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Lo Smartworking nella PA

Lo Smartworking nella PA

29 Maggio 2018 Gian Carlo Lanzetti
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Gian Carlo Lanzetti
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La Regione Emilia-Romagna ha avviato la collaborazione con Microsoft per un nuovo progetto di Trasformazione Digitale, che ruota intorno alla graduale introduzione dello Smartworking per i suoi 4000 dipendenti.

Grazie al Cloud Computing di Microsoft gli oltre 4000 collaboratori distribuiti sul territorio regionale potranno far leva su un nuovo modo di lavorare più moderno, flessibile e collaborativo.

L’obiettivo dell’amministrazione è triplice, ovvero ottimizzare la produttività, razionalizzare le risorse e migliorare la motivazione dei dipendenti pubblici attraverso una più equilibrata conciliazione vita-lavoro. Il fine ultimo di questo progetto, che a partire dallo Smartworking mette in moto una rivoluzione organizzativa, è quello di arrivare a migliorare il servizio e la relazione con i circa 4.500.000 abitanti sul territorio, grazie a un più efficiente ed efficace modo di lavorare.

Il nuovo progetto di Smartworking capitalizza la precedente esperienza di telelavoro, che attualmente coinvolge più di 500 dipendenti, ma intende andare oltre, per introdurre una modalità di lavoro realmente agile a vantaggio di tutto coloro che, su base volontaria e in accordo con il proprio responsabile, vorranno sperimentare il nuovo modello. A ciascun dipendente che aderisce al progetto viene consegnata, quindi, una dotazione tecnologica di base: un portatile ultraleggero e uno smartphone dotati della suite di produttività cloud Office 365 che include il servizio di comunicazione integrata Skype for Business, fruibili anche come app sul proprio smartphone per garantire un’esperienza lavorativa invariata. Grazie alla tecnologia Microsoft è, infatti possibile, accedere con la massima sicurezza a qualsiasi applicativo e al patrimonio informativo regionale anche in mobilità, comunicare attraverso messaggistica istantanea e conferenze virtuali, collaborare da remoto sullo stesso documento e condividere via cloud materiali e informazioni utili.

La centralità del Cloud Computing

Il Cloud Computing rappresenta quindi la colonna portante dell’intero progetto, poiché garantisce un’infrastruttura IT flessibile e raggiungibile da qualsiasi luogo. Contestualmente è prevista la completa virtualizzazione dei centralini telefonici, che permette ai dipendenti di essere raggiungibili attraverso PC e smartphone, indipendentemente dalla dislocazione fisica. Altro elemento chiave del progetto è la Social Collaboration, per cui l’Amministrazione Regionale ha avviato una completa revisione dei servizi applicativi con l’obiettivo di superare i silos e consentire agli utenti di accedere alle singole funzionalità partendo dall’interfaccia unica di Digital Workplace.

Il progetto partirà il prossimo 4 giugno, coinvolgerà circa 100 collaboratori e prevede una prima fase, sperimentale, della durata di 6 mesi, al termine della quale potranno essere tratte le conclusioni sulla possibilità di una messa a regime.

Secondo l’Osservatorio Netics 2016, l’Emilia-Romagna è al secondo posto assoluto nella classifica di e-readiness delle Regioni italiane, e ancora una volta si distingue per la visione innovativa e per la forte attenzione alle risorse umane, grazie a un impiego intelligente delle nuove tecnologie per ripensare i modelli di lavoro. La trasformazione digitale in corso permea tutti i processi e garantisce al contempo una maggiore efficienza e produttività dell’Ente e una migliore valorizzazione dei dipendenti e gestione del work-life balance. Microsoft sta supportando la Regione in questo percorso, mettendo a disposizione le proprie soluzioni, competenze ed esperienze maturate al servizio di centinaia di amministrazioni pubbliche in tutto il mondo”: è quanto pensa Simonetta Moreschini, Direttore della Divisione Pubblica Amministrazione di Microsoft Italia.A quasi un anno dalla Direttiva sul Lavoro Agile nella PA, è importante condividere best practice, che testimonino la reale fattibilità e il valore di questo approccio. Ci auguriamo, quindi, che questo progetto possa ispirare molte altre realtà, perché lo smartworking non deve restare prerogativa del settore privato e, al contrario, può rivelarsi uno strumento di efficienza per la PA italiana, grazie a un nuovo modo di collaborare più orientato agli obiettivi”.

 

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