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Accusa di frode fiscale di oltre un miliardo per Apple Italia

Accusa di frode fiscale di oltre un miliardo per Apple Italia

13 Novembre 2013 Redazione SoloTablet
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Pe Apple Itlaia è stata ipotizzata la truffa fiscale per aver nascosto al Fisco un imponibile di oltre un miliardo in soli due anni.

Apple fa notizia anche per motiovi diversi dai successi dei suoi prodotti. In questo caso ad essere finita sulle pagine della cronaca è la sussidiaria italiana della Mela. La procura di Milano ha aperto contro di essa una indagine penale che ipotizza il reato di dichiarazione dei redditi fraudolenta. La frode è al momento contestata a due manager dell'azienda, in concorso tra loro e con l’aggravante della continuazione nel tempo. Il nome dei due dirigenti, in attesa di ulteriori accertamenti, è al momento ancora riservato.

Secondo i primi accertamenti e alle indiscrezioni raccolte dai media, gli importi sottratti al fisco italiano sarebbero molto rilevanti. Se le ipotesi investigative trovassero conferma, Apple Italia avrebbe sottostimato di 206 milioni di euro circa l'imponibile fiscale del 2010 di oltre 853 milioni quello del periodo d’imposta 2011, sulla base di una falsa rappresentazione delle scritture contabili e avvalendosi di mezzi fraudolenti tesi a ostacolare l’accertamento. In pratica, nei due anni contestati finora, Apple avrebbe nascosto al Fisco un miliardo e 60 milioni di euro di quelli che in gergo tributario si chiamano gli “elementi attivi” che concorrono al formazione dell'imponibile.

In pratica i profitti realizzati in Italia da Apple venivano contabilizzati dalla società Apple Sales International di diritto irlandese ,utilizzando modalità  molto diffuso anche in altre multinazionali dell’hi-tech e di internet grazie al quale questi gruppi riescono a pagare tasse risibili sui loro enormi profitti, approfittando di una serie di norme nella legislazione irlandese che, di recente, sono state messe sotto osservazione dall'Unione europea.

La procura di Milano, dopo una perquisizione nella sede milanese della Apple,  ha per il momento ordinato il sequestro di un corposo lotto di materiale informatico e telefonico, al fine di trovare le prove della frode una volta che il materiale sarà analizzato.

La notizia di questa nuova indagine fa seguito ad altre simili in giro per l'Europa che evidenziano come stia crescendo la pressione, anche in Italia, verso queste architetture societarie transnazionali che permettono alle multinazionali - e quelle della tecnologia sono nell’occhio del ciclone - di affrancarsi dal grosso della tassazione sui proventi dell’attività.

Alcuni Paesi hanno ipotizzato quella che viene chiamata “Google Tax”, di cui qualcuno discute anche in Italia in vista della prossima legge di Stabilità. Ma la quadra andrebbe cercata soprattutto in sede Ocse, dove la questione viaggia invece a rilento. Tutto il contrario della velocità con cui sfuggono al Fisco gli utili di Apple, Google, eBay e di molti altri giganti del web.

*Fonte: gornale la Repubblica

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