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Aziende data-driven e “dream team”

Aziende data-driven e “dream team”

18 Novembre 2017 Gian Carlo Lanzetti
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Gian Carlo Lanzetti
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Si è concluso il ciclo 2017 di Innovators Circle, una serie di incontri esclusivi promossi da SAP e Intel in collaborazione con IDC che hanno riunito CIO, CDO e Innovation manager delle più importanti aziende italiane in un confronto a 360 gradi sui temi della trasformazione digitale.

Coordinati da Fabio Rizzotto, head of local research and consulting di IDC Italia, gli appuntamenti hanno costituito un’occasione unica per condividere esperienze e best practice, per fare il punto sulle lezioni apprese nella prima ondata della digital transformation (DX) e per prepararsi ad affrontare il 2018.

A portare la loro esperienza all’interno dei tavoli di discussione sono intervenuti in qualità di speaker manager di aziende quali Prysmian Group, Università Cattolica del Sacro Cuore, TIM Sparkle, TSG 1899 Hoffenheim e SIAG - Informatica Alto Adige.

Come hanno testimoniato nel corso dei loro interventi i manager invitati, la principale sfida della trasformazione digitale è far sì che tutto ciò che avviene nella vita reale si possa tradurre in logica real-time nei processi aziendali. Ma perché ciò accada, sopra all’architettura tecnologica necessariamente rinnovata deve collocarsi come imprescindibile il coinvolgimento dell’intera organizzazione. Insomma, è necessario portarsi dietro tutte le persone, dall’amministratore delegato ai dipendenti.

In definitiva le  imprese che stanno portando avanti con successo la trasformazione digitale hanno tipicamente adottato una strategia end-to-end con obiettivi chiari e definiti, che partendo dall’alto, quindi dalla leadership, abbraccia l’intera organizzazione toccando aspetti fondamentali come la coltivazione dei talenti digitali e la valorizzazione dei dati per creare nuovi modelli di business e rendere più veloci e flessibili i processi aziendali. La DX, in altri termini, è una sfida culturale e organizzativa, abilitata dalla tecnologia. Soprattutto, la digital transformation succede comunque, accade indipendentemente dalla volontà delle aziende, perciò è un cambiamento che va necessariamente fatto per sopravvivere nei nuovi mercati.

Questi aspetti fondamentali sono emersi anche nella web survey di IDC condotta ad hoc per questo ciclo di incontri. Secondo più di 70 rispondenti italiani, quattro sono gli odierni imperativi strategici della digital transformation:

  1. Il data management come asset strategico
  2. DX progressiva versus DX “disruptive”
  3. Nuovi ecosistemi
  4. Digital leadership coordinata

Appare infatti evidente che la trasformazione dei processi esistenti e la creazione di nuovi dipendano dall’effettiva capacità aziendale di gestire, analizzare e valorizzare i dati. Tutto ciò può avvenire mettendo il dato al centro dei modelli aziendali e rinnovando l’architettura IT, ovvero investendo su piattaforme unificate data-driven e puntando su nuove competenze digitali come la real-time data analytics.

Il secondo punto sottolinea come tra le aziende italiane emerga la necessità di bilanciare un cambiamento che sia da una parte progressivo – a livello sia organizzativo sia IT – ma che dall’altra possa anche accogliere accelerazioni e innovazioni “disruptive”.

Il percorso d’innovazione avviato con il digitale, coinvolgendo tutti i ruoli aziendali, apre inoltre a nuove forme di collaborazione e integrazione. La cooperazione tra imprese, vendor e laboratori d’innovazione, e tra i diversi ruoli aziendali (in una sorta di “dream team” interno) – precisa una nota di IDC - è indispensabile per gestire la natura complessa della trasformazione digitale. Anzi, alcune aziende hanno già compreso che i benefici di questa cooperazione possono essere amplificati creando ecosistemi che combinino nuovi modelli di business, tecnologie digitali, informazioni e stakeholder.

“Dal tenore dei messaggi e dei punti di vista forniti dalle aziende italiane nel corso del 2017, stiamo vedendo via via maturare un linguaggio più strategico e la consapevolezza della portata della trasformazione, dove alla complessità si accosta la volontà di interrogarsi su nuove direzioni del business model aziendale”, riassume Rizzotto.

 

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