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Se sei in cerca di lavoro stai attento a Facebook

Se sei in cerca di lavoro stai attento a Facebook

12 Novembre 2015 Gian Carlo Lanzetti
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Gian Carlo Lanzetti
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Una cattiva presenza sui social network può compromettere la ricerca di un lavoro. Adecco prevede che entro il 2017, più di due candidati su tre (71%) verranno individuati attraverso una ricerca Internet.

Dimostrare di saper utilizzare i social network è sempre più richiesto quando ci si presenta per un nuovo lavoro. Ma esagerare nell'utilizzo di Facebook, soprattutto, o di un altro social potrebbe diventare un ostacolo insormontabile nel traguardare una selezione. Il monito emerge dall'annuale ricerca Adecco denominata "Work Trends Study", che in Italia ha coinvolto 2.742 candidati e 143 "reclutatori". In essa si conferma che il settore si è trasferito quasi per intero sulla Rete, visto che "le attività di ricerca di lavoro da parte di candidati e di ricerca di profili professionali da parte dei recruiter si svolgono per la maggior parte sul web, rispettivamente nel 80 per cento e nel 64 per cento dei casi. Per l'attività dei recruiter, rispetto all'indagine precedente, si tratta di un vero balzo in avanti con un incremento del 19% della quota. Adecco prevede che entro il 2017, più di due candidati su tre (71%) verranno individuati attraverso una ricerca Internet”.

E’ quindi naturale che se tutto si muove attorno al web, chi è in cerca di una occupazione andrà a vedere il profilo di una società sulla rete. Ma, allo stesso, modo, le imprese o chi deve selezionare il personale finisce inevitabilmente per costruire un profilo dei candidati che passa anche dai social. I recruiter ammettono nella ricerca di "adoperare i social network per cercare candidati passivi (78,3% delle risposte), verificare i cv ricevuti (75,5%) e la rete del candidato (67,1%), controllare i contenuti pubblicati (57,3%) e la digital reputation (50,3%). In sostanza, la web reputation assume sempre più rilievo: aumenata il numero di recruiter che hanno ammesso "di aver escluso potenziali candidati dalla selezione in seguito alla pubblicazione di contenuti o foto improprie sui profili social", in una percentuale che dal 25,5 per cento della precedente rilevazione è salita all'attuale 35 per cento.

"Non c'è dubbio, in definitiva, che l'attenzione al proprio profilo sui social network sta diventando una fattore importante nell'approccio al mondo del lavoro", sostiene Andrea Malacrida, amministratore delegato di Adecco Italia nel commentare i risultati della ricerca. Anche se tiene a sottolineare come "il ricorso a una analisi della pagina Facebook dei candidati non è l'elemento essenziale in una scelta. Ma di fronte a un candidato di cui non si è del tutto sicuri o che è in concorrenza con altri, potrebbe determinare la scelta finale".

 

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