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Il software usato conviene?

Il software usato conviene?

23 Novembre 2015 Gian Carlo Lanzetti
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Gian Carlo Lanzetti
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Pare che il mercato del software usato in Italia stia vivendo oggi una fase di rinascita, grazie alla diffusione anche nel nostro Paese delle normative europee che regolano queste transazioni da parte dei possessori di licenze usate o dei potenziali acquirenti. Ma si è appena agli inizi. Occorre una migliore conoscenza della governance giuridica per un eventuale decollo.

Fino ad oggi, infatti, la difficoltà principale era rappresentata dalla legalità dell’operazione, ma a seguito della sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea che si è espressa sul tema della protezione del software, dichiarando legittima la compravendita di licenze d’uso già possedute da soggetti terzi rispetto al produttore, il mercato si è aperto a nuovi sviluppi.

Per Alessandro Colasanti, Responsabile Divisione SAM di SoftwareONE e Gabriele Faggioli, legale e Adjunct Professor, MIP-Politecnico di Milano le previsioni sono ottimistiche e indicano che questo mercato guiderà nei prossimi anni una vera e propria trasformazione del mondo del software proprietario, consentendo alle aziende di estrarre valore dalle immobilizzazioni software e, al contempo, risparmiare sull'acquisto delle licenze.

Certo siamo ancora agli albori, e la situazione appare estremamente frammentata. Secondo una ricerca promossa dall’Aused in collaborazione con l’Osservatorio Digital Innovation della School of Management del Politecnico di Milano, su un campione di oltre 300 imprese nel nostro Paese, solo l’1% delle aziende ha acquistato software usato e un modesto 3% ha preso in considerazione questo mercato.  La percentuale delle aziende che non hanno mai valutato la possibilità di vendere il software usato è ancora maggiore e raggiunge quasi all’80%.

I risparmi sono il principale stimolo ad acquistare pacchetti usati. Ma occorre una migliore conoscenza dei meccanismi regolatori per un eventuale decollo. Oltre il 66% degli intervistati nella ricerca sopra citata, ad esempio, dice di non aver ancora valutato la possibilità di avvalersi di tale opportunità in quanto scoraggiata dalla scarsa chiarezza degli aspetti giuridici e dal timore di ritorsioni da parte dei vendor software.

Converrà acquistare l’usato, acquistare il nuovo per avere un supporto a lungo termine, oppure scegliere nuove modalità nel cloud che implicano spesso il noleggio invece che la proprietà?

Per i due esperti prima citati, in verità, per le aziende decidere quale sia la strada migliore non è sempre facile. Non si tratta, infatti, solo di fare la scelta più economica del momento ma anche di non incorrere nel rischio di penalizzare la propria infrastruttura a lungo termine, a discapito dell’innovazione e quindi anche della possibilità di affrontare le sfide che il mercato presenterà loro negli anni a venire.

A fronte di tale complessità, però, aggiungono gli stessi,  emerge un messaggio chiaro: è necessario avvalersi di una figura di intermediazione, un professionista esperto nel mondo del software, che comprenda a fondo tutte le dinamiche del licensing, dagli aspetti legali, alle politiche dei vendor, e che sappia promuovere una gestione completa dell’interno ciclo di vita delle licenze.

In fin della fiera il software non è semplicemente un bene che si acquista, usato o non, ma è un asset fondamentale dell’infrastruttura IT, che deve essere gestito, sottoscritto e rinnovato.

 

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