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ELIOT: casa mobile e connessa

ELIOT: casa mobile e connessa

06 Ottobre 2015 Gian Carlo Lanzetti
SoloTablet
Gian Carlo Lanzetti
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BTicino ha messo a punto una strategia, ELIOT, per l’Internet of Things e gli oggetti connessi molto ambizioza, convinta che ci sia un notevole spazio di crescita, ciò che presume una maggiore integrazione tra i suoi attuali prodotti e il mondo della mobilità cellulare, segnatamente smartphone e tablet.

BTicino (719 milioni di euro di faturato, di cui il 36% export, diesi siti prodttivi, quasi 2800 addetti, di cui 250 impegnati nella Ricerca & Sviluppo) è la capofila del Gruppo Legrand in Italia e specialista delle infrastrutture elettriche e digitali dell’edificio. Legrand ha grandi dimensioni: 4,5 miliardi di fatturato, 36mila addetti e una spesa di R&S di circa 220 milioni; è in gruppo in forte crescita anche perché mediamente realizza una media di 4-5 acquisiizoni l’anno. BTicino non è digiuna di IoT: realizza insieme a Legrand già una parte del suo fatturato in questo settore: oltre 200 milioni di euro. Con la nuova strategia mira ad accelerare questo sviluppo, conscia degli entusiami fors’anche eccessivi che accompagnano questa sfida: McKinsey non a caso avanza una forchetta  per il mercato mondiale dell’IoT al 2025 che varia da 3900 a 1000 miliardi di dollari, di cui 200-350 miliardi riferiti all’automazione e sicurezza della casa, uno dei nove segmenti di questo business e quello di interesse di Legrand-BTicino.

“L’Internet of Things - commenta Franco Villani, Amministratore Delegato di BTicino -  sta conquistando praticamente tutti gli aspetti della vita delle persone: dalla salute, ai trasporti, al commercio, al tempo libero e soprattutto la casa e gli edifici per i quali si apre una nuova era. Per noi rappresenta quindi un’opportunità per portare maggiore valore ai clienti, sia privati che professionali. La capacità di comunicare deve aumentare il valore d’uso, garantendo un vero plus a lungo termine”,

Convinta che l’Internet of Things s’imporrà come standard, BTicino, come si diceva ed è stato illustrato durante una affollata conferenza stampa,  punta oggi ad accelerare lo sviluppo dell’offerta di prodotti connessi lanciando il programma ELIOT, nome nato dalla fusione delle parole ELectricity e dell’acronimo IOT di Internet Of Things.

Il nuovo marchio andrà quindi ad indicare tutti i prodotti BTicino che rientrano nella famiglia degli oggetti connessi o che possono essere connessi.

Tra i prodotti BTicino ELIOT vi sono ad esempio:

  • -       Videocitofono Classe 300 con cui è possibile interagire, anche via smartphone e tablet, con chi suona al portone, scoprendo in tempo reale chi ci ha cercato.
  • Salvavita Stop & Go che informa a distanza l’utilizzatore di eventuali scatti intempestivi del Salvavita, permettendo la verifica del corretto ripristino del dispositivo e segnalando se sia invece necessario l’intervento di un tecnico qualificato.
  • Cronotermostato Connesso che consente la gestione dell’impianto termico tramite app, semplificando la programmazione delle accensioni e degli spegnimenti.
  • Telecamere con sensore che possono segnalare e visualizzare a distanza la presenza di un intruso, consentendo all’utilizzatore di discriminare tra un allarme vero e uno falso
  • Gestione d’illuminazione, tapparelle avvolgibili, tende e veneziane tramite il gateway del sistema wireless BTicino che rende “intelligenti” anche le case esistenti ed è quindi ideale per ristrutturazioni senza interventi sulle opere murarie.
  • Visualizzazione dei consumi energetici, composta da un insieme di sensori e prese intelligenti, che permette di misurare il consumo energetico, di seguirne l’evoluzione e di ideare scenari di risparmio, in locale e da remoto.
  • Sistema multi-room di componenti audio hi-fi standard NuVo, che permette di gestire la musica all’interno della casa attraverso una app, attingendola sia dalle librerie salvate su dispositivi mobili o fissi, sia dai servizi streaming come Spotify o Deezer.

 

 

Le soluzioni basate su Internet of Things, come noto, devono essere in grado di comunicare tra loro, per questa ragione è importante riuscire a parlare un linguaggio comune. BTicino e il Gruppo Legrand sono attive all’interno delle alleanze internazionali quali AllSeen Alliance (punta a definire standard di comunicazione ed interoperabilità) e ZigBee Alliance, standard di comunicazione senza fili dell’edificio. Inoltre nell'ambito di ELIOT, il Gruppo intensifica le partnership con start-up di punta dell’innovazione con l’obiettivo è potere arricchire le applicazioni quali la gestione dell’energia, del clima, o l’assistenza all’autonomia.

“Gli oggetti connessi forniscono un valore aggiunto all’utilizzatore proponendo servizi complementari, automatizzando i processi, riducendo i tempi di risposta, rilevando uno stato e modulando eventuali decisioni”, puntualizza Davide Colombo, Responsabile Marketing Domotica e Terziario di BTicino. “I prodotti connessi semplificano la vita ad esempio tramite la manutenzione preventiva, i comandi a distanza e i sistemi di protezione per gli edifici. Gli oggetti connessi si imporranno soltanto se garantiranno un vantaggio duraturo, profondo e affidabile all’utilizzatore”.

Insomma per gli utenti si profila una rivoluzione radicale nelle abitudni d’suo degli edifici, se aziende com BTicino sapranno, oltre che fare industria, anche motivare e educare i cittadini all’utilizzo delle nuove tecnologie e quindi degli oggetti connessi (praticamente tutti i prodotti realizzati da BTicino sono connettibili) e se i costinon lievitano troppo. Perché ciò avvenga è però necessario creare una infrastruttura per l’IoT ed è questa la versa sfida che attende l’azienda varesina e la casa madre francese. Mezzi e risorse, anche economiche, non mancano ma ci vuole impegno perché quello dell’IoT è tuttora un capitolo della storia elettonica e informatica che presenta ancora molto punti oscuri, donde la ampia forchetta per i potenziali di mercato prima citata. Indubbiamente un leader nella domotica parte avvantaggiato e il programma ELIOT ha due asset importanti nella capillarità dei partner e nella professionalità della rete di vendita e consulenza. Inoltre, come ha sottolinetato il vertice della società, “E’ nel nostro Dna fare cose nuove e innovative”. Insomma le premesse per per dare all’IoT una valenza industriale, almeno sul versante degli edifici vecchi e nuovi, ci sono se solo si pensa alla quantità di oggetti connettibili presenti nelle case e alla sempre maggiore versatilità di smartphone e tablet.

Gian Carlo Lanzetti

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