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Tablet e mobilità, la visione di Microsoft

Tablet e mobilità, la visione di Microsoft

14 Marzo 2014 Redazione SoloTablet
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Come la mobilità può cambiare il modo di fare business. Le strategia dei player: MICROSOFT. Intervista a Claudia Bonatti, Direttore Divisione Windows di Microsoft Italia

Perché e come la mobilità può cambiare il modo di fare business?

L’utilizzo di device all’avanguardia e di sistemi operativi moderni permette alle aziende di rivoluzionare il proprio modo di lavorare e di cogliere le opportunità offerte dalle nuove tecnologie, allineando le abitudini di fruizione dell’IT in ambito lavorativo a quelle della sfera personale e abilitando processi di lavoro, collaborazione e comunicazione sempre più smart, indipendentemente dal luogo in cui ci si trova. Il paradigma della mobilità impone di riconoscere la grande evoluzione all’insegna della portabilità e del touch che ha interessato il PC, che ora abbraccia un nuova e sempre più ampia varietà di form factor innovativi, che spaziano dai tablet ai laptop touch-based fino agli all-in-one.

 

Con quali principali vantaggi per le aziende?

La mobilità è in grado di influenzare positivamente il business aziendale, ottimizzando l’efficienza e la produttività della forza lavoro e allo stesso tempo favorendo una crescente agilità attraverso, ad esempio, pratiche di lavoro flessibile, che possono generare benefici per i dipendenti anche in termini di worklife balance.


Quali gli aspetti salienti della strategia Microsoft e quali i vantaggi di avere in casa dispositivi, soluzioni e app?

La risposta di Microsoft ad uno scenario in profonda evoluzione come quello attuale sempre più votato alla mobility è una strategia che abbraccia non solo il software ma anche i servizi e l’hardware, a dimostrazione di una storia di innovazione continua che vuole indirizzare a 360° le esigenze degli utenti, sia in ambito aziendale che in ambito consumer. Questa proposizione ci consente di offrire un’esperienza completa e unificata su qualsiasi dispositivo e piattaforma – tablet, PC, smartphone o console – facilitando così l’adozione di tecnologie innovative anche per chi è più legato all’utilizzo di dispositivi tradizionali, grazi anche alla disponibilità di un ecosistema di applicazioni fruibili sia per lavoro che per l’entertainment.

 

Il ruolo dei tablet e di Windows in questo scenario?

L'adozione dei tablet in ambito lavorativo non rappresenta un fenomeno recente, ma se inizialmente l’introduzione di questi dispositivi comportava per i CIO numerose difficoltà di gestione e integrazione alla luce della loro spiccata anima consumer, oggi i dispositivi con Windows 8.1 favoriscono un impiego più semplice e sicuro e sono ideali per essere utilizzati in mobilità, essere sempre connessi, accedere a risorse e modificare documenti, oltre che a comunicare con i colleghi in maniera semplice e immediata. L'utilizzo dei tablet con Windows 8.1 porta quindi vantaggi tangibili alle aziende, soprattutto in termini di maggiore efficienza e riduzione dei costi.

 

I vostri tablet cosa offrono qualcosa di più alle aziende rispetto a quelli della concorrenza?

Che un’azienda scelga di dotarsi dei tablet della famiglia Surface oppure dei device degli altri produttori partner di Microsoft, può offrire alla propria forza lavoro dispositivi fortemente orientati alla produttività, caratterizzati dal desktop a cui anche gli utenti più tradizionalisti sono abituati, facilità di utilizzo sia in modalità touch che con mouse e tastiera,  la possibilità di utilizzare tutti i programmi incluso Office, compatibilità con tutti gli accessori in commercio, ricerca di contenuti web e file semplificata e la possibilità di visualizzare fino a quattro applicazioni contemporaneamente.  Inoltre, la sicurezza e l’integrazione dei device all’interno dell’infrastruttura IT aziendale sono ottimizzati, semplificando il processo di gestione per i CIO.

 

Quali le criticità principali alla affermazione di “aziende mobile” nel nostro Paese?

Sebbene questo aspetto venga spesso sottovalutato, i fenomeni della mobilità e soprattutto del BYOD impongono alle aziende di adottare accorgimenti rilevanti in termini di sicurezza e di definire procedure puntuali per la corretta gestione di una rete aziendale “allargata”, al fine di garantire la massima protezione dei dati e delle risorse interne.

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A cosa mi serve lo smartwatch?

Rispetto alle potenzialità di impiego della mobility all’interno dei contesti aziendali italiani giocano un ruolo inibitore il ritardo nella diffusione della banda larga nel nostro Paese – aspetto che può rendere difficoltosa la fruizione di servizi in mobilità – e la cultura radicata che troppo spesso associa la produttività al presidio del luogo di lavoro, a ostacolo di una maggiore flessibilità.

 

Vede differenze nella adozione da parte delle imprese di tecnologie mobile tra Italia e altri paesi?

Purtroppo attualmente la mobility non ha ancora preso piede tra le piccole imprese italiane. Da un recente studio su cloud e PMI commissionato da Microsoft a Ipsos Mori emerge che nel 42% dei casi i dipendenti non lavorano fuori ufficio e per il 23% dei casi meno del 10% della forza lavoro è attiva da remoto. Solo nel 10% dei casi si riscontra una forza lavoro per oltre il 50% operativa in mobilità o che viaggia almeno 4 o 5 giorni al mese.

Sono le aziende italiane che hanno già adottato una qualche forma di cloud computing, quelle in cui il lavoro da remoto è un pò più radicato: nel 30% dei casi oltre un quarto dei dipendenti lavora in mobilità contro solo il 16% delle aziende che non lo utilizzano.

Diversamente, se si guarda al contesto internazionale, oggi il 29% della forza lavoro globale è rappresentata da information worker che lavorano sempre e ovunque e che utilizzano molte app e almeno tre dispositivi da più luoghi diversi.

 


A cura di Gian Carlo Lanzetti

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