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Il futuro dell’editoria? Un orizzonte in digitale!

Il futuro dell’editoria? Un orizzonte in digitale!

28 Gennaio 2016 Redazione SoloTablet
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Chi ama leggere ma non è un editore è interessato ad informarsi e a conoscere quali possano essere i destini futuri dell’editoria. Le informazioni disponibili online sono numerose ma non è detto siano tutte veritiere o accurate. La verifica della loro attendibilità può essere cercata online ma anche nella vita reale di tutti i giorni e nelle esperienze che guidano i lettori alla ricerca di librerie che sembrano sempre più delle arche perdute.

Chi vive a Milano o in una grande città sa che le librerie stanno scomparendo. Quelle che rimangono o le nuove che aprono cambiano personalità e carattere oltre che destinazione d’uso, offerta e tipologia di pubblico. La sopravvivenza, ma anche l’innovazione, induce all’introduzione nello spazio della libreria di spazi dedicati al consumo di bevande o di cibo o allo spettacolo e all’intrattenimento del pubblico. Questa scelta premia alcune librerie grazie ai fatturati legati alla vendita di bevande e ne penalizza altre per il tipo di domanda presente in zona, demografia e preferenze dei lettori.

Online la narrazione sullo stato dell’arte dell’editoria è condizionata dalla non volontà a raccontare le cose come stanno. Ne derivano mezze verità o verità che vanno ricercate all’interno di notizie altre da quelle puramente editoriali. A creare disinformazione contribuiscono anche i media, spesso disattenti ormai a quanto avviene nel mondo dell’editoria tradizionale e al contrario sempre più focalizzati sulle realtà online e digitali.

Ad esempio una delle notizie che non ha ricevuto il dovuto approfondimento è il rallentamento nella vendita di e-book che si è manifestata in alcuni mercati (USA) nel 2015. Un calo che comunque riguarda una percentuale di vendite che sta abbondantemente l di sopra del 20/25% e che contribuisce al fatturato complessivo delle case editoriali permettendo loro di continuare a stare sul mercato della stampa su carta.

Poca attenzione hanno ricevuto anche notizie legate alle scelte editoriali di giornali e editori in giro per il mondo che sembrano indicare una accelerazione nel passaggio al digitale. Uno degli editori inglesi più importanti, Penguin Random House, ha chiuso il suo centro logistico di distribuzione spiegando la scelta con un aumentato interesse dei lettori per i libri digitali. La decisione è stata presa dopo un ulteriore calo nelle vendite di libri stampati del 5% e un aumento di quelli digitali dell’11%.

In Italia RCS ha messo online il nuovo portale informativo con l’obiettivo di renderlo più visuale e usufruibile da dispositivo mobile. La scelta indica però anche una strategia finalizzata a puntare su un giornale online a pagamento, paragonabile a quello cartaceo e pensato per compensare il calo delle vendite che interessa RCS così come altri editori italiani.

Barnes & Noble continua ad accumulare cali nelle vendite anno dopo anno e a chiudere librerie e  sta cambiando l’offerta di prodotti includendo nei suoi punti vendita anche videogiochi, giocattoli e altri gadget puntando sulla trasformazione del Brand da libreria a stile di vita.

La più grande catena della distribuzione americana, Wal-Mart ha deciso di investire due miliardi nella costruzione di una offerta di prodotti digitali e di un canale di vendita simile a quello di Amazon. Una scelta capace di influenzare non poco sia il mercato del libro sia quello del libro digitale.

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A fronte di queste novità e di numerose altre che potrebbero essere citate rimane la notizia di un calo nelle vendite di e-book che si è manifestato nel mercato americano, il più rilevante in percentuale per il libro digitale. Un calo che va però considerato fisiologico e che rientra nel ciclo tipico di ogni media, come illustrato nei grafici di Gartner Group. E’ la tipica fase di disillusione che sempre interessa un prodotto quando tradisce le sue promesse di grande cambiamento. Le elevate aspettative sulla diffusione del libro digitale hanno portato a sovrastimarne la carica innovativa. I risultati hanno generato un sentimento negativo.

Il cambiamento non è però terminato ed è tuttora in corso e pronto per nuove accelerazioni. La pausa attuale è quella tipica che precede l’azione e che servirà a molte realtà imprenditoriali per rivedere le loro strategie e prepararsi a cavalcare la disruption prossima ventura o a contrastarla con altri mezzi. L’ondata di trasformazione in arrivo cambierà per sempre il mondo dell’editoria.

A favorire il cambiamento saranno probabilmente nuove alleanze tra gruppi editoriali e società tecnologiche capaci di offrire la tecnologia necessaria e la strategia giusta per raggiungere un mercato più grande e individuare nuove audience di lettori. Una collaborazione fondata sulla osservazione attenta dei comportamenti e degli stili di vita emergenti e finalizzata a implementare nuove iniziative per soddisfarne i nuovi bisogni.

L’e-book può essere paragonato a Uber. Ci si può opporre e fare le barricate per tenerlo lontano ma tutti sono convinti che prima o poi si affermerà e diffonderà, rendendo obsolete le pratiche, le abitudini e i comportamenti precedenti.

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