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Nuvole e timori di tempeste in arrivo: Cloud e sicurezza

Nuvole e timori di tempeste in arrivo: Cloud e sicurezza

16 Marzo 2016 Redazione SoloTablet
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Le nuvole del titolo sono quelle del Cloud Computing ma richiamano anche il disco di De Andrè omonimo e i cattivi consiglieri di Aristofane che insegnavano ai giovani a contestare l’esistente per realizzare utopie future. Le prime suggeriscono innovazione, abbandono di consuetudini e abitudini per sperimentare il cambiamento e i nuovi paradigmi della tecnologia. Le seconde suggeriscono il ruolo che nella storia sempre hanno avuto gli innovatori e coloro che adottando nuovi atteggiamenti mentali e comportamentali hanno contribuito al cambiamento e a battere le paure da esso generate.

Negli ultimi cinque anni numerosi indagini di mercato hanno evidenziato i vincoli che hanno condizionato lo sviluppo del Cloud Computing e la sua diffusione sul mercato. L’impedimento più grande ad una adesione convinta del Cloud emerso da queste indagini si può declinare nella paura di una sicurezza insufficiente, nel timore di potenziali violazioni della privacy e nella preoccupazione di una difficoltà del gestire/provider nel garantire l’osservanza della implementazione delle compliance aziendali.

Nel 2015 una di queste indagini condotta sul mercato statunitense è servita a calcolare l’uso di soluzioni in Cloud da parte delle piccole e media aziende. Il 50% del campione coinvolto nell’indagine ha affermato di non fare uso di Cloud Computing e ha motivato la scelta con le paure sopra menzionate. Pesa anche la mancanza di conoscenze adeguate, sia sulla tecnologia sia sulle opportunità di trarre vantaggi e benefici dalle nuove tecnologie, e la percezione che il Cloud Computing sia solo per le grandi aziende.

Volendo guardare al bicchiere mezzo pieno, questa indagine ha comunque evidenziato che un 50% di PMI usa il cloud, prevalentemente come risorsa per lo storage, e ne valuta positivamente la componente collaborativa, l’accessibilità, l’efficienza operativa e i vantaggi economici (cost-effective).

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A guardare alla parte vuota del bicchiere sono in particolare realtà o persone spaventate della novità Cloud per la semplice ragione che non hanno conoscenze sufficienti a vincere la paura. Una banale conferma del fatto che si ha paura di ciò che non si conosce. In particolare molte PMI hanno ancora idee confuse su ciò che il Cloud è e su cosa può fare/offrire

Vanno vengono ogni tanto si fermano e quando si fermano sono nere come il corvo sembra che ti guardano con malocchio

Certe volte sono bianche e corrono e prendono la forma dell'airone  o della pecora o di qualche altra bestia  ma questo lo vedono meglio i bambini
che giocano a corrergli dietro per tanti metri

Certe volte ti avvisano con rumore prima di arrivare e la terra si trema  e gli animali si stanno zitti certe volte ti avvisano con rumore

Vanno vengono ritornano e magari si fermano tanti giorni che non vedi più il sole e le stelle e ti sembra di non conoscere più il posto dove stai

Vanno vengono per una vera mille sono finte e si mettono li tra noi e il cielo  per lasciarci soltanto una voglia di pioggia.

La confusione è giustificata in parte dalla proliferazione di attività cybercriminali che hanno mostrato la vulnerabilità di molti sistemi tecnologici e digitali attuali. Questi attacchi sono visti e studiati dalle aziende come conferme di quanto oggi la sicurezza tecnologica sia a rischio, soprattutto se riferita o applicata ad ambienti nuovi di cui poco si conosce. Poco importa se lo storage in Cloud Computing sia spesso più sicuro delle infrastrutture domestiche o aziendali e ancora meno conta se chi eroga servizi in Cloud Computing ha acquisito competenze e abilità tali da garantire standard elevati di protezione dei dati, di sicurezza e di compliance.

La scarsa conoscenza, spesso legata a conoscenze distorte e non veritiere, porta a pensare al Cloud come soluzione per grandi organizzazioni, tuttavia una infrastruttura di storage interna a una PMI è in genere molto costosa e potrebbe essere facilmente spostata in Cloud Computing a costi più bassi e con altri benefici e vantaggi. Ad esempio la possibilità di condividere e modificare file e documenti in maniera semplice e veloce, di farlo da dispositivi diversi compresi quelli Mobile, la possibilità di collaborare in modo più produttivo all’interno di comunità di pratica o tra gruppi di lavoro, e la facilità di accesso alle risorse immagazzinate nel Cloud.

Le paure e i timori per la sicurezza del Cloud Computing sono ingiustificate ma non sono destinate a scomparire facilmente né rapidamente. Troppo grande è ancora la confusione sotto il cielo, troppo contraddittorie sono le credenze e i pregiudizi sulle nuove tecnologie e troppo numerosi sono ancora gli IT manager che fanno fatica a gestire con successo il problema della sicurezza per le loro organizzazioni aziendali.

Il primo passo per affrontare timori e paure può essere la conoscenza delle esperienze e delle buone pratiche di quanti, dopo essere passati sul Cloud, hanno verificato elevati standard di sicurezza o visto la sicurezza dei loro asset aziendali digitali migliorare. Il secondo passo obbliga a valutare con maggiore attenzione i livelli di sicurezza dei sistemi e delle infrastrutture aziendali e di compararli con gli standard a cui molti fornitori di soluzioni Cloud si sono adeguati.

Vincere paure e timori è diventato un obiettivo inevitabile. Il Cloud Computing è sempre più una opportunità e una necessità. Non è un caso che il volume di affari è in costante ed esponenziale aumento (130 miliardi di dollari previsti per il 2017, +19% rispetto al 2012).

Se non si è in grado di superare paure e timori da soli conviene ricorrere a collaborazioni esterne in grado di suggerire la migliore strategia, i modelli di business e gli approcci da applicare per la migrazione degli asset aziendali sul Cloud. La scelta della realtà con cui collaborare dovrebbe prima di tutto guardare alla sua reputazione e alla capacità di comprendere bisogni e necessità, poi ai suoi prodotti e relative caratteristiche tecnologiche.

Verificata l’affidabilità del fornitore potenziale, la sua capacità di creare valore nella implementazione della soluzione e la qualità dei prodotti e servizi offerti conviene definire subito le policy sulla sicurezza da praticare e osservare (un modo per mitigare potenziali rischi e definire linee guida per il rispetto della compliance), coinvolgere le strutture IT nello sviluppo e nell’applicazione delle stesse, comunicare in modo adeguato alle persone dell’organizzazione le policy legate alla nuove soluzioni in Cloud e condurre periodicamente adeguati assessment sulla sicurezza

Fatto questo la paura non sarà completamente svanita ma sicuramente molto diminuita!

Fonte: http://www.netalia.it/

 

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