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Il malware su Android non sembra trovare ostacoli

Il malware su Android non sembra trovare ostacoli

02 Luglio 2015 Redazione SoloTablet
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La responsabilità non è tutta della piattaforma software ma soprattutto dell’assenza di buone pratiche da parte degli utenti. Il risultato non cambia. Il malware su Android continua a proliferare e a disseminarsi come semi al vento alla ricerca di fiori o terreni da colonizzare. Lo dicono le indagini di mercato che continuano a individuare migliaia di potenziali rischi e vulnerabilità.

Senza le buone pratiche l’utente Android mette a rischio la sua privacy, il suo dispositivo e il suo conto corrente. Le buone pratiche sono quelle di verificare sempre con molta cura l’offerta di download, di riflettere sul livello di fiducia riposto nel produttore, nell’uso di software di protezione appropriato e nella verifica costante di permessi, criteri e credenziali prima di installare una qualsiasi APP, comprese quelle scaricate da store di fiducia. La ricerca delle buone pratiche è tanto più importante quanto più si ha consapevolezza e conoscenza del numero di vulnerabilità della piattaforma Android. Secondo indagini recenti i programmi di malware che possono fare danni su un dispositivo Android sono quasi 5000. Un numero molto alto e che evidenzia un interesse particolare dei criminali digitali per la piattaforma di Google, un interesse crescente nell’anno in corso e che non sembra destinato a scemare.

 

 

Nel primo trimestre del 2015 il malware su Android è cresciuto di quasi il 7% rispetto all’ultimo trimestre del 2014 e del 21% rispetto al primo trimestre del 2014. Un aumento percentuale preoccupante che si trasforma in un numero complessivo di attacchi crescente con effetti negativi in grado di colpire un numero sempre più alto di utenti. Il numero elevato dipende chiaramente dalla diffusione di Android tra la comunità degli utenti (80% di share del mercato) e dall’uso che viene fatto dei dispositivi mobili per attività di shopping e pagamenti online. Usa Android per transazioni e acquisti online il 50% degli utenti americani e il 41% di quelli europei. Tra coloro che navigano Internet con lo smartphone il 78% fa acquisti online. Non secondario come problema è la presenza sul mercato di una infinità di marche con dispositivi Android le cui qualità in termini di sicurezza e protezione da malware è limitata o tale da richiamare l’attenzione dei criminali digitali.

L’uso della piattaforma Android per transazioni online è il target preferito di malware, cavalli di troia e componenti malware noti come SMS Trojan. I file infetti e pericolosi sono in genere associati ad applicazioni, soprattutto a quelle che sono proposte a titolo gratuito e che basano la fonte di guadagno in iniziative e banner pubblicitari. Alcuni di questi file malware silimitano a raccogliere dati personali da inviare alle agenzia pubblicitarie o alle società che operano sui Big Data, quelli più pericolosi operano nel background dell’applicazione, rubano credenziali e dati personali associati a transazioni bancarie online per usi successivi impropri e criminali.

Nonostante Android sia un derivato di Linux, sistema operativo considerato mediamente più sicuro di altri o meno interessato ad attacchi malware, Android applica le misure di protezione e sicurezza con minore rigore lasciando aperte brecce di vulnerabilità facili da penetrare. I rischi più elevati nascono anche dal fatto che Android è una piattaforma Mobile, un ambito di personal computing nel quale i dispositivi non sono attrezzati e non possono eseguire programmi di protezione come succede solitamente su PC laptop e desktop. La pervasività dello smartphone e l’accresciuto uso che ne viene fatto ha messo in secondo piano il PC. E’ naturale che i cybercriminali abbiano spostato la loro focalizzazione dal PC alle nuove piattaforme Mobile.

 

 

Il fatto che Android continui a essere il target preferito dai criminali digitali sembra scontato visto il numero di dispositivi in uso. Lo è meno se si pensa che Google avrebbe la possibilità di intervenire con investimenti e soluzioni per limitare attacchi e relativi danni. Non farlo da forza alla percezione di Android come meno sicuro di altre piattaforme e non aiuta la custmer retention dei clienti acquisiti. Intervenire come ha fatto con l’inserimento di filtri avanzati negli store per individuare malware nascosti nelle APP che vengono caricate non si è rivelato sufficiente così come non è sufficiente semplicemente impedire che vengano inserite nelle APP promozioni o pubblicità considerate a rischio. Questi interventi non aiutano i consumatori che usano negozi online alternativi da quelli di Google (Google Play, Samsung Apps) o sono interessati all’uso di applicazioni di terze parti che fanno parte di network pubblicitari mondiali.

In assenza di un impegno continuativo ed efficace di Google nel proteggere e mettere al sicuro il suo ambiente Android, all’utente non rimane che attivare buone pratiche e comportamenti virtuosi. Queste buone pratiche devono essere rivolte non solo all’uso dei dispositivi mobili ma anche ai molti oggetti dotati di sensori e intelligenza che stanno componendo le varie Internet degli oggetti, oggetti come le auto, i router, le TV, apparecchiature domestiche, ecc.

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