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Telefoni, smartphone e tablet: attenti a banner e servizi non richiesti

Telefoni, smartphone e tablet: attenti a banner e servizi non richiesti

19 Febbraio 2015 Redazione SoloTablet
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Segnaliamo una pagina de la Repubblica dedicata alle truffe digitali che viaggiano sui dispositivi mobili e che vedono vittime un numero crescente di consumatori. Utenti spesso ignari di quanto hanno attivato con alcune semplici azioni o ancor più veloci click, ma sempre più frequentemente colpevoli di scarsa conoscenza e voglia di documentarsi per proteggersi da multinazionali e aziende commerciali sempre più agguerrite e capaci di trarre vantaggio da abitudini e comportamenti dei consumatori.

L'articolo è di Alessandro Longo

Sono dieci milioni gli italiani che utilizzano servizi aggiuntivi via internet dal proprio smartphone. Il 4 per cento di loro non ha mai chiesto di farlo, ma si è ritrovato abbonato al prezzo di centinaia di euro alle offerte più strane, dal porno alle suonerie. Come può accadere? E soprattutto chi ci guadagna? L'Antitrust e l'Agcom hanno multato le compagnie telefoniche per 5 milioni, ma l'inganno continua grazie ad app che si autoinstallano sul telefono e al ruolo del "publisher", ovvero chi gestisce la pubblicità con società basate spesso all'estero

Le quattro strade del "sì" automatico


ROMA - Ci sono quattro modi con cui ci possono truffare facendoci pagare decine o centinaia di euro per servizi non richiesti  sul cellulare. Le vittime di questa megatruffa nel 2014 sono state circa 500mila, ma il problema riguarda potenzialmente 10 milioni di italiani per un giro di affari di 800 milioni di euro all'anno e in continua crescita.

Sono il riflesso negativo del boom congiunto di smartphone, app e internet mobile. Gli utenti infatti vengono abbonati automaticamente dopo aver usato applicazioni o navigato su pagine web via cellulare. Può capitare anche su siti e app normalissimi: il pericolo è infatti contenuto in pubblicità di terze parti, che può apparire ovunque. Abbonamenti carissimi - 5 euro a settimana - per cose che spesso si trovano gratis. E che quindi è molto raro che l'utente voglia pagare consapevolmente: giochi, contenuti erotici, suonerie. C'è chi si è ritrovato abbonato a più servizi e l'ha scoperto solo a mesi di distanza, dopo aver letto, con stupore, la bolletta.

Chi ha cercato di contattare il proprio operatore, per spiegazioni ed eventuali rimborsi, il più delle volte ha incontrato un muro di gomma. "Non dipende da noi, il servizio è di altri". "Persino: i soldi non vanno a noi", quando invece dietro queste attività c'è un business che coinvolge tanti soggetti, operatori compresi, come l'hanno ricostruito le due autorità Antitrust e Agcom nei giorni scorsi. La prima, con una multa totale di 5 milioni di euro ai quattro operatori mobili. La seconda, con una bozza di delibera che stabilisce nuove regole a tutela dell'utente e che andrà in vigore in primavera.

completa la lettura e vai all'infografica con utilissime informazioni su come prevenire trabelli e truffe e su come difendersi

 


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