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La privacy non è cosa da APP

La privacy non è cosa da APP

12 Settembre 2014 Redazione SoloTablet
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La maggior parte delle APPlicazioni mobili raccolgono e fanno iso di informazioni personali senza dare molte spiegazioni al suo proprietario su come utilizzerà i dati raccolti. Lo ha evidenziato una ricerca Information Commissioner’s Office (ICO) inglese. E nel resto dell'Europa? Facile dedurre che non ci sono differenze. Le APP sono le stesse.

L'85% delle applicazioni non spiegano in modo adeguato e esauriente se e come raccolgono informazioni private e personali e l'uso che ne fanno. L'evidenza è emersa durante una indagine che ha coinvolto 1200 applicazioni mobili compiuta da 26 enti istituzionali in giro per il mondo.

L'indagine è stata condotta da Global Privacy Enforcement Network (Gpen), creato nel 2010 con l'obiettivo di monitorare il tema della privacy attraverso la cooperazione tar entità internazionali.

 

ICO ha esaminato le 50 principali applicazioni rilasciate in Gran Bretagna rilevando come il 59% delle APP prese in considerazioni non rendono semplice all'utente capire come settare i parametri relativi alla privacy. Un approccio che sembra essere intenzionale e finalizzato ad avere facile accesso ai dati personali del consumatre utente, Il 43% delle APP non comunica i dati sulla privacy sui display piccoli dei dispositivi mobili in modo adeguato. Spesso le informazioni sono testuali e difficili da leggere per l'utilizzo di caratteri minuscoli o perchè pubblicati in spazi difficili da raggiungere o da vedere.

Il tema della privay sta diventando sempre più rilevante perchè l'utente perde una crescente porzione della sua libertà e il proprietario delle APP trae vantaggi economici dalle informazioni raccolte. Questa raccolta dati in alcuni casi è più importante del servizio offerto, anche come fonte di guadagno.

L'indagine non ha reso note quali siano le APP che non rispettano la privacy dell'utente. Il suggerimento dei ricercatori rivolto all'utente è di riprendere il controllo dei propri profili digitali e di settare in modo adeguato i parametri relativi alla privacy delle applicazioni usate. Suggerito anche l'abbandno di tutte le APP che mostrano di non tenere conto del tema privacy o di rendere complicata l'interazione con l'APP per controllare/impedire l'accesso ai dati personali.

L'indagine ha evidenziato le buone pratiche di alcune APP che permettono all'utente di decidere cosa fare e di farlo facilmente e rapidamente attraverso menu appositamente predisposti. Altre APP usano la notifica in tempo reale ogni qualvolta fa uso di informazioni personali in modo da lasciare all'utente la possibilità di fare una scelta.

 

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