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Nuove tecnologie e nuove umanità ibridate tecnologicamente

Nuove tecnologie e nuove umanità ibridate tecnologicamente

11 Aprile 2016 Redazione SoloTablet
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Comprendere le implicazioni delle tecnoscienze non è più compito di studiosi o antropologi della tecnologia e della scienza ma di tutti. I primi possono concorrere alla maggiore conoscenza attraverso contributi e metodologie analitiche per descrivere in che modo e quanto le pratiche tecnologiche odierne intercettino e condizionino scelte, stili di vita, pratiche individuali e sociali e comportamenti delle persone. I secondi, spesso inconsapevoli della volontà di potenza della tecnologia sono chiamati a interrogarsi criticamente sul ruolo e sugli effetti della tecnologia sulla loro vita di consumatori, di cittadini e di persone.

Il filosofo e psicanalista argentino Miguel Benasayag ha descritto in suo libro la realtà attuale come caratterizzata dal connubio di neuroscienze e tecnologia che porta a ipotizzare l’affermarsi di un uomo aumentato perché prodotto e risultato di una ibridazione tra cervello e tecnologia (computer). Il rischio di questa ibridazione, che buona parte della narrazione tecnologica attuale decanta come rivoluzionaria e ricca di opportunità rischia di produrre secondo Benasayag un uomo diminuito.

Uomo aumentato e uomo diminuito sono solo due delle numerose metafore con cui tecnofili e tecnofobi si confrontano e dialogano oggi sulle numerose rivoluzioni e innovazioni tecnologiche che stanno cambiando la realtà di un numero crescente di persone. Sono innovazioni non più relegate ai computer ma che stanno trasformando le cose in oggetti intelligenti, le automobili in veicoli autonomi nella guida e nel controllo di se stessi grazie e capaci di comunicare tra loro, le filiere produttive in spazi abitati da robot e macchine dotate di intelligenza artificiale, la realtà fattuale in oggetto di ispirazione per fughe e viaggi in Realtà Virtuali e  Aumentate.

Di tutto questo SoloTabet ha parlato con Luca Collacciani, Senior Director, Web Experience, EMEA di Akamai ma soprattutto Tech-Anthropologist.

Buongiorno Luca, su Linkedin ti definisci un antropologo della tecnologia. Ci puoi spiegare cosa intendi e quanto sia diventato oggi urgente approfondire lo studio delle relazioni che intercorrono tra gli esseri umani e la tecnologia?

Il momento in cui ho deciso di diventare un antropologo digitale e’ stato quando ho conosciuto una psicologa canadese su “Second Life” (uno dei piu’ famosi mondi virtuali mai creati) che curava nella vita reale i traumi di tutti quei videogiocatori che avevamo divorziato virtualmente su “Second Life”.

Non avrei mai immaginato che la rottura di una relazione virtuale potesse indurre dei seri stati depressivi e impattare la nostra vita reale. Tecnologia e psicologia mi hanno affascinato da sempre. Sono due materie che procedono insieme e convergeranno non appena raggiungeremo la singolarità tecnologica (il punto, congetturato nello sviluppo di una civiltà, in cui il progresso tecnologico accelera oltre la capacità di comprendere e prevedere degli esseri umani). A quel punto potremmo non avere piu’ bisogno di psicologi in carne ed ossa e sono piu’ che convinto che androidi, molto piu’ empatici dei nostri medici attuali, sostituiranno perfettamente i nostri strizzacervelli.

La tecnologia manifesta da tempo una sua volontà di Potenza tendente alla piena autonomia. Noi al contrario sembriamo sempre più schiavi dei prodotti tecnologici che usiamo e incapaci di cogliere i cambiamenti radicali in atto, in termini cognitivi, personali e sociali determinati dalla nuova era delle macchine. Molti reagiscono oggi con comportamenti tecnofili o tecnofobi mentre in realtà ci sarebbe il bisogno di una riflessione ampia e capace di elaborare nuovo pensiero critico. Qual è la tua visione in merito? Il tuo amore o passione per la tecnologia ti permette di trovare una collocazione nel dibattito in corso?

La tecnologia e’ sempre piu’ pervasiva e, volenti o nolenti, saremo costretti ad accettarne tutte le conseguenze sulla nostra vita sociale. Secondo un recente studio di Deloitte Mobile Consumer, circa il 46% delle persone che possiede un cellulare inizia ad interagire con esso entro 5 minuti dalla sveglia mattutina (escludendo la funzione di sveglia digitale) e le percentuali sono simili nelle interazioni prima del sonno notturno. Nessuno sa esattamente come questo incidera’ sui nostri delicati cervelli e sul modo in cui interagiamo con gli altri. Il filosofo Alain De Bottom, usa una splendida frase: “Durante le nostre relazioni quotidiane la cosa piu’ difficile e’ diventata quella di catturare l’attenzione del nostro partner”, visto che i contenuti sui social network o su siti di news sono spesso molto piu’ interessanti di semplici conversazioni reali.

Internet ha sconvolto il nostro modo di consumare le informazioni. Da bambino sognavo di poter entrare nella famosa Biblioteca di Alessandria, un luogo pieno di libri e di idee su tutto quello che c’era da sapere all’apoca. Invece, l’unica mia fonte di apprendimento era la biblioteca della piccola cittadina in cui vivevo, sprovvista di tutti quei libri che desideravo leggere. Per questo motivo ho divorato tutti i libri che erano in casa, e leggere Beltrand Russel, Fromm e Freud a 10 anni non deve avermi fatto bene .

Al contrario, oggi, ogni bambino ha potenzialmente a disposizione tutto lo scibile umano a portata di un click, e questo e’ un cambiamento epocale che molti a volte dimenticano.

La rivoluzione Mobile è l’ultima delle grandi forze messe in campo dalla tecnologia capace di cambiare il mondo. E’ una rivoluzione iniziata molti anni fa e diffusasi in tutti il mondo con l’arrivo dell’iPad che ha fatto da catalizzatore di tutte le forze innovative e da strumento per la diffusione di milioni di APP che hanno cambiato la vita a persone, aziende e organizzazioni. Come vedi la Rivoluzione Mobile e in quale fase ci troviamo oggi? E’ veramente finita l’epoca del personal computer o ci troviamo di fronte alla proliferazione degli strumenti di personal computing? Cosa significa Mobilità se i dispositivi mobili in realtà ci tengono inchiodati dove siamo permettendoci di eliminare qualsiasi limite di tempo e di spazio?

Il lancio dell’iPhone, e successivamente dell’iPad, ha trasformato il cellulare da un puro mezzo di comunicazione ad un mezzo di “consumazione di massa”. I dispositivi mobili sono ancora visti come una versione limitata del desktop o laptop, in realta’ e’ vero esattamente il contrario. Un cellulare conosce perfettamente le nostre abitudini: sa chi siamo, dove ci troviamo, chi conosciamo, cosa compriamo, cosa cerchiamo su Google.

Il mio cellulare, purtroppo, mi conosce meglio del mio migliore amico e di mia moglie; e tutte queste informazioni potrebbero essere utilizzate in maniera costruttiva e distruttiva. I nostri cellulari sono diventati i cursori del nostro sistema operativo personale, che sarebbe la nostra vita. A breve non credo si parlera’ piu’ di mobilita’ poiche i cellulari saranno integrati con i nostri oggetti e con il nostro stesso corpo.

Il 2016 è stato descritto come l’anno delle tecnologie indossabili. Il mercato è già affollato di numerosi prodotti tecnologici indossabili ma non sembra ancora maturo a sufficienza per dare origine a una nuova rivoluzione. La proliferazione dei sensori e la possibilità di usare applicazioni Mobile rende il futuro delle tecnologie indossabili molto promettente ma probabilmente solo in alcuni ambiti di applicazione, ad esempio quelli della Realtà Virtuale e dei dispositivi per la fitness e il monitoraggio degli impulsi vitali. Qual è la tua visione di questo mondo e come valuti le soluzioni di Realtà Virtuale in arrivo?

Se ipoteticamente fossi alla ricerca del lavoro, quella della realta’ virtuale sarebbe una delle aree a cui guarderei con piu’ interesse, insieme alle aree dell’intelligenza artificiale e dei veicoli a guida autonoma.  Per capire tutte le possibili applicazioni della realta’ virtuale consiglio di leggere “Visions of Heaven, glimpses of Hell”. Credo che dovra’ passare ancora qualche anno prima di vedere le reali possibilita’ di questa tecnologia.

Le applicazioni della realta’ virtuale sono variegate: pensiamo solamente alle applicazioni in campo medico per la diagnosi e il trattamento delle malattie. Un medico sara’ in grado di eseguire “virtualmente” una complessa operazione grazie alla ricostruzione in 3D (ricostruita da TAC), tecnologie gia’ disponibili da aziende come Surgical Theaterand Conquer Mobile. Una rivoluzione ci sara’ anche nel campo dell’insegnamento, dalla storia alla geografia alla chimica o fisica, tutto diventera’ piu’ reale e molto piu’ interessante.

Al Mobile World Congress abbiamo visto in passerella numerosi prodotti per la Realtà Virtuale come Vibe di HTC e la Playstation VR di Sony. Oculus è pronto per il debutto verso la fine anno e Microsoft è sicuramente molto motivata a trasformare HoloLens in una soluzione di successo. In che modo stai guardando a questo mercato e ai sui protagonisti? E’ un mercato realmente ricco oltre che interessante per le sue implicazioni non soltanto commerciali? Che ruolo avranno player importanti come Samsung, Google e Apple?

Al momento quello che ho visto e’ ancora a livello degli anni 90. Circa 25 anni fa ho provato a Roma i primi dispositivi di realta’ virtuale e non erano cosi’ lontani come quanto ho visto ora nelle fiere tecnologiche piu’ avanzate. Al momento ci troviamo ancora in una fase amatoriale, e credo che la causa principale sia dovuta alla mancanza di investimenti in questa area.

Tra qualche anno passeremo da una realta’ virtuale stile cartoni animati, che vediamo oggi, ad una realta’ virtuale simile ad un reality show, quindi immersiva e questo avra’ un impatto drammatico nelle nostre vite. Parlando di antropologia penso anche che le relazioni tra i due sessi subiranno una metamorfosi drammatica, in quanto sara’ possibile costruire una relazione con il virtuale non solo a livello mentale, ma anche a livello fisico.

Una delle nuove rivoluzione con potenziali grandi ripercussioni sulla vita delle persone è l’affermarsi di oggetti intelligenti dotati di sensori e intelligenza artificiale, capaci di connettersi tra di loro ma anche di agire autonomamente. L’esempio più indicativo è quello dell’automobile. Probabilmente, a causa delle scelte dei produttori di petrolio, il futuro della nuova auto tecnologica non è vicinissimo. Macchine elettriche e che si guidano da sole sono però il futuro certo che verrà. Cosa ne pensi e che giudizio dai delle varie sperimentazioni in corso, non solo quelle di Google o Tesla?

Sono rimasto impressionato dal numero di modelli Tesla 3 prenotati a 2 anni dal lancio dell’autovettura. Ci sono stati 325,000 preordini con un anticipo di 1,000$, facendo file di diverse ore per prenotare l’autovettura. Elon Musk ha realizzato il suo piano di business che aveva delineato 10 anni fa e Tesla e’ ormai diventata la nuova Apple. Ricordo un incontro un paio di anni fa con un componente di uno dei piu’ famosi marchi di autovetture di lusso del pianeta. Alla mia domanda su cosa lo spaventava di piu’ negli anni a venire, la risposta fu “Tesla”.

Gia’ due anni fa le persone piu’ influenti della Silicon Valley stavano abbandonando le loro super sportive per uno stile di guida piu’ intelligente e verde. Ad oggi, Tesla e’ un super-computer mobile con quattro ruote e finalmente i produttori mondiali di automobili ne stanno prendendo coscienza. Se dovessi fare una previsione, comunque, punterei su un motore di ricerca che diventera’ leader in questo spazio, e non sto parlando di Google, ma di Baidu. Il piano di Baidu e’ di portare sulle strade cinesi una flotta di veicoli autonomi entro il 2018 ed ha forti incentivi dal governo cinese a causa dei livelli drammatici di inquinamento nel paese.

In America, vi sono ancora degli ostacoli governativi che non hanno permesso una sperimentazione intensa cosi’ come in Cina, quindi secondo me il colosso cinese ha accumulato un vantaggio di almeno 1-2 anni rispetto a tutti gli altri player.

Infine un’ultima domanda. L’affermarsi dell’era delle macchine non è solo oggetto letterario o descrittivo ma un tema caldo per le implicazioni legate al mondo del lavoro. Quando milioni di posti di lavoro rischiano di scomparire per l’ingresso in massa nelle filiere produttive di robot umanoidi, è difficile non pensare alla tecnologia come matrigna e pericolosa per gli esseri umani. La disoccupazione è prima di tutto legata alla crisi economica e sociale che stiamo attraversando ma le macchine ci mettono del loro. Come vedi il ruolo dell’automazione e della sostituzione di posti di lavoro manuali ma anche cognitivi da parte delle macchine?

 Nella società del futuro, solo una piccola frazione della popolazione lavorerà, e si calcola che, in Europa, nel giro di 20 anni la metà dei lavori saranno automatizzati e questo creerà il fenomeno dei “disoccupati tecnologici”. Sono comunque ottimista perche’ i cambiamenti tecnologici ad oggi hanno portato solamente migliorie alla nostra vita. Anche in questo caso penso al campo dell’istruzione.

Sono un assiduo utilizzatore di “Khan Academy”, che uso quasi quotidianamente con i miei figli. Khan Academy mette a disposizione un insegnante virtuale impartisce lezioni gratuite a chiunque voglia beneficiarne.  Quando si realizzeranno algoritmi piu’ intelligenti ogni studente avra’ modo di avere un insegnante virtuale personalizzato in grado fornire un modello di insegnamento e studio  costruito su misura per quell’ allievo, prendendone in considerazione il modo in cui apprende eventuali limiti cognitivi o disabilita’.

Infine un’ultima domanda legata al ruolo che la componente visuale del Web e dei display sta assumendo nella interazione uomo-macchina. SoloTablet ha recentemente cambiato verso e grafica e si è attrezzata per essere uno strumento a supporto di chi sviluppa e innova. Qual è il suo feedback  sul nostro portale? 

L’approccio minimalistico da voi utilizzato e’ sicuramente il migliore poiche’ l’articolo e’ stato inserito come centro focale del vostro progetto. Inoltre, non avete trascurato il mobile che e’ ormai diventato il mezzo piu’ importante per consumare le informazioni online. Ottimo lavoro!

Abbiamo toccato molti temi interessanti. Abbiamo dimenticato qualcosa che invece secondo te potrebbe essere interessante o indispensabile sviscerare?

Grazie per le interessanti domande, credo che abbiamo toccato tutti i temi piu’ importanti. In una prossima intervista spero che parleremo anche dei temi relativi alla sicurezza digitale che credo valga la pena approfondire. 

 


*Le immagini sono fotografie di Carlo Mazzucchelli

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