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Sorveglianza di massa? No grazie!

Sorveglianza di massa? No grazie!

11 Febbraio 2014 Redazione SoloTablet
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Un evento mondiale contro la sorveglianza di massa per condividere i princìpi internazionali in materia di applicazione dei diritti umani alla sorveglianza delle comunicazioni

Con il progredire delle tecnologie che agevolano la sorveglianza delle comunicazioni da parte dello Stato, gli Stati non riescono a garantire che leggi e regolamenti in materia di sorveglianza delle comunicazioni rispettino i diritti umani internazionali e tutelino adeguatamente il diritto alla privacy e alla libertà di espressione.

In questo documento si tenta di spiegare l'applicazione delle leggi internazionali sui diritti umani all'ambiente digitale attuale, soprattutto alla luce dell'aumento e dei cambiamenti delle tecnologie e delle tecniche di sorveglianza delle comunicazioni.

Questi princìpi possono fornire a gruppi della società civile, industria, Stati e altri soggetti un quadro di riferimento per valutare se le leggi e le prassi di sorveglianza attuali o proposte sono compatibili con i diritti umani.

Questi princìpi sono il risultato di una consultazione globale con gruppi della società civile, industria ed esperti internazionali nel campo delle leggi, norme e tecnologie di sorveglianza delle comunicazioni.

[ Se non ti basta il preambolo qui sotto ricopiato, puoi leggere l'intero documento a questo LINK ]

Per partecipare all'evento inernazionale:

 

Preambolo

La privacy è un diritto umano fondamentale ed è indispensabile per il mantenimento di società democratiche. È essenziale per la dignità umana e rafforza altri diritti, come la libertà di espressione e di informazione e la libertà di associazione. Inoltre è riconosciuta dalle leggi internazionali sui diritti umani.[1]Le attività che limitano il diritto alla privacy, inclusa la sorveglianza delle comunicazioni, possono essere giustificate solo qualora siano previste dalla legge, necessarie per raggiungere un obiettivo legittimo e proporzionate allo scopo perseguito.[2]

Prima dell'adozione pubblica di Internet, princìpi giuridici consolidati e ostacoli logistici insiti nel monitoraggio delle comunicazioni hanno stabilito dei limiti alla sorveglianza delle comunicazioni da parte dello Stato. Negli ultimi decenni, tali ostacoli logistici alla sorveglianza sono diminuiti e l'applicazione dei princìpi giuridici in nuovi contesti tecnologici si è fatta poco chiara. Il boom dei contenuti delle comunicazioni digitali e delle informazioni sulle comunicazioni, o "metadati delle comunicazioni" (informazioni sulle comunicazioni di un privato o sul suo utilizzo di dispositivi elettronici), il costo in calo dell'archiviazione e dell'estrazione di grandi insiemi di dati e la disponibilità di contenuti personali attraverso fornitori di servizi di terze parti rendono possibile la sorveglianza dello Stato a un livello senza precedenti[3] Nel frattempo, le concettualizzazioni delle leggi esistenti sui diritti umani non hanno tenuto il passo con le possibilità di sorveglianza moderne e in evoluzione delle comunicazioni da parte dello Stato, la capacità dello Stato di combinare e organizzare le informazioni acquisite con diverse tecniche di sorveglianza o la maggiore riservatezza delle informazioni accessibili.

La frequenza con cui gli Stati tentano di accedere ai contenuti e ai metadati delle comunicazioni sta aumentando drasticamente, senza un adeguato controllo.[4]Quando sono accessibili e vengono analizzati, i metadati delle comunicazioni possono dar modo di creare un profilo della vita di un privato che include condizioni mediche, punti di vista politici e religiosi, associazioni, interazioni e interessi, divulgando una quantità di dati pari o persino superiore a quelli che sarebbero osservabili con un'analisi dei contenuti delle comunicazioni.[5] Nonostante l'ampia possibilità di intromissione nella vita di un privato e l'effetto dannoso sulle associazioni politiche e di altro tipo, gli strumenti legislativi e politici spesso offrono ai metadati delle comunicazioni un livello di protezione inferiore e non mettono in atto limitazioni sufficienti sui possibili utilizzi successivi da parte delle agenzie, incluse le modalità di estrazione, condivisione e archiviazione.

Per adempiere effettivamente ai loro obblighi sui diritti umani internazionali in materia di sorveglianza delle comunicazioni, gli Stati devono rispettare i princìpi enunciati qui di seguito. Questi princìpi si applicano alla sorveglianza da parte di uno Stato dei propri cittadini, condotta nel relativo territorio, nonché alla sorveglianza extraterritoriale di altri soggetti. I princìpi inoltre si applicano a prescindere dal fatto che la sorveglianza riguardi scopi di applicazione della legge, di sicurezza nazionale o qualsiasi altro scopo normativo. Si applicano inoltre sia all'obbligo dello Stato di rispettare e soddisfare i diritti dei privati sia all'obbligo di tutelare i diritti dei privati da abusi attuati da soggetti non statali, incluse le imprese.[6]Il settore privato ha pari responsabilità per quanto riguarda il rispetto dei diritti umani, soprattutto se si considera il ruolo fondamentale che svolge nella progettazione, nello sviluppo e nella diffusione delle tecnologie, nell'attuazione e nell'implementazione delle comunicazioni e, ove richiesto, nella cooperazione con le attività di sorveglianza dello Stato. A ogni modo, il campo di applicazione dei presenti Princìpi si limita agli obblighidello Stato.

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