Nuove generazioni di ebook avanzano….
Alla fiera del libro di Londra presentata una nuova generazione di ebook. Nuovi formati digitali che rivedono la narrativa convenzionale per esperienze coinvolgenti ed immersive.
Alla fiera del libro di Londra presentata una nuova generazione di ebook. Nuovi formati digitali che rivedono la narrativa convenzionale per esperienze coinvolgenti ed immersive.
Per chi si è convertito al libro digitale ma non ancora ai suoi prezzi troppo elevati, troverà interessante una nuova iniziativa di Amazon che mira alla creazione di un mercato dell’usato anche per gli e-book. Una buona idea che deve ancora risolvere alcuni problemi di tipo tecnico e legale.
Chi ama il libro per la sua fisicità e consistenza, per le superfici ruvide o liscie delle sue pagine, per i risvolti di copertina, l'arrivo dell'era digitale e della de-materializzazione deve essere stato uno schock! Per le generazioni nate con internet e i media digitali, il libro è diventato un oggetto diverso, digitale, online, leggero perchè 'virtuale'. Per descrivere le molte forme che questo libro smaterializzato va assumendo sono nati nuovi nomi che stanno arricchendo i dizionari 'digitali' e la componente cognitiva del nostro cervello.
L'arrivo dell'iPad aveva scatenato l'entusiasmo e le speranze di molti editori che vedevano nel tablet il meglio della carta stampata e dell'editoria digitale messo a disposizione di nuove strategie editoriali. Dal 2010 ad oggi le sperimentazioni fatte sono state numerose ma poche hanno realmente permesso agli editori di trarre guadagni rilevanti dall'uso dei dispositivi Mobile da parte di utenti e lettori.
Lo slogan utilizzato è "L'editoria per l'infanzia volta pagina". L'occasione per parlarne è stato il recente evnto BookCity organiozzato dal Comune di Milano. Durante un incontro ad hoc alcuni protagonisti del mercato hanno condiviso alcune riflessioni e posto domende sul futuro del libro per l'infanzia. Ma sarà ancora un libro o non piuttosto una APP?
La crisi dell'editoria tradizionale è acclarata. Negata solo da chi non vuole vedere il cambiamento e l'iinovazione che avanza. L'affermazione del digitale ha messo in crisi l'intero comparto e sta obbligando ad una riflessione dolorosa che scuote l'intero settore perchè tocca strategie e scelte editoriali, organizzazione e personale, competenze e professionalità, investimenti e programmi futuri. Su tutto emerge la preoccupazione sul futuro del libro. Un futuro che per molti è ormai sempre più digitale e legato ai nuovi strumenti tecnologici come e-reader, smartphone, tablet ecc.
I vecchi raccontano che il fuoco si può fernare, l'acqua no! Chi ha sperimentato o visto in televisione l'onda anomala dello tsunami sa che è così. Quello che sta succedendo all'editoria è uno tsunami permenente da cui nessun editore è escluso. Le strategie per sopravvivere allo tsunami sono poche. Chi non si attrezza per stare a galla rischia inevitabilmente di andare a fondo. Lentamente o precipitevolissivolmente!
Segnaliamo un articolo di Marinella Zetti pubblicato sul La Rivista di Leggere Online. Si parla di editori e di filiere produttive, di libri e di ebook ma soprattutto di come vengono scelti libri. Un articolo piacevole da leggere anche per essere stato scritto come servizio giornalistico direttamente dal campo di battaglia.
Segnaliamo uno scritto interessante pubblicato su AffariItaliani e tratto dall'Almanacco Guanda Fare Libri, curato dal critico letterario Ranieri Polese.
Segnaliamo un articolo di Fabio Gambaro che su la Repubblica recensisce un numero monografico della rivista francese Le Debat dedicato all'eBook.
Organizzata da Bookrepublic, si è tenuta a Milano l'edizione estiva di If Book Then, la conferenza sul futuro dell'editoria. L'evento ha visto la pertecipazione di Peter Brantley, Paola Dubini, Baldur Bjarnason, Jane Klobas, Javier Celaya, Nicola Cavalli, Luisa Gaggini, Ellis Sada e Peter Brantley.
La scienza va sul tablet e ci va con una rivista 'Scienza 2.0, per una vita migliore' completamente digitale e per solo tablet. L'iniziativa nasce con il supporto e la collaborazione del Museo della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano e dell'azienda chimica e farmaceutica Bayer.