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IoT sostenuto dallo smart metering

IoT sostenuto dallo smart metering

27 Aprile 2017 Gian Carlo Lanzetti
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Gian Carlo Lanzetti
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Il mercato italiano dell'Internet of Things ha raggiunto un valore di 2,8 miliardi di euro nel 2016, il 40% in più rispetto all'anno precedente, con una spinta sia dalle applicazioni consolidate che sfruttano la connettività cellulare (1,7 miliardi di euro in aumento del 36%), sia da quelle che utilizzano altre tecnologie (1,1 miliardi di euro, +47%). I dati sono dell’Osservatorio Internet of Things del Politecnico di Milano.

I numeri rilevati da questa fonte segnalano dunque una crescita di grande rilievo, in linea o superiore a quella di altri Paesi occidentali. In larga parte, sottolineano gli esperti del Polimi, l’ottimo risultato deriva dagli obblighi relativi allo smart metering gas, che impongono alle utility di mettere in servizio almeno 11 milioni di contatori intelligenti entro la fine del 2018. Tuttavia, fa notare il rapporto, anche depurando il valore del mercato IoT dagli effetti della normativa, nel 2016 si evidenzia comunque una crescita di tutto rispetto, di oltre il 20%. Dietro la componente dei contatori intelligenti si piazzano le smart car, con 7,5 milioni di auto connesse circolanti: insieme i due segmenti cannibalizzano più della metà del fatturato IoT generato in Italia. E se si aggiungono le applicazioni smart building per gli edifici, legate soprattutto per la sicurezza, si raggiunge una fetta della torta di poco superiore al 70% (circa 2 miliardi).

A sostenere la crescita del mercato l’aumento del numero di oggetti online: in Italia sono già 14,1 milioni quelli connessi tramite rete cellulare (+37%), senza contare gli oggetti che sfruttano altre tecnologie di comunicazione, come i 36 milioni di contatori elettrici connessi tramite Plc (Power Line Communication), gli 1,3 milioni di contatori gas che comunicano tramite radiofrequenza e i 650mila lampioni per l’illuminazione intelligente connessi tramite Plc o radiofrequenza.

Tra gli ambiti IoT ancora in stato embrionale, in particolare tre vanno monitorati: la smart city, il cui potenziale è ancora ampiamente da esprimere, il retail con la possibilità di raccogliere moltissimi dati sul comportamento dei clienti all’interno del negozio, e la smart agriculture, dove l’Internet delle cose offre opportunità non solo in termini di tracciabilità dei prodotti, ma anche per la gestione delle attività agricole, soprattutto se si guarda a colture ad alto valore. Nel prossimo futuro, si attende un'ulteriore accelerazione dei mercati smart metering, smart car, casa connessa e industrial IoT.

"Nel 2016 abbiamo osservato importanti segni di maturità dell’Internet of Things in Italia: nuove reti di comunicazione Low Power Wide Area, maggiore offerta di soluzioni, crescita significativa del mercato – spiega Angela Tumino, Direttore dell’Osservatorio Internet of Things -. È arrivato il momento di andare oltre il livello attuale di connessione degli oggetti per spostare l’attenzione verso i servizi. Ad esempio, l’auto connessa abiliterà nuovi servizi per la sicurezza, la manutenzione, la navigazione, il risparmio energetico, la mobilità condivisa. I dispositivi della smart home consentiranno di monitorare i consumi energetici per ridurre sprechi o indicare tentativi di infrazione. In fabbrica il monitoraggio degli impianti produttivi consentirà logiche di manutenzione predittiva e addirittura il pagamento dei macchinari in base all’effettivo utilizzo”.

 

 

 

 

 

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