Dentro il mondo delle App

03 Agosto 2014 Redazione SoloTablet
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Intervista a Marta Valsecchi, Responsabile della ricerca dell’Osservatorio Mobile & App Economy del Politecnico di Milano

Una  inetervista di Gian Carlo Lanzetti


 

L’ecosistema Mobile è ormai abilitato da molti fattori che ne agevolano l’accesso per i consumatori: a fine 2013 erano 37 milioni gli Smartphone e 7,5 milioni i Tablet diffusi in Italia e diventeranno rispettivamente 45 e 12 milioni a fine 2014; le reti mobili a banda larga LTE a fine anno raggiungeranno circa il 60% della popolazione; si sono moltiplicate nel corso del 2013 offerte bundle (voce, messaggistica, connettività) a prezzi molto contenuti; le Applicazioni disponibili negli store hanno toccato quota 2,5 milioni e aumentano le soluzioni Mobile sviluppate all’interno delle imprese o delle pubbliche amministrazioni.

Su questo scenario abbiamo raccolto l’opinione di Marta Valsecchi, Responsabile della Ricerca dell'Osservatorio Mobile & App Economy del Politenico di Milano.

 

Nel recente rapporto del Polimi su questa tematica si valuta la porzione di economia definita “Mobile & App Economy”  e valutata nel 2013 in 25,4 miliardi di euro, pari all’1,6% del Pil. Può commentare questo dato piuttosto sorprendente e illustrarne i contenuti?

Abbiamo chiamato Mobile & App Economy quella porzione di economia abilitata dall’ecosistema Mobile. La scelta di provare a stimare il valore di questa “economia” nasce dalla valutazione degli impatti sempre più pervasivi che le soluzioni Mobile stanno portando sulla vita sia delle persone che delle imprese e delle pubbliche amministrazioni. Più precisamente, la Mobile & App Economy può essere suddivisa in due macro-categorie: i consumi di imprese, pubblica amministrazione e consumatori finali e gli investimenti del settore privato e pubblico. La voce più significativa è quella dei consumi che vale più di 20 miliardi di euro e che include: i servizi “tradizionali” delle Telco (cioè Voce e Sms), che sono ancora la componente principale ma in forte contrazione; i ricavi da Vendita di device mobili, che pesano poco più di un quinto del totale; la Connettività Dati che vale il 13%; le Vendite di contenuti e le Vendite di beni e servizi che valgono ancora solo pochi punti percentuali. Parlando, invece, di investimenti delle imprese, poco più della metà del totale proviene dallo sviluppo delle reti mobili broadband, più di un quinto dalle soluzioni Internet of Things, il 16% dallo sviluppo di Applicazioni e Mobile site e quasi il 10% dalla spesa in Comunicazione e Marketing Mobile.

 

Quali le dinamiche previste per i prossimi anni e quanto ritiene è il peso su questo mercato delle App in senso stretto?

Questo mercato è destinato a crescere significativamente nei prossimi anni arrivando a raggiungere i 40 miliardi di €, pari al 2,5% del PIL, grazie soprattutto alla spinta generata dall’utilizzo crescente di soluzioni di Mobile Commerce e Mobile Payment.

Non è semplice enucleare precisamente il contributo delle App. In ogni caso, si consideri che la spesa dei consumatori per il download di App a pagamento o l’acquisto di contenuti e servizi aggiunti mediamente in-app billing vale circa 300 milioni di euro nel 2013 e che la raccolta pubblicitaria sulle App supera i 100 milioni di euro. A questi andrebbero poi aggiunti gli acquisti di Mobile Commerce effettuati tramite App e gli investimenti per lo sviluppo di App rivolte a consumatori e alla forza lavoro, arrivando a superare abbondantemente il miliardo di euro.

 

Quali le potenzialità ancora non espresse?

Le potenzialità di ulteriore sviluppo di questo mercato sono diverse. Un filone già precedentemente citato è quello del Mobile Payment, in particolare per quanto riguarda la componente dei pagamenti in prossimità. Grandi potenzialità ha anche il comparto del cosiddetto Internet of Things, ovvero oggetti intelligenti connessi in rete; gli ambiti di applicazione sono infatti innumerevoli, dalle automobili all’ambiente domestico, passando per il contesto cittadino e quello sanitario.

Che tipologie di cambiamenti sono prevedibili nel medio e lungo termine rispetto alla situazione odierna?

Come accennavo, ci aspettiamo che, con un tasso di crescita medio annuo del 16%, la Mobile & App Economy possa arrivare a valere 40 miliardi di euro nel 2016.

Saranno soprattutto i consumi a guidare tale dinamica: ci aspettiamo, infatti, che crescano con un tasso superiore al 60%. Al loro interno cambierà però il peso reciproco delle diverse componenti, con un ruolo sempre maggiore giocato dal Mobile Commerce e dal Mobile Payment.

 

Se il tablet non fosse stato inventato ci sarebbe stata questa esplosione?

Tablet e Smartphone sono device complementari, non sostitutivi. Pertanto, sicuramente ci sarebbe stato comunque lo sviluppo della Mobile & App Economy, seppur con alcuni elementi di diversità ovviamente. Si consideri, infatti, che gli Smartphone in circolazione sono già 37 milioni contro 7,5 milioni di Tablet. Inoltre, i navigatori Internet da Smartphone passano 75 minuti al giorno su Internet dal proprio device mobile, mentre il minutaggio dei possessori di tablet è inferiore: 66 minuti. Sono, infatti, differenti le motivazioni, i contesti, le occasioni d’uso e le attività svolte dalle due tipologie di device.

 

Quale il ruolo giocato dalle start up?

Le startup giocano un ruolo importante: sono in grado sia di creare nuovi modelli di business rivolti direttamente al consumatore finale, sia di supportare le imprese nel loro processo di trasformazione digitale e Mobile. Lo dimostra il fatto che sono oltre 600 le startup operanti in questi ambiti finanziate a livello internazionale nel corso del 2013.

 

Valuta che in Italia ci siano competenze sufficienti per garantire uno sviluppo sostenuto e sostenibile?

L'Italia non è indietro nel mercato Mobile, né da un punto di vista di consumi da parte degli utenti, né in termini di imprese e startup che possono giocare una partita in questi mercati e supportare le aziende a gestire la relazione con i propri clienti o a innovare i propri processi interni.

 

Più in generale quali ritiene siano stati i benefici all’economia nazionale delle tecnologie mobile, con quali implicazioni fino a oggi e in prospettiva?

I benefici della diffusione di servizi abilitati dal Mobile sono molteplici. Facciamo alcuni esempi:

  • gli investimenti degli Operatori per lo sviluppo delle reti mobili broadband, sia per aumentare la copertura delle reti LTE, sia per mantenere e rafforzare la diffusione dell’HSPA che nel 2013, ad esempio, hanno superato i 2 miliardi di euro;
  • l’impatto positivo su molteplici indicatori aziendali, come l’efficacia, l’efficienza, la soddisfazione dei clienti, ecc.; a titolo esemplificativo, abbiamo stimato l’aumento di produttività dei Mobile worker nell’ordine di grandezza dei 10 miliardi di euro sulla forza lavoro italiana;
  • l’effetto benefico del Mobile nell’allargare la base di utenti Internet, cioè nel ridurre il digital divide italiano;
  • in prospettiva, l’opportunità di ridurre l’uso del contante a favore dei pagamenti elettronici.

 

Esistono stima sull’occupazione impegnata nella Mobile & App Economy e quali dinamiche possibili?

Non sono disponibili stime in merito

Ha altro da aggiungere per una quadratura di questo che si ritiene essere un settore sempre più vitale e importante della nostra economia?

Un aspetto sicuramente interessante da evidenziare è che il Mobile può consentire, da un lato, di superare il digital divide infrastrutturale legato alla banda larga fissa e, dall’altro, di far avvicinare a Internet persone che non avevano mai navigato prima tramite un Pc, contribuendo all’alfabetizzazione digitale.

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