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SoloTablet intervista gli sviluppatori di APP italiani: Angelo Iacubino

SoloTablet intervista gli sviluppatori di APP italiani: Angelo Iacubino

12 Dicembre 2012 Redazione SoloTablet
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Alla nostra trentesima intervista SoloTablet incontra Angelo Iacubino, autore di numerosi libri sulle nuove tecnologie come APP, smartphone, tablet e social networks. Da tecnico sviluppatore e da studioso del mercato ci racconta di un mercato italiano più refrattario di altri ma che è pronto a sfruttare al meglio le nuove opportunità offerte da tablet e applicazioni Mobile.

SoloTablet intervista i protagonisti del mercato italiano delle applicazioni Mobile: Angelo Iacubino


 

SOLOTABLET: Cominciamo con un breve racconto sul perché avete deciso di investire nel mercato dei tablet. Quali sono state le motivazioni economiche, di mercato e strategiche che hanno mosso le vostre scelte.

Nel mio caso ho "investito" nello studio per sviluppare applicazioni professionali su questi nuovi dispositivi. La scelta è ricaduta sul primo prodotto immesso nel mercato: iPad. Quando appresi, qualche mese prima del lancio, dai canali dedicati agli sviluppatori su iOS, del nuovo dispositivo, non avevo ben chiaro quale sarebbe stato il suo utilizzo sul campo.

La nebbia si diradò quando toccai con mano il dispositivo. Iniziai a comprenderne le possibilità di utilizzo, ed io sono un "tecnico", "sviluppatore" e "sempre pronto ad adottare le nuove tecnologie", però finchè non l'ho utilizzato è stato difficile collocarlo in un preciso ambito, posso immaginare le difficoltà (diffidenza) che può incontrare un dispositivo simile in chi non ha le competenze tecniche!

 

SOLOTABLET: Cosa pensate dei nuovi dispositivi mobili e come li posizionate sul mercato consumer e aziendale?

In realtà questi dispositivi hanno già cambiato il mercato: si acquistano meno netbook o notebook e l'utente predilige il tablet o lo smartphone per continuare il suo "business" o il suo "divertimento" in mobilità.

 

SOLOTABLET: Secondo alcuni i tablet non possono rappresentare ancora una valida alternativa al personal computer per motivi di sicurezza, integrazione con ambienti IT esistenti, supporto e assistenza. Voi cosa ne pensate?

Mi sono occupato più volte di queste problematiche. Non è proprio vero. Tutto dipende dalle applicazioni che vengono utilizzate (e sviluppate) in quest'ambito. I criteri di sicurezza non cambiano, rispetto al passato, però vanno riviste alcune regole generali applicabili, comunque, anche ai notebook classici. Esempio: se utilizzo un notebook aziendale con al suo interno una serie di applicativi e dati riservati e lo porto sempre con me (casa-lavoro), ho le stesse probabilità che mi venga sottratto di un tablet!

L'integrazione con i sistemi informativi aziendali non è così traumatico come possa sembrare all'inizio: oggi abbiamo a disposizione molti strumenti di esportazione e/o condivisione di dati (provenienti dai sistemi informativi enterprise) standard, che possono essere integrati con facilità nelle applicazioni per il mobile. Inoltre, ed è la prima volta che accade, questi dispositivi vengono "proposti" da qualsiasi livello di utenza aziendale verso il settore IT e non "imposto" dal settore IT al dipendente, nasce la "regola" del Bring Your Own Device (BYOD).

 

SOLOTABLET: Molti analisti stanno evidenziando con curiosità e attenzione un passaggio epocale che collocano da qui al 2015. Secondo voi il fenomeno in azienda subirà delle accelerazioni o verrà rallentato dalle problematiche sopra elencate?

Le analisi riportate dagli analisti (fonte Gartner 10/04/2012) riportano una penetrazione nel mercato pari a 62 milioni di unità nel 2013 e a 138 milioni di unità nel 2016, numeri che sembrano aumentare sempre più. Il prodotto piace al mercato ed è l'utente che ne determina la diffusione anche all'interno dell'ambito aziendale.

 

SOLOTABLET: Avete dei modelli di business particolari utili, come ad esempio il noleggio, a rendere più facile e morbido per le aziende l’introduzione dei tablet nella infrastruttura IT corrente?

Come per qualsiasi altra innovazione tecnologica da portare in azienda, bisogna sopportare dei costi, in questo caso nel medio termine dovrebbero già portare dei benefici nel "modo di lavorare", incrementandone la produttività.

 

SOLOTABLET: Cosa pensate del mercato italiano?

Penso che sia solo all'inizio. Come di consueto il mercato italiano è sempre un pò refrattario all'innovazione tecnologica, ma quando arriviamo sappiamo sfruttare al meglio le soluzioni proposte dal mercato.

 

SOLOTABLET: Cosa ne pensate di una iniziativa come SOLOTABLET? Avete idee da suggerire?

SoloTablet è una grande idea e credo che riscuoterà sempre più successo man mano che questi argomenti diventeranno il "pane quotidiano" delle imprese nostrane.

 


 

Per comunicare con noi  o richiedere di essere intervistati potete scrivere a marketing@solotablet.it

Potete anche chiamarci direttamente contattando Carlo Mazzucchelli al 348 2511619.


 

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