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Mercato digitale italiano: il tablet cala del 14%

Mercato digitale italiano: il tablet cala del 14%

13 Ottobre 2015 Redazione SoloTablet
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Nel primo semestre dell’anno sono stati venduti in Italia, secondo dati elaborati da NetConsulting3 per Assinform, 1.230.000 tablet, con un calo del 14% rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno e di una percentuale ancora maggiore rispetto ai primi sei mesi del 2013, quando le vendite assommarono a 1.590.000.

Le ragioni addotte di questo calo, durante la presentazione dei dati semestrali, sono soprattutto tre: poche innovazioni significative di prodotto, relativa saturazione del mercato consumer e ancora scarsa adozione delle tavolette nel mondo aziendale (non a caso Apple e Samsung, i due vendor leader, stanno sempre più approcciando le aziende per ridare lustro a questo prodotto). In flessione anche le vendite di desktop (-7%) e di notebook (-3%). Per i desktop si è scesi da 710mila pezzi a 660mila e per i Pc mobile da 1,350 milioni a 1,310 milioni. In questo caso hanno fatto da freno l’attesa per Windows 10 e la offerta di sistemi “ibridi”, quelli che integrano il classico tablet a Pc ultraleggeri, un fenomeno peraltro analogo a quello di altri Paesi. Osservazioni diverse per gli smartphone, le cui vendite sono cresciute del 7,4% a 1.430 milioni, trainati dall’interesse alle nuove applicazioni in mobilità. Interesse reso ancora più evidente dalle crescite rilevate nel primo trimestre 2015 sul primo trimestre 2014 per le SIM con traffico dati: (+16,5%, a 45,1 milioni di unità) e il traffico su rete mobile (+ 49,1%, per 158 milioni di gigabyte).

 

 

Fortunatamente invece la misurazione in valore, anziché numerica, per altri prodotti di ICT o digitali come si preferisce dire oggi, ha evidenziato nel primo semestre una crescita complessiva per il mercato dell’1,5%, rispetto a un calo dell1,4% nel primo sempre 2014 su quello analogo dell’anno prima.

"Siamo all’inversione di rotta ma non basta. Dopo un decennio di costante erosione, il mercato digitale italiano ha imboccato la via della ripresa e dobbiamo tracciare la nuova rotta per la crescita. E quello che più conta è che le componenti più innovative e legate alla digital economy ora fanno crescere l’intero mercato, mentre sino allo scorso anno si limitavano ad attenuarne la caduta. È una risalita sulla quale influiscono solo in parte l’inizio della ripresa più generale dell’economia e l’accresciuto clima di fiducia. Si inizia infatti a intravedere una maggiore attenzione alle potenzialità offerte dal digitale per innovare servizi, prodotti e processi, attraverso il ricorso al web, al cloud computing, all’IOT, alle nuove applicazioni in rete e in mobilità, all’uso dei big data.  Resta il fatto che il nuovo trend è ancora fragile e che siamo ancora distanti dalla velocità di trasformazione digitale che occorrerebbe per recuperare il gap che ancora ci separa dagli altri paesi guida, e che condiziona la nostra capacità di competere e creare nuova occupazione”. - È questo il commento del presidente di Assinform Agostino Santoni ai dati diffusi oggi dall’Associazione sull’andamento del settore ICT, elaborati in collaborazione con NetConsulting3.

 

 

Sono andati bene o abbastanza bene software e servizi mentre a soffrire è stato tutto il settore dell’hardware, ovvero dei dispositivi e sistemi; tablet, Pc e anche server.

Note positive, invece, come si diceva per software e soluzioni ICT. Questo comparto già in ripresa lo scorso anno, ha mostrato nell’insieme ancora più brio, raggiungendo a meta anno 2.732 milioni (+4,5%). Anche qui è evidente il segno della trasformazione in atto. E’ infatti cresciuto bene software applicativo (1.900 milioni ,+5,8%) e proprio sull’onda delle componenti più innovative: piattaforme per la gestione web (138 milioni, +15%,) e IoT (per il manufacturing, l’energy management, l’automotive, ecc.), che hanno più che compensato il calo delle soluzioni applicative tradizionali (-1,2% a 1.062 milioni, con dinamiche comunque in miglioramento rispetto ai primi sei mesi dello scorso anno).

Ma non basta. Per fare crescere l’economia digitale ci vuole di più: una maggiore impegno del governo sui temi che riguardano la digitalizzazione. Inoltre una nota negativa, in quanto possibile freno allo sviluppo dell’economia della App, sono le competenze. In Italia ci sono, secondo Assinform, mezzo milione di posizioni di lavoro disponibili che non si riesce a coprire per mancanza di skills.

Gielle

 

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