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Il dispositivo vincente è quello che mi serve quando ne ho bisogno!

Il dispositivo vincente è quello che mi serve quando ne ho bisogno!

07 Maggio 2014 Redazione SoloTablet
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Apple e Microsoft si stanno confrontando sul mercato con prodotti e applicazioni ma anche con due filosfie diverse di personal computing. Al momento non c’è ancora un vincitore netto e l’arrivo di dispositivi all-in-one indica che non ci sarà ancora per lungo tempo.

La discussione non è di quelle che entusiasmano ma pure c’è e continua sotto traccia perché serve ad analizzare il mercato e le scelte dei consumatori e a capirne i comportamenti e le tendenze. L’argomento è quale sia il dispositivo destinato ad affermarsi come la piattaforma preferita di personal computing tra quelli esistenti o emergenti, smartphone, phablet, tablet, tablet-PC, 2-in1, all-in-one, laptop ibridi, chromebook, ecc.

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La discussione appare capziosa perché sembra non tenere conto della cosa più ovvia, che non ci può essere alcun vincitore perché i gusti, le preferenze ma soprattutto i bisogni dei consumatori sono diversi e tali rimarranno anche in futuro. Ciò significa che ogni tipologia di dispositivo sarà in grado di soddisfare più o meno questi bisogni e che la coesistenza di più dispositivi nelle mani di una stessa persona sarà sempre giustificata da bisogni diversi che possono essere soddisfatti da dispositivi diversi come smartphone, tablet e PC.

La convivenza di tre dispositivi diversi nella stessa persona in mobilità mette in pensione la favola della leggerezza e della comodità ( tre dispositivi sono sicuramente più pesanti di uno solo e il fatto di doverseli trasportare tutti e tre obbliga a trovare adeguati alloggiamenti, non sempre facili da trovare soprattutto per i maschietti non dotati di borsetta). La loro disponibilità permette però un loro utilizzo diverso a secondo del momento, della necessità e dell’attività da portare a termine.

 

 

Il consumatore mobile non sembra disposto a guerre di religione sulla superiorità di un dispositivo verso l’altro ma nella sua visione laica e agnostica (inesistente quando so tratta di scegliere la marca o la piattaforma di sistema operativo) ciò che conta è poter disporre di ciò che serve in termini applicativi, di servizi e di funzonalità.

Se questa è la tendenza emergente, i produttori sono chiamati a cambiare le loro strategie. Oggi molti produttori, specialmente quelli che sono stati leader del mercato PC, stanno spingendo nuove tipologie di dispositivi ibridi 2-in-1 o all-in-one nella speranza di fornire un unico dispositivo capace di soddisfare tutti i bisogni. Nella realtà ciò che invece potrebbe servire è poter disporre di dispositivi diversi che possono integrarsi e comunicare tra loro. Ad esempio dispositivi che permettono di iniziare un processo su un dispositivo e completarlo su un altro. Compito difficile se si pensa che per il momento il mondo PC è ancora prevalentemente Windows, quello tablet è iOS e quello smartphone è Android. Compito impossibile se si pensa che i proprietari di ogni piattaforma non hanno alcun interesse a facilitare la comunicazione tra dispositivi e puntano al contrario a sconfiggere quelle degli altri.

La scelta è dettata ovviamente dal mercato ma anche dalle abitudini e dai comportamenti dei consumatori. Una email può essere letta su un dispositivo con display piccolo ma se devo rispondere con un testo lungo meglio passare su tablet o, meglio ancora, su PC. Se le abitudini rimarranno queste è facile prevedere un successo scarso delle vari proposte all-in-one e il prevalere di dispositivi singoli più o meno specializzati e con destinazioni di scopo diverse.

Uno scenario che sembra favorire la visione di Apple e che non alleggerirà il lavoratore mobile di un grammo! Smartphone, tablet, PC saranno per molti lavoratori mobili dispositivi sempre necessari e come tali sempre  in movimento con loro, dall’ufficio al treno, dall’hotel a casa o in viaggio.

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