Segnalazioni dal mercato /

Quali sono i prodotti di largo consumo più difficili da differenziare?

Quali sono i prodotti di largo consumo più difficili da differenziare?

20 Marzo 2016 Redazione SoloTablet
SoloTablet
Redazione SoloTablet
share
Junker ha festeggiato a Fa’ la Cosa Giusta il primo anniversario pubblicando i risultati di un anno di interrogazioni sul suo database da parte degli italiani in crisi nel differenziare i prodotti di uso quotidiano.E i risultati sono sorprendenti.

Ma cosa è Junker? Nata a marzo 2015 per facilitare la vita a cittadini e Comuni, Junker è una APP che riconosce con un solo clic quello che stiamo gettando e, geolocalizzandoci, ci dice come fare secondo la normativa del luogo in cui siamo.

Scansionando il codice a barre del prodotto o dell’imballaggio, Junker lo riconosce grazie ad un database interno di oltre un milione di prodotti, ne indica la scomposizione nelle materie prime e i bidoni a cui sono destinati. Tanto semplice da essere rivoluzionaria.

Allora quali sono stati i prodotti ricercati più spesso in questi ultimi dodici mesi?

“Sembra che sia la colazione il pasto che mette più in crisi gli italiani rispetto alla differenziata!” scherza Benedetta De Santis, ideatrice della app insieme a Giacomo Farneti, anche lui programmatore. “Infatti in testa alla classifica dei 5 prodotti più scansionati [per sapere da Junker di che materiali sono fatti e in che bidone vanno gettati n.d.r.] ci sono biscotti, latte, caffè, succhi di frutta e …patatine!”.

Perché proprio questi prodotti?

“Perché gli imballaggi caratteristici sono difficili da interpretare. Per esempio l’argentatura interna dei sacchetti delle patatine confonde, ma in realtà è PP5, cioè plastica e quindi riciclabile. Mentre i sacchetti della stragrande maggioranza dei biscotti in commercio è c/pap81, un poliaccoppiato carta-plastica, spesso non idoneo al riciclo. Abbiamo notato poche eccezioni, che i produttori segnalano con orgoglio e a cui noi di Junker stiamo cercando di dare visibilità. Perché chi si sta muovendo a proprie spese verso packaging più ecosostenibili secondo noi va segnalato agli utenti e aiutato in quanto scelta più consapevole”.

E le confezioni del caffè e del latte invece?

CONSIGLIATO PER TE:

A cosa mi serve lo smartwatch?

“Nel caso dei pacchetti del caffè abbiamo un C/LDPE90 che è un altro imballaggio misto, plastica+alluminio, quindi in teoria riciclabile con la plastica, ma è difficile da riconoscere e crea parecchi dubbi su quale sia il bidone giusto in cui gettarlo, che peraltro cambia da Comune a Comune. Junker, geolocalizzando l’utente che richiede l’informazione, sa anche indicare il bidone giusto di volta in volta, per fortuna. Latte e succhi di frutta invece sono Tetra Pak, facile da riconoscere, ma il dubbio viene sul bidone in cui gettarlo: carta o indifferenziata?”

Vi chiedono info di smaltimento per prodotti particolari?

“Sì, certo, capita di tutto, dai lumini da cimitero, ai piccoli elettrodomestici, dai cibi per animali alle boccette di profumo, spesso e volentieri di materiali impossibili da riconoscere. Quelle sono le richieste più difficili. Il design non è sempre sinonimo di sostenibilità.”

Come vi regolate?

“Abbiamo appena stretto un accordo con i Consorzi di Filiera [Corepla, Cial, Rilegno, etc. N.d.R.], ci rivolgiamo a loro per chiedere conferma, in cambio loro sono interessati a monitorare il comportamento degli utenti, i prodotti che li mettono in crisi, le aree di maggior attività etc. Un buono scambio a vantaggio degli utenti alle prese con la differenziata, questa sconosciuta.”

Quali sono i prossimi sviluppi di Junker?

“Continuare a estendere la base delle informazioni che la nostra app, verticalizzata su sostenibilità e riciclo, rilascia agli utenti. Stiamo aggiungendo la geolocalizzazione dei luoghi di ritiro di prodotti come abiti usati, oli esausti, farmaci scaduti, etc in partnership con le organizzazioni o associazioni promotrici. Presto speriamo di poter aggiungere anche tutti i Centri di Raccolta RAEE. Stiamo già dando la possibilità ai cittadini, nei Comuni convenzionati con noi, di segnalare il degrado urbano con un clic [cassonetti danneggiati, rifiuti abbandonati, discariche abusive etc N.d.R.], i calendari di raccolta e le info green. In una parola vogliamo diventare “la app” di riferimento degli italiani”.

L’obiettivo è ambizioso ma se c’è un servizio che ce la può fare è Junker, pluripremiato e già adottato da Comuni e Multiutility importanti come HERA.

In bocca al lupo, quindi, ci vediamo a  Fa’laCosaGiusta …e voi che aspettate a scaricarla, visto che è anche GRATIS?

Per richiedere il report completo, scrivere a: comunicazione@junkerapp.it

Bologna, 17 marzo 2016

comments powered by Disqus

Sei alla ricerca di uno sviluppatore?

Cerca nel nostro database


DidApp

App didattiche per la prevenzione dei disturbi dell'apprendimento

Vai al profilo

Jekolab Srl

JekoLab, un laboratorio creativo Fondata a Torino nel 2011, JEKOLAB è specializzata...

Vai al profilo

XENIALAB

Xenialab sviluppa applicazioni native su Apple iOS (iPhone, iPad, iPod), Google...

Vai al profilo