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Traffico web, vero, falso o illusorio? L’atto di fede non serve più!

Traffico web, vero, falso o illusorio? L’atto di fede non serve più!

26 Marzo 2014 Redazione SoloTablet
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Se a mettere in dubbio il traffico web ci si mettono anche coloro che su di esso hanno costruito il loro business, significa che qualcosa si è inceppato. E’ recente la segnalazione che più di un terzo del traffico web è falso perché generato da motori o programmi (botnet) costruiti per generare visite fasulle sulle pagine di siti che ospitano pagine pubblicitarie.

L’obiettivo è di permettere ai proprietari dei siti che vendono i loro spazi per fini pubblicitari di garantirsi dei guadagni con le impressioni della pagina e/o click eventuali. Visite, impressioni e click vengono poi fatti pagare agli inserzionisti attraverso modalità esse stesse poco chiare e tali da generare vere e proprie truffe ai danni di società e marche più o meno famose.

Il tutto quasi sempre nel più grande anonimato perché molte società truffatrici operano in paesi dell’est Europa e sono difficilmente identificabili e punibili. Il tutto anche nel più grande disinteresse degli stessi truffati che sembrano poco intenzionati a cambiare strategie promozionali per i loro prodotti e/o ad abbandonare le attività marketing online.

Il traffico online con accesso attraverso un dispositivo mobile è in aumento ovunque, come possono testimoniare tutti coloro che monitorizzano le Google Analytics dei loro siti e come sanno benissimo gli uffici marketing e i loro centri di spesa per attività marketing e promozionali. Il mercato della pubblicità mobile è in crescita costante ed esponenziale per grande è la pervasività d’uso e la diffusione di dispositivi mobili e cambiate sono le abitudini dei consumatori nei loro processi e comportamenti di acquisto.

 

 

Il funzionamento dell’intero meccanismo pubblicitario online sembra però confermare quanto su questo portale sosteniamo da tempo. La tecnologia sembra avere preso il sopravvento e  diventata capace di imporre le sue scelte grazie ai suoi automatismi, alla sua immediatezza e rapidità di esecuzione e alla sua forza impositiva e centralizzante. Molte attività promozionali vengono sempre più veicolate da realtà che hanno predisposto tecnologie, processi e automatismi per la raccolta pubblicitaria, per la ricerca e allocazione degli spazi online e per la pubblicazione di banner a pagamento online. Tutto è gestito attraverso software e applicazioni ad hoc gestite da grosse realtà che stanno disintermediando e ‘eliminando’ dal mercato le piccole agenzie di comunicazione e pubblicitarie a favore di nuove e potenti concentrazioni capaci non soltanto di monopolizzare il business dei banner ma anche di imporre i loro modelli e relative modalità di funzionamento.  L’elevata automatizzazione finirà per centralizzare nelle mani di pochi il business potenzialmente più ricco della rete, in un trend che caratterizza l’intera Internet attuale, sempre più governata da pochi e sempre meno democratica in termini di opportunità per tutti.

Se perdere un terzo del budget speso per promozioni online per colpa dei botnet non sembra pesare sui budget ricchi e golosi delle grandi marche, la consapevolezza che in Internet non tutto è quello che sembra potrebbe allontanare le aziende con budget più limitati e tenere lontane quelle che non hanno ancora deciso di investire in attività pubblicitarie online. Queste ultime sono ancora troppo numerose in Italia, un paese con elevate punte di eccellenza in termini di innovazione ma con una cultura aziendale spesso ancora molto conservatrice e legata ad abitudini consolidate e legate a visioni manageriali ancora tropo tradizionali.

Il fenomeno dei botnet e delle truffe online è destinato a crescere esponenzialmente nei prossimi anni e alle aziende non rimane che dotarsi di strumenti innovativi e potenti utili a monitorare costantemente quanto avviene in rete per capire se sia frutto di attività reali o semplici movimenti illusori causati da entità tecnologiche più o meno intelligenti e finalizzate ad arricchire fraudolentemente qualcuno.

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