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Tasche vuote e scaffali pieni

Tasche vuote e scaffali pieni

10 Febbraio 2014 Redazione SoloTablet
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Con il 70% degli under 30 costretto a tornare da mamma e papà, migliaia di esodati e ancor più anziani con pensioni da sopravvivenza, chi comprerà più prodotti tecnologici? Domanda capziosa e controintuitiva se si pensa al boom degli iPhone e dei Galaxy! Eppure gli analisti suggeriscono un rallentamento del mercato tecnologico che merita qualche riflessione.

Chi segue il mercato tecnologico convive quotidianamente con notizie contradditorie. Molte sono legate a fatti concreti, altre semplici intuizioni o scelte mediatiche finalizzate ad attirare l’attenzione di lettori sempre più annoiati dalla uniformità dei prodotti e dalla narrazione che li riguarda. Chi è più interessato a leggere con attenzione le schede tecniche di smartphone e tablet che offrono le stesse interfacce e funzionalità ma fanno a gara nel numero di pixel del dispositivo o millimitri di spessore? Chi ha tempo da sprecare su store con centinaia di migliaia di applicazioni quando quelle realmente utili sono al massimo una ventina? Chi ha voglia di scaricare nuovi giochi quando anche gli ultimi arrivati non fanno che riproporre cose già viste?

 

 

Il 2014 è iniziato con la consapevolezza da parte dei media che le nuove tecnologie mobili fanno meno audience di quanto non l’abbiano fatta negli ultimi tre anni. Il mercato si è consolidato ed è sicuramente più maturo. Il consolidamento è avvenuto grazie alla pervasività dello smartphone e a vendite elevate di tablet. Il tutto è avvenuto a spese del personal computer e di produttori che su questa piattaforma avevano costruito il loro successo. La maturità del mercato è evidenziata da comportamenti più razionali e meditati nella scelta dei nuovi dispositivi e nel far dipendere la scelta da considerazioni sganciate dalle novità del tablet e legate amche alla produttività personale.

Le analisi di mercato e le narrazioni dei media indicano un 2014 con alcune caratteristiche nuove: una leggera ripresa nelle vendite del PC che non ne salveranno comunque il destino ‘post-PC’ finale, uno stop nelle vendite di smartphone per raggiunta saturazione del mercato potenziale e un calo nelle vendite di tablet. Queste analisi sembrano indicare un anno complicato per produttori e operatori del mercato tecnologico e alcuni cambiamenti di fondo importanti. Scarso aiuto potrà venire da un eventuale ritorno italiano alla crescita, considerato che nel caso avvenisse, sarebbe comunque di dimensioni infinitesimali.

Il mercato tecnologico è considerato da molti maturo e, in alcuni segmenti, anche molto saturo. Non è così in tutti i mercati nazionali ma se il numero di dispositivi posseduti da ogni italiano è quasi di tre unità, è probabile che qualche livello di saturazione sia stato raggiunto.

 

Su un mercato di questo tipo cambiano le dinamiche competitive dei produttori in termini di segmentazione e differenziazione, ma cambiano anche i comportamenti e i processi decisionali di acquisto dei consumatori, condizionati da nuovi bisogni, rinnovati desideri, maggiori conoscenze e un’accresciuta consapevolezza. Il cambiamento porta a scelte più oculate nella selezione di un prodotto per ragioni molto individuali. Tra queste ragioni oggi ci sono anche le minori capacità di spesa e la difficoltà ad allocare i budget necessari a soddisfare i desideri. Non è un caso che in Italia la quota di mercato raggiunta dagli smartphone Lumia sia diventata così importante.

Il fatto che si stia fermando anche il mercato tablet dipende sicuramente dalle tasche sempre più vuote dei consumatori ma anche dal venire meno della novità. All’arrivo dell’iPad è stata facile per molti abbandonare il personal computer e adattarsi ad un nuovo dispositivo simile ma con in più una interfaccia tattile emozionalmente coinvolgente e migliorativa rispetto a quella del personal computer. Oggi questa novità è diventata uno standard. Non è un caso che Microsoft abbia introdotto l’interfaccia tattile anche su piattaforma PC.

A rimanere sugli scaffali nel 2014 rischiano di essere sicuramente i PC tradizionali. Il personal computer nella sua declinazione mobile ha raggiunto il picco massimo di vendite prima che arrivasse l’iPad e da allora ha iniziato un declino inarrestabile e difficilmente intrerrompibile. Il mercato non cresce più e qualora lo facesse lo farebbe grazie a dispositivi ibridi e convertibili o all-in-one sempre più simili ad un tablet che a un PC tradizionale. Il calo potrebbe essere rallentato da prezzi sempre più competitivi e tali da permettere a molti consumatori l’aggiornamento tecnologico di cui hanno bisogno e che avevano rinviato all’arrivo del tablet. Il calo è comunque legato alla versione mobile del personal computer. La versione desktop continuerà ad avere uno spazio importante legato ad utenti con bisogni di elaborazione e prestazioni elevati per gestire i loro fogli elettronici, le loro applicazioni CAD e altri strumenti professionali.

Un prodotto tecnologico destinato a diventare sempre più irrilevante sarà invece l’iPod, ormai integrato all’interno delle funzionalità di uno smartphone o tablet. Integrazione e convergenza è il trend del momento e l’elemento che determinerà più di altri la ripresa o la stagnazione del mercato tecnologico.

Il calo nelle disponibilità economiche dei consumatori sta facendo maturare una nuova consapevolezza. PC, laptop o desktop, ma anche smartphone e tablet sono dispositivi in grado di soddisfare molti più bisogni di quelli realmente esistenti e soprattutto di durare molto a lungo, rinviando nel tempo la necessità di un aggiornamento tecnologico a breve. Basti pensare a quanti desktop ancora resistono nelle camerette dei ragazzi o negli spazi di lavoro casalinghi degli adulti, a quanti laptop giacciano chisi e coperti di polvere in qualche armadio o scrivania, a quanti tablet di prima generazione continuino a soddisfare i bisogni di utenti dediti al gioco e al divertimento mobile.

 

 

Dal punto di vista dei produttori questo contesto di mercato suggerisce nuovi scenari e obbliga a nuove strategie. Differenziare l’offerta e riposizionarla segmentando diversamente il mercato no sarà sufficiente.  C’è bisogno di una correzione di tiro e di marcia. Bisogna fare attenzione alla stagionalità delle vendite (il picco di tablet venduti sotto natale è eccezionale se confrontato con le vendite del trimestre precedente) e al ciclo di vita dei prodotti.

La differenza verrà fatta dalla capacità di innovare e di introdurre sul mercato prodotti talmente attrattivi da orientare le capacità di spesa dei consumatori e condizionarne i loro processi decisionali all’acquisto.

La ripartenza avverrà però solamente quando la crisi attuale sarà superata e quando i milioni di persone che non dispongono ancora di un tablet potranno acquistarlo o quelli  che posseggono già sia l’uno che l’altro decideranno di sostituirli con nuovi modelli, più performanti, più costosi e più capaci di soddisfare nuovi bisogni.

Nel frattempo il panorama è desolante, fatto da tante tasche vuote e molti scaffali che rischiano di rimanere molto pieni!

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