PSD2 al via

12 Gennaio 2018 Gian Carlo Lanzetti
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Gian Carlo Lanzetti
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Come le banche italiane si stanno uniformando alla nuova direttiva sui pagamenti elettronici.

Secondo il nuovo studio “PSD2: a strategic game-changer with a long-term impact”, diffuso oggi da CA Technologies e curato da Finextra (su oltre 200 operatori di 89 banche in 14 Paesi in Europa) solo il 50% delle banche italiane ritiene di riuscire a ottemperare ai requisiti minimi della PSD2 (Payment Services Directive 2) entro i tempi previsti.

Nonostante un’apparente mancanza di preparazione, il 96% delle banche italiane che hanno partecipato allo studio – 10% in più rispetto alla media europea – dichiara di essere molto/abbastanza d’accordo sul fatto che la PSD2 costituisca un’opportunità per innovare, differenziarsi e creare nuovi prodotti e servizi. Circa l’86% sarebbe anche abbastanza/molto orientato a individuare nella clientela il punto di partenza di tale cambiamento.

Le disposizioni contenute nella direttiva dell’Unione Europea sui pagamenti elettronici forniscono un impianto normativo per i pagamenti digitali effettuati in ambito europeo allo scopo di stimolare l’innovazione e la trasparenza in tutto il mercato europeo dei pagamenti, rafforzando anche la sicurezza dei pagamenti su Internet e l’accesso ai conti bancari. La scadenza per il recepimento della PSD2 da parte dei governi nazionali è stata fissata al 13 gennaio 2018.

“Anche se molte banche italiane hanno in progetto di limitarsi in prima istanza a soddisfare i requisiti minimi della direttiva, esse partono dal presupposto che, nel lungo periodo, tale normativa sarà foriera di nuove aperture e innovazioni nell’attività bancaria,” ha dichiarato Fabrizio Tittarelli, CTO di CA Technologies Italia. “Per sfruttare questa opportunità, le banche italiane devono adottare un’ottica strategica al fine di svecchiare le proprie architetture applicative, stringere nuove partnership collaborative, accelerare l’open banking e introdurre innovazioni più snelle nei pagamenti digitali – a prescindere dallo stadio di maturità in cui versano dal punto di vista della PSD2”.


La PSD2 come volano per l’innovazione

La ricerca mostra come le banche italiane stiano trattando la PSD2 come fattore strategico per il cambiamento a lungo termine. Solo il 21% degli istituti del nostro Paese è pienamente convinto che la PSD2 sia principalmente un obbligo normativo, mentre il 68% ritiene che la piena osservanza di questa direttiva andrebbe a centrare un obiettivo strategico. Questa tendenza è confermata dal fatto che il 92% dei soggetti intervistati ha dichiarato che nel proprio istituto la funzione aziendale addetta alla ‘Digital Transformation’ è responsabile o comunque coinvolta nell’attuazione della PSD2, a riprova della natura trasformativa del cambiamento rappresentato dalla PSD2 e della presa d’atto da parte delle banche che l’innovazione nel settore dei pagamenti è parte integrante della strategia digitale.

In Italia le banche stanno anche adottando l’approccio sperimentale chiamato ‘fail fast’ – essenziale per l’innovazione. Secondo i risultati dello studio, il 36% delle organizzazioni italiane, contro il 17% della Germania e il 30% della Francia, avrebbe già implementato uno o più servizi ispirati alla PSD2 e circa il 14% avrebbe optato per una metodologia Agile nel lavoro preparatorio alla nuova direttiva. Questa impostazione permette alle banche italiane di rilanciare l’innovazione, creare nuovi servizi customer-facing e adattarsi gradualmente al consolidamento delle norme, sviluppando in tal modo la capacità di erogare rapidamente nuovi servizi bancari sotto forma di ‘software factory’ ripetibile.

 

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