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Privacy, un tema sempre all'ordine del giorno

Privacy, un tema sempre all'ordine del giorno

30 Novembre 2011 Redazione SoloTablet
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Google, Facebook, Apple stanno rendendo la nostra vita più semplice, felice e colorata ma forse anche mettendo a rischio la nostra privacy. Così almeno sostengono alcuni critici dei fenomeni tecnologici che stanno caratterizzando il mercato attuale.

Forse la preoccupazione non è di tutti ma la sensazione che la tecnologia sia sempre più invasiva e in grado di oenetrare nella privacy delle persone è forte. Una sensazione che non nasce solo dal grande fratello della rete che va sotto il nome di Google ma anche dai social network alla Facebook e da marchi come Apple e Amazon che stanno arricchendo la nostra vita mobile con dispositivi e applicazioni mobili. E non è solo una questione di privacy legata alla capacità di alcuni device di raccogliere informazioni sensibili sui loro proprietari, ma anche di democrazia. Infatti sia Apple che Amazon prevedono per i loro dispositivi modelli di business rigidi con regole che tendono a favorire prevalentemente il marchio e il suo guadagno.

 

Il problema non è solo individuale ma anche delle aziende e obbliga i CIO e i responsabili dell'IT a mettere in cantiere policy aziendali e soluzioni adeguate a difendere gli asset aziendali. Il dispositivo mobile con le sue implicite capacità di marketing personalizzato può diventare un veicolo promozionale e commerciale potente che chiunque può usare a suo vantaggio, compresa la concorrenza. Il dispositivo mobile è in grado di fornire informazioni su chi chiamiamo, dove andiamo, cosa stiamo facendo, quali notizie o libri leggiamo. Ma è in grado anche di segnalare molte altre informazioni che una azienda o organizzazione vorrebbe invece proteggere per garantirsi vantaggi competitivi acquisiti o difendere nuove idee e iniziative.

 

 

Facebook, dopo mesi di investigazione da parte della U.S. Federal Trade Commission a causa di molteplici denunce di violazione della privacy, ,ha sottoscritto un accordo con il governo federale americano finalizzato al rispetto della privacy dei milioni di utenti del social network con la promessa che il biusiness di Facebook non può essere fatto a spese degli utenti.

 

Le nuove tecnologie mettono a rischio la sicurezza degli asset aziendali e obbliga i responsabili IT e il management ad ipotizzare nuovi scenari e ad adottare le misure di protezione necessarie per evitare possibili intrusioni, intelligence e furti di dati e informazioni. Un primo passo, almeno all'interno di realtà organizzative complesse e numerose, potrebbe prevedere la creazione di nuovi ruoli con la responsabilità specifica della privacy legata ai nuovi dispositivi mobili. Il tema della privacy è destinato infatti ad evolvere con l'affermarsi e il diffondersi delle nuove tecnologie e obbligherà le aziende ad affrontare nuove problematiche anche da un punto di vista legale oltre che di policy e sicurezza del sistema informativo aziendali.

Sul tema della privacy a livello perosnale può essere ancora utile a distanza di anni leggere il report investigativo stilato dal giornale inglese The Guardian. Un report costruito anche attraverso interviste a investigatori privati e personaggi strani in grado di raccogliere, attraverso l'analisi del traffico dei telefoni cellulari delle persone, molteplici dati personali per venderli a committenti noti o sul mercato dei dati/informazioni. Il report contiene servizi e articoli su tutte le tematiche ancora oggi

Lo slogan di Google è "Don't be evil". Una obiezione che si può fare è che è uno slogan debole e non necessariamente 'paying off'. Sembra infatti ovvio che nessuno vorrebbe essere considerato il diavolo. Ma er quale motivo Google ha sentito la necessità di dire ad alta voce di vole evitare Satana?

oggetto di riflessione e discussione quali la sicurezza personale (Fraudster squad , Spies in suits , The phone book ,Tangled web of e-commerce , Hacks with sting ), le informazioni sensibili ( Codes for conduct, The secret life of samples ), la condivisione dei dati ( National card games, Stolen identity, Privacy in the public interest , Fears of abuse and error ), la loro protezione ( Law that favours disorder, The right to know ).

Oggi il tema della privacy è diventato ancora più scottante di quanto non fosse nel 2002 quando il report del Guardian è stato pubblicato. Coinvolti e responsabili sono tutti i protagonisti dello scenario tecnologico caratterizzato dal Web 2.0, dal software sociale e dai nuovi dispositivi e applicazioni legati alla mobilità delle persone.

Non è un caso che negli USA, il paese forse meno attento, per motivi di marketing e commerciali, ai problemi della privacy, il senato della Repubblica si è fatto promotore di una serie di incontri con alcuni dei protagonisti del mondo tecnologico per sottoporli a domande precise sulle supposte violazioni alla privacy sottolineate dai consumatori e dagli utenti.

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A testimoniare sono stati convocati Google e Facebook, ma anche Microsoft, Apple e Amazon. I temi all'ordine del giorno la 'cattura' di informazioni private ( a location database file ) legate alle località frequentate dalle persone (location tracking) da parte dei dispositivi della Apple e del sistema operativo iOS. Apple si è presa l'impegno di proteggere meglio i datu archiviati nel DB interno, di risolvere un problema che impediva una loro cancellazione dopo pochi giorni ma soprattutto di cancellare l'intero database nel caso in cui l'utente disabilitasse la funzione di 'location tacking'. Infine Apple si è impegnata anche a criptare l'intero database. Non risposta è stata la domanda su chi ha accesso ai database creati da iOS sui dispositivi Apple.

A Google sono state poste le stesse domande visto che anche Android adotta sistemi simili a quelli di Apple per catturare e tracciare il traffico di informazioni. Lo stesso sistema è integrato anche in Google Maps.

Facebook, ultimo arrivato, presenta forse problemi per la privacy ancora maggiori. I dati geo-localizzati vengono infatti usati da applicazioni apposite che permettono agli utenti di verificare la vicinanza o presenza di amici in rete presso ristoranti, cinematografi, teatri ecc. e per costruire poi delle campagne promozionali mirate o messaggi ad hoc finalizzati all'offerta di coupon, sconti ecc. sulle località interessate e prossime all'utente.

Le  preoccupazioni condivise da molti devono però essere valutate alla luce dei molteplici benefici che la raccolta di informazioni e la loro condivisione possono generare, in situazioni di emergenza ma anche da un punto di vista economico e di produttività in generale. Due scenari utili per farsi

un'idea: una gestione automatica, attraverso strumenti di Mobile Device Management, dei dispositivi in uso all'interno di un'organizzazione per ri-configurare dispositivi di persone in viaggio per lavoro e una conoscenza esatta di dove so trovano persone e/o dipendenti nel caso malaugurato di disastro naturale. Nel primo caso si lavora sul risparmio di denaro,nel secondo di risparmio di vite umane. Il tutto grazie alle novità tecnologiche di produttori spesso additati come Evil e/o Big Brothers.

Il punto è che quando si parla di privacy non ci saranno mai opinioni definitive e molti, a torto o a ragione, continueranno a fare riferimento a futuri  Orwelliani o da Minority Report.

Senza contare che i governi, preoccupati per lo spionaggio delle grandi aziende come Apple, Google, Facebook, Microsoft e Amazon, non sono da meno nell'usare sempre nuove tecnologie e le loro nuove fuznionalità per scopi simili!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

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