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Indagine Trend Micro sulla consumerizzazione

Indagine Trend Micro sulla consumerizzazione

05 Marzo 2012 Redazione SoloTablet
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La consumerizzazione è un fenomeno reale e in atto ora ma molti dipartimenti IT non sono preparati alle sfide e all'aumento di complessità che esso comporta. Lo evidenzia una indagine svolta da Trend Micro che ha intervistato CIO e responsabili IT aziendali.

Non facile il compito dei CIO e dei responsabili IT! I CEO e amministratori delegati delle loro aziende stanno chiedendo loro una maggiore rapidità di riaposta nell'adeguare infrastruttura e servizi IT alle novità introdotte dall'arrivo dei tablet e soprattutto di smettere di rispomdere negativamente ad una richiesta utente che cresce con la diffusione del BYOD e della consumerizzazione dell'IT.

L'IT aziendale necessita di maggiore flessibilità per rispondere rapidamente ai nuovi bisogni ma non può neppure abbandonare la stabilità raggiunta e la ricerca di approcci standard in grado di garantire sviluppi futuri, sicurezza e soddisfazione dell'utente.

Compito non facile in un mercato ancora molto dinamico e caratterizzato da costanti novità e proposte tra loro concorrenti ed etergenee. Le molte sfide che il CIO si trova di fronte sono state evidenziate ancora una volta da uno studio che Trend Micro ha effettuato in Europa e Stati Uniti per studiare il fenomeno della consumerizzazione. Uno studio dal quale è emersa una chiara differenza di approccio nei confronti della consumerizzazione tra le funzioni senior in ambito business e quelle dell’area IT.

Il fenomeno della consumerizzazione prosegue la sua corsa e sempre più dipendenti accedono ai dati aziendali attraverso i propri dispositivi mobili. Questo fenomeno si sta trasformando in un campo minato per molto amministratori IT aziendali. Le mine stanno nella scelta del dispositivo da parte dell'utente che porta in azienda dispositivi diversi, eterogenei in termini di fuznionalità, caratteristriche tecniche ma soprattutto di sicurezza e supporto.

Lo studio ha riguardato le piattaforme più diffuse, iOS, Android, BlackBerry e Windows Phone che sono state valutate in base a 40 criteri / categorie diverse. Senza alcuna sorpresa la piattaforma che si è manifestata come più sicura è quella BlackBerry, a testimonianza della validità di una strategia e focalizzazione di RIM sulle soluzioni enterprise e aziedali. Il problema è che i gusti degli utenti portino ad una scelta diversa che finisce per introdurre in azienda altre piattaforme sulle quali gli amministratori IT sono chiamati ad una scelta e/o ad implementare servizi adeguati. Tra le piattaforme concorrenti del BlackBerry quelle ritenute più sicure sono state nell'ordine 1) Apple iOS 2) Windows Phone 3) Android.

L'eccellenza di Apple iOS dipende dalla sicurezza delle applicazioni e dal supporto per una email aziendale ma anche dal maggiore supporto ISV e la grane disposnibilità di API che facilitano una gestione amministrativa adegiata di MDM.

Windows Phone segue a ruota grazie alle sue funzionalità di Active Sync, device wipe e autenticazione.

Android emerge al terzo posto perchè nonostante le molte funzionalità enterprise, compreso il supporto VPN, viene ancora percepito come immaturo.

L'indagine indica comunque una incoerenza. Mentre infatti alcune piattaforme come Android sono ritenute perfettamente adeguate ai bisogni enetrprise la valutazione che è stata data è stata condizionata da quanto le varie piattaforme offrono al consumatore. E in questo campo è evidente che Apple è molto più avanti e molto più attenta di quanto non siano stati altri produttori. L'enfasi dell'utente consumatore va spesso al design, alla forma, alle funzionalità di social networking e meno invece a soluzioni quali il VPN e il supporto di MDM.

Mentre Apple ha un controllo completo sull'intero ecosistema hardware, software e sviluppo da parte del canale ISV, Google dipende dai vari produttori che operano in OEM sul sistema operativo originario e paga forse le conseguenze per un maggiore laissez-faire sul mondo delle applicazioni. Da qui nscono i problemi sulla sicurezza, sicuramente sulla percezione sulla stessa che gli utenti aziendali hanno maturato.

Dall'indagine emerge che Il 78% delle imprese consente ai dipendenti di utilizzare i dispositivi personali per le attività lavorative, ma anche che il 50% delle imprese ha subito conseguenze negative alla sicurezza. Il 90% delle aziende intervistate applicano procedure di sicurezza ai dispositivi di proprietà dei dipendenti e richiedono che i dispositivi siano approvati e verificati per renderli sicuri. Le applicazioni e i dati aziendali vengono tenuti separati. Nell’80 per cento dei casi viene richiesto che sui dispositivi personali sia installato del software di sicurezza. Quasi nella stessa percentuale le aziende hanno già implementato una soluzione di virtualizzazione del desktop .

Dall'indagine sono state tratte da Trend Micro alcune considerazioni che si sono tradotte in alcuni consigli alle aziende: assecondare la consumerizzazione, adottare un approccio strategico e sviluppare un piano di consumerizzazione affidabile e implementabile, scegliere policy flessibili, implementare un’adeguata infrastruttura tecnica.

Una considerazione a margine dell'indagine è sull'errata percezione degli intervistati sulla maggiore sicurezza della piattafora iOS rispetto a quella Android. Il crimine digitale infatti dovrebbe tendere a focalizzarsi sul mercato più ricco, ed Apple sembra rappresentare al momento l'obiettivo più adeguato e perfetto per arricchimenti fraudolenti futuri.

La diversità ed eterogeneità delle piattaforme Android dovrebbe inoltre metterlo maggiormente al riparo da attacchi e cyber-crimini futuri.

Nota: lo studio a cui si è fatto riferimento è stato presentato da Trend Micro come Consumerization Toolkit al  Mobile World Congress 2012 di Barcellona . Per saperne di più: http://www.trendmicro.co.uk/newsroom/pr/trend-micro-gold-sponsor-at-mobile-world-congress-201

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