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Le banche investono nelle startup Fintech

Le banche investono nelle startup Fintech

05 Aprile 2018 Gian Carlo Lanzetti
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Gian Carlo Lanzetti
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Il 38% delle banche prevede di investire direttamente in start-up che stanno sviluppando servizi bancari/finanziari.

Le banche, già indebolite dalla crisi finanziaria del 2007 che ha fortemente ridotto la fiducia dei consumatori, sono oggi messe in difficoltà da nuovi competitor che seducono i consumatori con soluzioni più moderne e attraenti: Fintech, GAFA (Google-Apple-Facebook-Amazon) e BATX (Baidu-Alibaba-Tencent-Xiomi) su tutti. Destabilizzate da questa rivoluzione digitale e fortemente influenzate dalla pressione dell'economia collaborativa, le banche stanno quindi ripensando il proprio modello di business e imparando a sfruttare un sistema in piena trasformazione.
 
Una forte evoluzione, opportunità da cogliere
Beacon, NFC, QRcode. Nel mercato dei pagamenti in mobilità, ogni principale operatore ha la sua tecnologia preferita. Mentre Apple ha lanciato la sua soluzione di pagamento con NFC o Paypal affidandosi interamente all'iBeacon, Google - con Android -  sostiene HCE (Host Card Emulation) come soluzione unica per rivoluzionare il mercato del mobile payment. Soluzioni di pagamento facili, sicure, veloci e con una marcia in più: la possibilità di effettuare attività di promozione, fidelizzazione e analisi.
 
Per questo motivo è necessario facilitare i pagamenti con soluzioni innovative, rapide e soprattutto sicure, offrendo ai propri clienti un'esperienza di acquisto idonea alle loro aspettative. Il mobile POS, più comunemente mPOS, è in questo senso la soluzione ideale: evita il passaggio alle casse, riduce i tempi di attesa ed è compatibile con i nuovi sistemi di pagamento. In virtù della sua funzione; gli mPOS diventano sempre più consulenti e non semplice accettazione di pagamento. I clienti hanno requisiti sempre più stringenti che creano opportunità per fidelizzare e generare ricavi attraverso esperienze personalizzate. L'interazione deve essere personale, pertinente, predittiva, altamente intuitiva e non invasiva. Chiaro esempio di come l'omnichannel sia diventato essenziale
 
In Italia le modalità più innovative di pagamento digitale (tra cui il Mobile POS) valgono il 21% del totale dei pagamenti digitali con carta (+6% rispetto al 2016). A dirlo è l'ultima ricerca dell'Osservatorio Mobile Payment&Commerce del Politecnico di Milano. Un segmento, quello dei pagamenti in store, il cui valore complessivo è cresciuto dai 10 milioni di euro nel 2016 ai 70 milioni di euro nel 2017, mentre il mercato complessivo dei New Digital Payment potrebbe superare i 100 miliardi di euro già nel 2020.
 
Sicurezza: vere e proprie leve a favore delle banche
Le elevate misure di sicurezza offerte oggi dalle banche e la possibilità di effettuare i pagamenti direttamente dal conto corrente, hanno comportato un importante aumento dei numeri delle transazioni online. I commercianti ora hanno la garanzia di essere regolati, beneficiando nel contempo di minori costi di transazione e di una maggiore flessibilità nella scelta dei metodi di pagamento. I consumatori traggono vantaggio da una maggiore chiarezza e comfort gestionale, da un maggior valore degli importi e, in ultima analisi, dalla riduzione dei costi per effetto della concorrenza.


Cooperazione invece di concorrenza
Con le Fintech che offrono servizi bancari e finanziari, talvolta in concorrenza diretta e talvolta su mercati di nicchia, le banche tradizionali stanno diversificando le loro strategie. Si impegnano in partnership, incorporano start-up e investono nella trasformazione digitale. Talvolta possono allearsi con i loro nuovi sfidanti o addirittura di acquisirli. Secondo il Rapporto World Fintech 2017, il 38% delle banche prevede di investire direttamente in start-up che stanno sviluppando servizi bancari/finanziari e il 18,6% prevede di riacquistare la società. Mentre il 29,6% si affida alla creazione di acceleratori e il 34% collabora con le organizzazioni di formazione. Banche e Fintech dovrebbero quindi promuovere la cooperazione in materia di concorrenza.

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