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Mobilità e digitale: leve forti del cambiamento

Mobilità e digitale: leve forti del cambiamento

19 Giugno 2018 Gian Carlo Lanzetti
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Gian Carlo Lanzetti
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In Italia la spesa per la mobility è stata nel 2017 pari a 5,5 miliardi di euro, con una proiezione e 7 miliardi nel 2021 secondo Idc.

Il lavoro è ormai una attività sempre meno legata a un posto fisico e sempre di più alla mobilità. Idc ha rilevato che in Europa occidentale la popolazione lavorativa mobile ha raggiunto del 2017 i 102,9 milioni di unità, pari al 57% della popolazione lavorativa complessiva. Nel 2021 i lavoratori mobili sono previsti che aumenteranno a 123 milioni, di cui 30,1 milioni home based (erano 23,1 milioni alla fine dello scorso anno). In Italia i lavoratori mobili sono oltre 6 milioni si una popolazione attiva di circa 22 milioni.

Questi dati sono stati resi noti e commentati da Daniela Rao, Research & Consulting Senior Director di Idc Italia nel corso di Idc Mobiz, l’evento che la società di ricerche dedica annualmente alla mobilità. Si è anche appreso che complessivamente la spesa per la mobility è stata nel 2017 pari a 5,5 miliardi di euro, con una proiezione e 7 miliardi nel 2021. Tutti i segmenti sono in crescita, con la dinamica migliore per il software: app  enterprise, sviluppo app, gestione e sicurezza. La quota maggiore è delle app enterprise: 42%.

Dalle slide illustrate si apprende che il 60% delle spesa per app mobile è dedicata a Erm, Scm e Plm. Ancora il 70% della spesa per app è generata dallo sviluppo di app customizzate. Perché si ricorre a queste e altre applicazioni di nuova generazione? Soprattutto per una ragione: esse aumentano le capacità operative individuali.

Lo sviluppo di dette applicazioni in ambito enterprise è destinato a aumentare. Ad esempio nel 2019 il 20% delle nuove applicazioni comprenderanno funzionalità AR mentre nel 2020 il 66% delle aziende integreranno l’accesso di sicurezza fisica nei device mobile facendo crescere la domanda di software Emm.

Cosa usano le aziende italiane per implementare questa attività. Tablet e smartphone occupano i primi due posti con il 60% e 57% rispettivamente.

Device che le aziende italiane utilizzano e prevedono di acquistare per la mobilità

 

Tablet                                                  60%

Smartphone                                        57%

Ruggedized device                             34%

Altri telefoni mobile                             30%

Speaker con digital assistant              30%

Wireless speaker                                28%

Headset con realtà aumentata            26%

Wearables                                           20%

Fonte: Idc

 

A proposito di headset con RA, ha detto Rao, in Italia il 28% delle aziende li utilizzano in progetti pilota e l’11% in progetti operativi ma il 33% ancora non ne prevedono l’impiego nei loro processi produttivi.

Le sfide per i Cio italiani

In considerazione di questi sviluppi ai Cio italiani, puntualizza Rao, si prospettano almeno quattro importanti sfide: pensare ad un’azienda aperta al cambiamento continuo della trasformazione digitale; estendere le soluzioni di sicurezza all’edge (device, impianti e ambienti fisici); agire come centro di competenza aziendale su mobility e tecnologie di nuova generazione; e identificare i partner in grado di affiancare l’azienda nel percorso della crescita e della digitalizzazione.

Come tirare fuori informazioni utili dai silos di dati con tecniche innovative è una delle attività svolte da Injenia, un system innovator che usa soluzioni di Google di cui è partner Emea per la collaborazione aziendale e il primo partner italiano per traffico generato su servizi cloud (di Google). “Con 120 dipendenti, dice Marco Fortino, Google Cloud Sales Specialist, nell’ultimo triennio abbiamo registrato una crescita del fatturato del 150% e soltanto nel 2017 abbiamo sviluppato una decina di soluzioni basate sul machine learning”. Un successo mondiale è l’applicazione realizzata con Barilla, CollaborActiv, per migliorare l’efficienza sulle linee di produzione. Un esempio di come il cambiamento sia la strada del successo.

Aruba (HP Company) ha aggiunto, per bocca di Stefano Terfani, System Engineer, che con le nuove tecnologie è possibile risparmiare un milione di dollari ogni mille addetti senza stravolgere i processi ma appoggiandosi su reti più affidabili e flessibili, inclusa quella WiFi, che si è molta evoluta nel tempo.

Mobility e digitale sono le due aree che maggiormente influenzano il cambiamento. Per Rossella Campaniello, Personal Systems Business Director di HP ITaly, la loro migliore valorizzazione si ha da un approccio olistico, il solo approccio tecnologico è limitativo. Infine per Carlo San Martino, General Manager di MicroStrategy Italia, non basta estrarre dati bisogna oltre che trasformarli in informazioni utili aziendalmente bisogna renderli patrimonio aziendale a disposizione di tutti i dipendenti. Cosa che ancora non si fa. Inoltre va cercata l’unicità nei dati perché due dati diversi creano solo confusione e ritardi. Infine si parla sempre più spesso di “mobile first” per indicare la prioritizzazione del mobile sul web. Una operazione per la quale in Italia si procede ancora a macchia di leopardo.

 

 

 

 

 

 

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