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Minacce IT: vere o false?

Minacce IT: vere o false?

03 Novembre 2014 Redazione SoloTablet
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Un report di McAfee (gruppo Intel) ha scoperto che un numero preoccupante di aziende disabilita funzionalità di firewall avanzati per evitare un degrado significativo della rete.

Per Fortinet il compito di mantenere le proprie aziende protette stia diventando sempre più difficile. Infine secondo uno studio condotto da Kaspersky Lab insieme a B2B International, il 13% degli utenti Internet non crede ai cyber attacchi, anzi ritiene che la minaccia venga appositamente amplificata dalle aziende che si occupano di Internet Security.

Il report è stato realizzato sulla base di interviste a 504 professionisti IT, di cui il 60% ha affermato che la struttura della loro rete aziendale è stata improntata alla sicurezza. Tuttavia, più di un terzo di coloro che hanno risposto ha ammesso di aver disabilitato funzioni del firewall o rifiutato di abilitare alcune funzioni nel tentativo di aumentare la velocità delle proprie reti.  “E' un peccato che la disattivazione di importanti funzioni dei firewall a causa di problemi di prestazioni di rete abbia cominciato a diventare una pratica comune,” ha affermato Emilio Turani, regional director network Italy & Greece di McAfee, parte di Intel Security.  “Le aziende semplicemente non dovrebbero dover accettare un tale tipo di compromesso”.

In base al report, le funzioni più comuni disabilitate dagli amministratori di rete includono l’analisi deep packet inspection (DPI), antispam, antivirus e l’accesso alle VPN.  L’analisi DPI, la funzione disabilitata più di frequente, rileva l’attività pericolosa, all’interno del traffico di rete e previene le intrusioni bloccando il traffico incriminato in modo automatico prima che si verifichino danni, è essenziale per difese solide contro le minacce ed è un componente fondamentale dei firewall di nuova generazione, che ora rappresentano il 70% di tutti i nuovi firewall acquistati.  Molte aziende scelgono di disabilitare l’analisi DPI a causa delle elevate richieste per le risorse di rete, fino a un degrado del 40% del throughput. Secondo Turani, “Con la quantità di violazioni di dati confermate in aumento di oltre il 200% nel 2014 rispetto all’anno precedente, non è mai stato più fondamentale per le aziende adottare le protezioni avanzate messe a loro disposizione dai firewall di nuova generazione”.

 

Il 90% dei CIO e dei CTO (93% in Italia) ritiene che il compito di mantenere le proprie aziende protette stia diventando sempre più difficile, secondo quanto emerso da una nuova survey di Fortinet. Una seria pressione affinché l'organizzazione sia protetta, aumentata di quasi un terzo negli ultimi 12 mesi, facendo della sicurezza una priorità  e un’iniziativa di primaria importanza tra quelle di business. Questo e altri dati emergono da una survey indipendente commissionata da Fortinet tra più di 1.600 decision maker aziendali in ambito IT per la maggior parte presso aziende di tutto il mondo con oltre 500 dipendenti. Tutti gli intervistati fanno parte del panel online della società di ricerche di mercato indipendente Lightspeed GMI.

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Infine secondo uno studio condotto da Kaspersky Lab insieme a B2B International, il 13% degli utenti Internet non crede ai cyber attacchi, anzi ritiene che la minaccia venga appositamente amplificata dalle aziende che si occupano di Internet Security. Questa inconsapevolezza li lascia però continuamente privi di protezione contro il rischio al quale sono sottoposti i loro dati e la loro vita virtuale di tutti i giorni.

Dall’indagine è emerso che anche coloro che ammettono la veridicità delle cyber minacce non sono sempre consapevoli di avere bisogno di protezione per contrastare questi attacchi: solo il 22% degli intervistati crede di poter essere bersaglio di cyber criminali. Quello che accade in realtà è che il dispositivo di qualsiasi utente può risultare di interesse per i criminali informatici. Infatti, anche se l’utente non utilizza il dispositivo per archiviare dati sensibili o effettuare transazioni finanziarie online, i cyber criminali possono comunque utilizzare computer, smartphone o tablet, come bot per l’invio di spam, per condurre attacchi DDoS o ancora per inviare link di phishing via mail o instant messaging.

Circa un terzo degli utenti (32%) non teme che i propri account online possano essere compromessi o è addirittura inconsapevole dei rischi. Questo accade non solo per i profili privati sui social network ma anche per i conti bancari online personali. Sono molte le persone che ritengono estremamente improbabile l’eventualità che le perdite finanziarie possano arrivare da attacchi informatici: il 42% degli intervistati è ignaro, o addirittura per niente preoccupato, del fatto che questo possa accadere realmente e non si rende conto che la perdita di denaro non dipende esclusivamente dai furti effettuati direttamente dal loro conto bancario. Infezioni da malware possono essere causa di spese impreviste compresi i costi associati a servizi forniti da un professionista IT per reinstallare il software o risolvere il temporaneo inutilizzo del dispositivo. Complessivamente, il 21% degli intervistati che ha rilevato un malware sui propri dispositivi ha subito perdite di denaro e spese impreviste come risultato di questo evento.

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