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Il 15° Forum IT promuove il cloud computing

Il 15° Forum IT promuove il cloud computing

30 Maggio 2014 Redazione SoloTablet
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La domanda di prodotti, siano essi hardware o software, langue sotto l’aspetto economico ma la tecnologia continua a macinare primati nel mercato dell’IT. Due delle direzioni più battute sono quelle del cloud e della mobility. Se una conferma era necessaria questa è arrivata dalle società che hanno partecipato alla 15a edizione di Forum IT, l’incontro annuale tra stampa e aziende organizzato da Grandangolo Communications per analizzare tendenze e prospettive che quest’anno si è svolto nella campagna del Mugello in Toscana.

Un articolo di Gian Carlo Lanzetti

 

Il cloud è stato il grande protagonista della 15a edizione di Forum IT un meeting, vivacizzato dalla presenza di nove player dell’IT, tra vendor, system integrator e distributori. Nel 2013 il mercato dei servizi cloud ha raggiunto in Italia i 789 milioni di euro, con una crescita del 17% sull’anno precedente.

Convinta sostenitrice del cloud è Panda Security, una azienda che si occupa di sicurezza a privati e nicchie delle Pmi, che lo sta offrendo con successo da cinque anni (si ritiene la prima security company ad avere imboccato questa strada). Offre oggi un servizio che va oltre il puro antivirus per monitorare tutto il sistema IT, inclusa la parte mobile: non tanto e non solo i device bensì le informazioni. Un servizio completo erogato tramite un'unica piattaforma. Le soluzioni si chiamano Panda Cloud Fusione per le aziende e Panda Mobile Security per i privati.

“La tecnologia viaggia parallela alla consapevolezza e alla conoscenza. Se un cliente non è consapevole di tutti i vantaggi che una soluzione può garantire, non avrà mai la necessaria fiducia per decidere di procedere con l’acquisto e di utilizzarla all’interno della propria azienda,” spiega Domenico Fusco, Direttore Vendite di Panda Security Italia. “Per noi è importante seguire i clienti e quelli potenziali, insieme ai nostri partner di canale, per spiegare il funzionamento delle nostre soluzioni e i reali benefici che potrebbero derivarne con l’implementazione, sia in termini di efficacia nella protezione che di contenimento di costi e risorse”. Il cloud computing e l’ICT-As-a-Service, aggiunge, rappresentano una potenziale risposta per consentire alle aziende di innovare la propria infrastruttura e risollevare l’andamento delle attività. “Per quanto riguarda il nostro business, in questi mesi stiamo assistendo a un modesto incremento di interesse verso le tecnologie cloud da parte anche della Pubblica Amministrazione, soprattutto locale, con la quale stiamo avviando significative implementazioni di sicurezza, insieme ai nostri partner”.

 

 

Al cloud è interessata anche Zycko, un distributore di prodotti piuttosto di nicchia. Nella strategia di questa azienda, che ha tra i vendor distribuiti Brocade e Riverbed, il cloud nasce proprio per offrire soluzioni personalizzate, secondo le specifiche necessità di ogni azienda, prevedendo scalabilità on-demand senza quelle complesse implementazioni fisiche che risultano essere una barriera d’ingresso per l’adozione delle tecnologie. Tutte le soluzioni offerte rispondono a questa logica. “Supportiamo la promozione e l’adozione delle più recenti tecnologie cloud-based offerte dai vari vendor – afferma Piera Loche, Managing Director di Zycko Italia - ultima, in ordine di annuncio, è quella di LifeSize (vedere oltre) nell’ambito della video conferenza che, sicuramente, rivoluzionerà il settore. Inoltre, stiamo rilasciando il nostro Cloud Portal, un portale online aperto a tutti i clienti con un alto livello di automatizzazione che offre un sistema flessibile e immediato per l’erogazione e la gestione delle licenze necessarie ai reseller. Sarà così possibile attivare e disattivare licenze Riverbed SteelApp, per esempio, su base mensile, secondo le necessità operative che, soprattutto in ambito web, sappiamo essere soggette a criticità temporali.”. In altri termini il servizio offerto da Zycko gestisce la parte amministrativa del cloud. Libero è tra gli utilizzatori in questa modalità della app di cui sopra.

“Il cloud è ormai un argomento di dibattito consolidato nelle aziende, che riconoscono il fenomeno e la sua importanza, ma fanno fatica a coglierne pienamente le reali opportunità e a contestualizzarle, osserva Cesare Badoni, Presidente e Founder di CDH. In base alla nostra esperienza come system integrator attivo sul mercato da oltre 25 anni con specializzazione su cloud, data center, networking, storage e sicurezza, abbiamo riscontrato, infatti, una certa cautela nella sua completa adozione, nonostante ormai se ne riconoscano i benefici. Per quanto riguarda la sicurezza, invece, la gran parte degli investimenti è focalizzata sulla replica dei backup per ottenere maggior resilienza. Il panorama delle imprese italiane è piuttosto frammentato, con società più strutturate che stanno lavorando ad ulteriori consolidamenti a livello di Gruppo, spesso con outsourcer internazionali, o con insourcing, mettendo a fattor comune le risorse. Nelle Pmi, invece, inizia a delinearsi l’idea del BPaaS (Business Process as a Service), anche se siamo ancora in fase esplorativa.

Contemporaneamente, le imprese si trovano ad affrontare le nuove sfide legate all’Internet of Things, mobility e smart cities, tendenze che costringono ad adottare, in breve tempo, nuovi modelli di business in grado di creare maggiore efficienza e semplificare il workflow.”. Il system integrator torinese, che dispone da un paio d’anni ormai di un proprio data center (ospitato in un sito di Telecom Italia) punta in particolare sull’hybrid cloud in quanto questa formula consente sia di rinnovare le tecnologie obsolete on premise sia di integrare risorse cloud per costruire un modello di business efficiente.

Il cloud, sostiene Paolo Lossa, Regional Manager Italia e Iberia di Brocade, va pensato non solo in una logica di riduzione dei costi ma anche come strumento per generare maggiori opportunità di business, per se e i propri partner. Ancora il mercato è flat ma dal nostro punto di vista riteniamo sia stato raggiunto il fondo da cui è solo possibile risalire, grazie soprattutto alle tecnologie connesse al cloud computing, oltre che al software networking, ovvero il Software-Defined Networking”.

Nella visione di Brocade le reti attuali si stanno rivelando inefficienti, difficili da scalare, impegnative a livello di costo e risorse e incapaci di supportare operazioni flessibili. In molti casi, infatti, tutta l'intelligence di networking è distribuita su switch e router fisici che utilizzano protocolli standardizzati. La configurazione dei dispositivi di rete, poi, viene eseguita su ogni switch in modo indipendente e questo rende l'architettura di rete estremamente complessa. L’SDN sta pertanto diventando un tema sempre più centrale e Brocade è attenta alla formazione su partner e clienti per illustrare tutti gli aspetti tecnologici e i benefici che l’infrastruttura potrebbe ottenere. I modelli legacy e le architetture di rete tradizionali non sono in grado di garantire l’agilità e la flessibilità per supportare i carichi di lavoro virtualizzati on-demand. Di conseguenza, quando il business effettua la migrazione verso il computing virtuale, è necessaria anche l’evoluzione della rete. I fabric di rete sono gli abilitatori chiave dell’evoluzione verso la virtualizzazione e il cloud.

 

 

LifeSize è una azienda specializzata in videocomunicazione, un business che non ha risentito delle turbolenze in misura rilevante grazie al fatto di offrire un Roi immediato o comunque di breve periodo. Anche questa azienda ha fatto del cloud il suo cavallo di battaglia, come sottolinea Enrico Leopardi, Regional Director Southern Emea. “Abbiamo infatti appena annunciato la nostra soluzione cloud, disponibile in modalità software-as-a-service, il primo e unico servizio che assicura una connected-experience a chiunque utilizzi smartphone, tablet, computer portatili e soprattutto che si integra con le sale conferenze, a prescindere dal sistema operativo utilizzato.

È certamente una miscela perfetta di software, hardware e servizi”. LifeSize Cloud è un nuovo servizio di collaborazione video che mette in comunicazione dipendenti, partner e clienti, evitando ogni problema di connettività, poiché tutto viene gestito dal data center dell’azienda. È sufficiente collegarsi alla rete e accedere con le proprie credenziali, prevedendo anche un numero illimitato di connessioni agli ospiti. Un click consente di chiamare, controllare chi è in linea, connettersi istantaneamente oppure gestire chiamate pianificate e condividere presentazioni.

“La domanda per la collaborazione video sta aumentando – aggiunge Leopardi – e oggi gli utenti si aspettano di potersi collegare con la stessa semplicità sia dall’ufficio che quando sono dai clienti. LifeSize offre un modo completamente nuovo a un costo competitivo. A differenza di altre soluzioni, comprese le soluzioni tradizionali di video on-premise o i servizi Web, Lifesize Cloud consente la comunicazione naturale all'istante, ed è pensato per offrire soluzioni di video conferenza perfettamente scalabili per aziende di ogni dimensione, senza bisogno di coinvolgimento IT.”

Anche per Blue Coat, azienda focalizzata sulla security, il cloud è una favorevole occasione per ottimizzare l’allocazione del budget, soprattutto in Italia dove i grandi investimenti IT sono venuti quasi del tutto meno. Ma l’osservazione vale per tutto lo scenario della IT security. In questa prospettiva, argomenta Alberto Dossena, Territory Sales Manager di Blue Coat Italy, la sicurezza non dovrebbe essere più considerata un costo, perché è strettamente correlata alla competitività. L’approccio al mondo cloud potrebbe rappresentare una via attraverso cui, a fronte di tagli di spesa, riuscire ad ottenere quanto richiesto dai livelli di sicurezza aziendali.

 

La modalità di fornitura di soluzioni di Cloud Security, infatti, non prevede una richiesta di investimento (CAPEX), né la necessità di ammortizzare il costo magari in 3 o 5 anni. La classica forma è quella di un servizio (OPEX) che quindi, potenzialmente, va ad incidere solo ed esclusivamente sull’anno fiscale di riferimento, non richiedendo grande visibilità futura sull’andamento del budget IT. In base alla nostra esperienza, abbiamo rilevato che uno dei fattori più importanti per le aziende Enterprise è quello di adottare soluzioni in grado di adattarsi il più possibile al loro business. Questo aspetto assume ancora più importanza con l’utilizzo di canali di comunicazione sempre più aperti, che quindi estendono il network aziendale, e l’adozione di strumenti connessi a Internet in differenti modalità”.

Della ottimizzazione delle infrastrutture IT, e del ruolo svolto al suo interno sia dal cloud che dalla mobility, diamo atto in una intervista ad Albert Zammar Country Manager di Riverbed (http://www.solotablet.it/tablet-italia/interviste/i-protagonsiti-dell2019ict-riverbed). Prima di concludere due parole su altri due attori del Forum IT 2015: PMC International Service e PMC Security Service. Per quest’ultima, lo sostiene Alessandro Armenia, Amministratore Delegato, il cloud ha portato a ripensare e quindi e ridefinire la user experience, rendendola più rapida e mobile. PMC Security Lab si è specializzata nel fornire soluzioni, in collaborazione con Barracuda Networks, a basso impatto sul budget e con un rapporto costo/beneficio sostenibile. Anche per PMC International Service – system integrator che ha in IBM, VMware e Microsoft i principali vendor di riferimento - l'integrazione tra sistemi, piattaforme e infrastrutture abbinata a una costante e crescente offerta legata al cloud, sono argomenti di grande interesse per le aziende. Il nodo è proporsi con l’expertise in grado di definire le giuste strategie per ottenere il raggiungimento degli obiettivi nei tempi, nei modi, e con i costi attesi. “Ecco il motivo per cui, puntualizza Mario Paladini, Amministratore Delegato della società, la nostra mission è quella di affiancare il cliente nelle scelte in materia di "spesa" IT, offrendo un supporto consulenziale che possa salvaguardare nel tempo gli investimenti fatti e condividendo il monitoraggio del ROI con il CFO dell'azienda. Per garantire una doverosa assenza di sprechi, ogni progetto parte infatti da una profonda attività di analisi e dalla redazione di un dettagliato capitolato di spesa”.

 

 

Da ultimo alcuni riferimenti al mercato quali emersi da rilevazioni compiute da Sirmi, società di consulenza e di analisi pure essa presente all’evento toscano. In primo luogo, e si tratta per la verità di un messaggio nuovo, se in Italia il mercato dell’ICT decresce (4,6% nel 2013 secondo stime di Assinform)  un motivo è da individuare nella centralizzazione degli acquisti presso le case madri delle filali italiane, con un impatto del 2-3% sul tasso di crescita del mercato. Come dire che il gap applicativo con l’estero è un po’ meno ampio di quanto in forma mirabolante viene spesso descritto.  Secondo aspetto è la frammentazione della distribuzione: circa il 70% dei i 6-6,5 miliardi di euro gestiti dalla distribuzione fa capo ai primi quattro. Come dire che per gli oltre 200 distributori e i circa 18mila vendor “qualificati” di prodotti ICT sono da prevedersi operazioni di accorpamento. Ancora: il disimpegno di Microsoft da XP non pare possa generare impulsi positivi sul mercato per la migrazione a Windows 7 o 8. Si preferisce ottimizzare la base installata, ricorrendo alla messa in sicurezza del sistema operativo esistente per gli alti costi connessi all’aggiornamento del software applicativo supportato da XP. Infine Sirmi stima che nel 2013 il mercato dei servizi cloud abbia raggiunto in Italia i 789 milioni di euro, con una crescita del 17% sull’anno precedente. Il peso del cloud pubblico e ibrido è risultato del 60%:

Gian Carlo Lanzetti

 

 

 

 

 

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