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Edition at Play per andare oltre gli e-book: Google prova a reinventare il libro

Edition at Play per andare oltre gli e-book: Google prova a reinventare il libro

29 Marzo 2016 Redazione SoloTablet
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Google non è solo il suo motore di ricerca da anni, da quando grazie ad esso ha intrapres la conquista e la successiva colonizzazione del Web. A inizio 2016 con l’annuncio di Editions at Play, Google marca un altro passaggio importante nella sua strategie di produttore globale capace di interpretare l’evoluzione della nostra era tecnologica caratterizzata da due miliardi di smartphone in circolazione ma soprattutto da un consumo fast-food delle informazioni e di una cultura ridotta a semplici assaggi e bocconcini facilmente digeribili e altrettanto facilmente espellibili.

L’idea alla base della nuova iniziativa di Google, Editions at Play, è interessante e provocatoria al tempo stesso. Non è una novità perché anticipata da molte sperimentazioni e soprattutto narrazioni futuristiche. E’ interessante perché tesa a reinventare il libro digitale andando a soddisfare i bisogni di utenti sempre più attaccati al loro dispositivo Mobile come strumento di semplice consultazione, di personal computing e anche di lettura e accesso alla cultura.

Fonte: http://www.lastampa.it/

La nuova iniziativa di Google passa attraverso la collaborazione con una piccola casa editrice londinese, Visual Editions, e punta a trasformare il piccolo schermo dello smartphone in superficie di lettura, anzi di una nuova forma di lettura, lontanissima da quella su supporti cartacei ma anche da quella dell’e-book per come lo abbiamo conosciuto finora. L’iniziativa segna il passaggio dal libro di carta, all’e-book in forma digitale, alle APP per smartphone. La narrativa e il testo si fanno digitali ma in realtà grazie a Editions at Play portano ad una reinvenzione del libro digitale puntando tutto sulle nuove tecnologie disponibili attraverso un dispositivo mobile e sulle esperienze da esse rese possibili, ad esempio integrando il testo con Google Maps permettendo al lettore di visitare i luoghi contenuti nella descrizione del racconto.

Il nuovo prodotto editoriale immaginato da Google sarà immateriale e non stampabile perché il risultato della integrazione di contenuti ed elementi diversi non contenuti direttamente nel testo che fa da sfondo. L’uso della metafora dello sfondo non è casuale. Googe sembra puntare a soddisfare il bisogno individuale del possessore di smartphone che mira a consumare la letteratura e i prodotti culturali allo stesso modo con cui oggi consuma l’informazione. Un modo caratterizzato dalla velocità tipica del mordi e fuggi o dello sguardo superficiale incapace di andare in profondità per paura di perdere tempo e quantità. Come ha scritto Carlo Bordoni, su La Lettura d

i domenica  28 febbraio 2016: “ La nuova cultura mordi e fuggi è uno snack facilmente digeribile, adatto all’individualismo diffuso e senza differenze di classe. Attraversa rapida l’orizzonte, ha una scadenza ravvicinata e il suo destino è nel bidone della spazzatura.”

L’interclassista Google, per pura convenienza, sembra in realtà puntare a fornire una soluzione concreta a milioni di possessori di smartphone che devono fare i conti con le dimensioni ridotte del loro dispositivo. Per comprendere l’esperimento di Google non servono lunghe descrizioni. E’ sufficiente collegarsi da un brower quasiasi dal proprio smartphone Android o iOS e scaricare i due titoli per ora disponibili in lingia inglese: Entrances & Exits di Reif Larsen e The Truth About Cats & Dogs di Joe Dunthorne e Sam Riviere.

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Il fatto che ci si trovi di fronte a un nuovo modo di produrre un libro lo si capisce dalla scrittura, fatta dagli autori prestando attenzione alle funzioni dello smartphone che permettono di visualizzare al tatto ambientazioni e scenari descritti dal testo, proponendo immagini navigabili tridimensionali e molto altro e di esplorare oggetti, situazioni e ambienti reali come una casa e di farlo nelle modalità tipiche di Google Maps e della sua bussola per orientarsi sulle mappe.

I due testi attualmente disponibili sono libri brevi, semplici esperimenti interattivi pensati per display di piccole dimensioni ma hanno una carica di cambiamento  intrinseca potente perché destinata a incidere non solo nella produzione letteraria ma anche nella sua fruizione. Ai primi due testi si aggiungeranno tra alcuni mesi altri testi come Strata di Tommy Lee Edwards e del collettivo I Speak Machine e All This Rotting, di Alan Trotter ma a seguire saranno numerosi i libri pubblicati da Editions at Play considerando l’interesse che molti autori hanno manifestato per la nuova iniziativa di Google.

Per comprendere le intenzioni di Google è consigliata la lettura del racconto che l’azienda fa del suo progetto sul sito Web di  Editions at Play. Ciò che interessa è la presa d’atto del ruolo che lo smartphone ha assunto come strumento di personal computing. Un ruolo che lo trasforma potenzialmente in medium di lettura. A questi lettori Google vuole offrire una esperienza diversa e non esperibile attraverso un libro cartaceo ma neppure attraverso un e-book tradizionale. I nuovi e-book infatti faranno uso di con fotocamere, accelerometri e antenne GPS a disposizione, offrendo al lettore percorsi di lettura diversi, ibridati in termini di esperienza online tra la lettura di un e-book e la navigazione e utilizzo di una APP. E’ una ibridazione non ancora realizzata e in divenire che dovrà trovare conferma nei gusti dei lettori e nei loro stili di vita. Per il momento Google sembra darla per scontata e per questo ha deciso di investire sul nuovo progetto editoriale.

L’idea di base è quella dell’interattività e del coinvolgimento del lettore in quella che potrebbe essere definita, più che una lettura, una navigazione del libro, allo stesso modo con cui si sperimenta la lettura dell’ipertesto. E’ una modalità di lettura che si discosta da quella praticata dagli amanti della lettura del novecento e dei secoli che l’anno preceduto. Sembra essere molto legata alla superficialità che caratterizza molti dei comportamenti dell’era della post-modernità nel suo utilizzo delle tecnologie e nella frammentarietà che caratterizza il vivere quotidiano, compreso e soprattutto quello online e digitale. La cultura che ne deriva è parcellizzata e di breve vita tanto è consumata in fretta in forme consumistiche dettate più dal prodotto e dal loro uso che dal bisogno.

La decisione di Google potrebbe essere stata dettata dalla crisi del libro digitale manifestatasi negli Stati Uniti a partire dal 2014 con un calo di vendite del 20%. E’ una crisi contradittoria ma con alcuni segnali emergenti molto interessanti come il ritorno delle librerie di cemento, legno e mattoni, anche di Amazon, il ritorno alla lettura di libri cartacei da parte dei più giovani (+30% in Italia anche grazie a fenomeni di successo come After e My Dilemma is you), lo stallo nelle vendite di e-reader come il Kindle e la difficoltà del lettore  a scegliere la versione digitale di libri che non presentano alcuna differenza nella forma e nei contenuti da quelli cartacei.

Di fronte ai nuovi fenomeni emergenti dal mercato, un’azienda come Google non poteva stare ferma. Editions at Play è un modo per provare a trasformare un medium in un altro, un libro cartaceo in una APP ibridata con un testo. Ciò che ne risulterà non è al momento facile da prevedere e forse non sarà neppure sperimentabile da lettori abituati da sempre al libro cartaceo. Le nuove generazioni potrebbero però avere la possibilità di leggere in modo diverso e attraverso strumenti diversi e contribuire, con i loro bisogni e stili di cita, a definire i contorni del nuovo progetto e del nuovo oggetto libro che verrà.

 

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