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Si vendono meno e-book, si legge ancora meno?

Si vendono meno e-book, si legge ancora meno?

23 Luglio 2015 Redazione SoloTablet
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I dati indicano che in quasi tutti i mercati nazionali il fenomeno e-book ha rallentato la sua corsa, nonostante le molte iniziative che ne hanno caratterizzato gli ultimi tempi. Siamo di fronte ad un nuovo calo di lettori e alla sparizione della lettura o a nuovi feneomeni emergenti che potrebbero creare nuove discontinuità e portare ad un ritorno alla materialità fisica del libro?

Molte innovazioni seminano e danno forma al cambiamento, alcune generano discontinuità (disruption) e salti di paradigma. Le discontinuità tendono a esplodere all’improvviso, dopo essersi manifestate sottotraccia per tempi più o meno lunghi. Quando si manifestano non sempre sono così dirompenti come hanno anticipato di essere.

In questa categoria possiamo sicuramente inserire l’e-book, capace di mettere in crisi un intero sistema editoriale senza però avere la forza di distruggerlo o superarlo. Oggi molti editori vedono nel rallentamento delle vendite di e-book, una opportunità per sperimentare nuove strategie e approcci. Sempre nel solco della discontinuità che nel frattempo si è venuta a determinare.

Per alcuni la vera discontinuità o disruption nel mercato del libro non è ancora cominciata. Lo ha descritto anche Digital Book World in un interessante documento intitolato Digital disruption and Innovation, qui usato per evidenziare alcuni spunti interessanti di riflessione.

 

Fonte: www.smh.com.au


Innovare non è da tutti e tanto meno lo è per molte realtà editoriali tradizionali, vissute fino all’ultimo al riparo da ogni avventura tecnologica e digitale e oggi impacciati a causa del ritardo accumulato e dalle loro abitudini consolidate. Molti hanno paura a innovare anche perché hanno deciso di seguire tutte le Cassandre che vanno vaticinando la morte del libro e della carta stampata a favore dell’e-book e del digitale.  Altri editori infine sono semplicemente ciechi e incapaci di scorgere che la rivoluzione del digitale continua e non è destinata a interrompersi. Nuove tempeste sono pertanto da mettere in conto con certezza e per evitarle meglio sarebbe allenare la mente e il cervello per essere capaci di percepirne i tempi, la portata, la capacità distruttiva e la durata.

La necessità di allenarsi a percepire cosa sta emergendo è tanto più urgente quanto maggiore è il senso di calma che sembra essersi impossessato di molti operatori del mercato editoriale che vedono come superata la fase di contrapposizione tra due mondi e l’inizio di una nuova fase. La calma non tiene conto che è relativa ai pochi rimasti, perché il digitale ha lasciato nel mondo dell’editoria, dei media e della stampa numerose macerie. L’essere sopravvissuti non dovrebbe essere motivo di vanto ma servire come sprone per maggiore innovazione e maggiore consapevolezza di quanto sia mutato il mercato. L’esempio a cui guardare è disponibile e pieno di lezioni concrete: il mercato musicale, passato dal CD alla distribuzione MP3 e oggi a Spotify (quasi 20 milioni di abbonati), a Apple Music e allo streaming.

Ciò che è successo al mercato musicale suggerisce di non prestare eccessiva importanza al rallentamento delle vendite di e-book. Potrebbe dipendere da situazioni contingenti legate alla crisi prolungata in corso e potrebbe avere breve durata. A suggerire di non cadere nell’errore sono i numerosi conoscitori (es. Sinofsky; Le quattro fase della disruption) di come si manifesta la disruption e delle sue fasi. A una prima fase che interessa un numero limitato di realtà, prodotti, mercati o situazioni e che provoca azioni di resistenza da parte di chi ne viene interessato, segue una fase nella quale la discontinuità si diffonde dando forma e consolidando le sue idee e capacità di incidere sulla realtà.

 

Fonte: www.laboratorioebook.it

Questa fase è stata caratterizzata nel mercato editoriale da numerosi editori che hanno deciso di sperimentare il libro digitale e così facendo hanno permesso alla forza della discontinuità di diffondersi e affermarsi. Dalla contrapposizione si passa alla convergenza e alla collaborazione con il risultato che il mercato si consolida e matura, sia sul fronte dell’offerta sia di quello della domanda. Infine la forza della discontinuità tecnologica porta a reinventare tutto, concetti (cosa è la lettura oggi?) e pratiche diffuse (come sono cambiati i comportamenti di acquisto?), prodotti (cosa è il libro nella realtà attuale?) e mercati, a ripensare metodologie e strategie, approcci e processi, portafogli di offerta e investimenti.

Per adattarsi alla discontinuità e/o sopravvivere l’elemento critico è il tempo sia in termini di chronos (lo scorrere e i ritardi che si possono accumulare) sia di kairos (il modo in cui viene utilizzato). Riconosciuti i problemi e la forza della discontinuità in azione che indica la morte del libro cartaceo, nonostante il momentaneo rallentamento dell’e-book, non rimane che agire per sopravvivere o partecipare e contribuire alla discontinuità in essere. L’azione si rende necessaria perché il libro cartaceo non è più l’unica soluzioni disponibile per soddisfare i bisogni dei lettori. A competere con il libro non è solo l’e-nook ma anche Tripadvisor che con i suoi commenti e recensioni ha reso obsoleta la lettura e la consultazione delle guide turistiche o la startup Lunda.com che ha sostituito i libri per corsi di apprendimento con video e altri strumenti digitali.

Le vie da percorrere non sono obbligate e non sono le stesse per tutti. Tutte però sono impervie perché portano alla necessità di apprendere nuovi skill di guida (viaggio) e di reinventarsi.  Una volta abbandonate le strade vecchie per le nuove, non si potrà più tornare indietro perché i mezzi usati non lo permetteranno più, le regole e i modi di guidare sono diversi. Il viaggio si rende necessario principalmente perché le nuove tecnologie hanno profondamente cambiato il consumatore e il cliente. Lo hanno cambiato nei comportamenti, negli stili di vita e nel modo con cui si avvicina all’informazione, alla cultura e alla lettura. Più del prodotto al nuovo cliente interessa la relazione, il poter partecipare e contribuire, la personalizzazione, l’utilizzabilità di un contenuto sugli schermi piccoli di un dispositivo mobile, l’identificazione con una marca, la narrazione a essa associata e la possibilità di usufruire di un prodotto nella modalità di servizio (streaming, abbonamento, sottoscrizione, ecc.). Non è un caso che anche l’e-book viva un periodo di stagnazione, a favore di società in grado di proporre autori e loro opere nella modalità streaming.

Il consumatore prodotto dalla discontinuità tecnologica che ha portato al digitale suggerisce il passaggio a soluzioni software e a cambiare completamente la cultura delle aziende editoriali, e forse anche la sua organizzazione, management e personale impiegato. Senza un cambiamento di cultura difficilmente gli editori sopravvissuti fin qui continueranno a esistere. Il cambio paradigmatico introdotto dalla discontinuità tecnologica nel mercato editoriale obbliga a cambiare passo, a ripensare il ciclo di vita dei prodotti, a velocizzare i processi, a scegliere canali di distribuzione eterogenei e diversi, ad abbandonare lunghi e anacronistici piani o progetti per adottare approcci incrementali e capaci di adattarsi rapidamente ai nuovi fenomeni emergenti e ai nuovi cambiamenti in arrivo. Adattarsi alla nuova cultura richiede una focalizzazione tecnologica e meno editoriale e l’adozione di strumenti che permettano una transizione veloce da società che produce libri a realtà che sfrutta tecnologie software per distribuire libri e informazioni in formato digitale. Adattarsi significa rimanere rilevanti e in salute in un contesto di mercato molto dinamico e in costante evoluzione.

Adattarsi significa anche abbandonare il prodotto libro come elemento di focalizzazione per concentrarsi sulle mutate esigenze del lettore e dell’autore, sulla struttura del libro , su come viene prodotto e sulle numerose opportunità che le nuove tecnologie offrono.

 

 


 

L'infografica qui allegata di Sainsbury è un pò datata ma illustra bene le problematiche del mercato e le sfide dell'ebook.

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