rivoluzione questa del BYOD dettata dall’uso di dispositivi mobili ma soprattutto da nuove tipologie di applicazioni o APP Mobile.

L’impatto di queste tecnologie è ancora difficilmente valutabile nelle sue conseguenze finali e negli effetti che potrà avere su persone, società e aziende. Ad essere coinvolte nella trasformazione in atto non sono solo le aziende e le loro organizzazioni ma anche le persone, nella loro veste di consumatori, dipendenti, professionisti e individui.  Le aziende si troveranno però ad affrontare problemi più complessi. Le nuove tecnologie hanno già modificato ecosistemi e filiere produttive, hanno reso obsolete strategie e approcci applicati per anni con successo e benefici tangibili, hanno mutato ruolo e importanza di strutture organizzative e loro responsabili, hanno infine cambiato lo scenario nel quale l’azienda intera si trova a muoversi.

Da un punto di vista puramente IT, le aziende sono oggi chiamate a scelte diverse e flessibili e ad orientarsi verso soluzioni compatibili e integrabili tra di loro pur nella compresenza di fornitori diversi. Queste scelte non possono più essere governate dalla conservazione e dalla volontà di impedire sperimentazione e innovazione. Queste ultime devono anzi diventare strumento e scopo per strategie, piani e programmi costruiti a partire dalle tecnologie emergenti e ‘disruptive’. Queste tecnologie sono quelle citate sopra ma anche quelle che hanno diffuso la virtualizzazione del client e del server in azienda, che hanno permesso l’emergere di sistemi informativi collaborativi, di applicazioni mobili sicure ed efficienti e di network capaci di garantire continuità di accesso ed elevate prestazioni di rete.

La realtà che le nuove tecnologie hanno confezionato per i sistemi informativi aziendali non è più facilmente modificabile. Chi lo volesse fare dovrebbe affrontare costi proibitivi e subire gli effetti di cambiamenti che esulano dal semplice contesto tecnologico aziendale. Le nuove tecnologie hanno cambiato i costumi e i comportamenti delle persone, i loro stili di vita e la loro cultura ( il modo di pensare alla loro interazione con il mezzo tecnologico). I nuovi cittadini tecnologici e mobile distinguono sempre meno il loro contesto personale da quello lavorativo ma in entrambi sanno di poter contare su strumenti e servizi tecnologici mobili, facili da usare, sempre più standardizzati e adattabili alle proprie esigenze personali.

Le aziende e i loro dipartimenti IT non sono obbligati ad arrendersi alle nuove tecnologie ma bensì sono chiamati a familiarizzarsi con esse e a cavalcarle per stare sempre al passo con nuove tendenze e novità emergenti.

Quantificare benefici e vantaggi o valutare i costi in termini di rischi ed effetti indesiderati delle nuove tecnologie disruptive emergenti è oggi quasi impossibile. Il semplice senso comune permette però di percepire che una rivoluzione radicale ma pacifica è in atto e di comprendere che i benefici e i vantaggi da essa derivanti non sono pochi né irrilevanti.

 



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