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Tre metafore per comprendere il mondo dell'iPhone senza gettoni!

Tre metafore per comprendere il mondo dell'iPhone senza gettoni!

27 Ottobre 2014 Redazione SoloTablet
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Dopo averlo letto con attenzione e curiosità, suggerisco a tutti il bel libro di Stafano Tani dal titolo "Lo schermo, l'Alzheimer, lo zombie". Un libro che richiede un po' di concentrazione ma è di facile lettura e regala spunti di riflessione interessanti sulla evoluzione dell'io riflesso attraverso fonti d'acqua, specchi, ritratti artistici, scatti fotografici, schermi televisivi e cinematohrafici fino ad arrivare ai display più piccoli ma più potenti di smartphone, phablet e tablet..

Il libro di Stafano Tani Lo schermo, l'Alzheimer, lo zombie Tre metafore del XXI secolo (pp. 122 € 12,00) in apparenza sembra essere un testo tecnofobo e contro i molti schermi che ormai condizionano la nostra vita e la nostra esistenza. In realtà è un viaggio attraverso il tempo e la memoria intrapreso con l'obiettivo di ricordare a tutti come ci si potrebbe sentire dal momento in cui la storia fosse finita e la memoria svanita.

Vi si parla di Narciso, di Alzheimer, di Lazzaro e di zombie, ma anche di spettatori, utenti di tecnologia e consumatori. Il testo ci ricorda che Narcisi siamo tutti, che vivere l'esperienza di Lazzaro non sia entusiasmante se non si è coscienti di essere ritornati a vivere dopo essere stati momentaneamente morti, che l'Alzheimer è malattia e metafora perfetta dei nostri tempi perchè capace di rappresentare l'uomo tecnologico che, avendo affidato tutto il suo patrimonio mentale alla tecnologia, sta contribuendo in prima persona all'intorpidimento della propria mente e alla perdita della memoria. E infine ci suggerisce di riflettere sulla nostra condizione di consumatori narcisisti devastati e ridotti a zombie dalla compulsione al consumo ('Shop until you drop' - 'compra finchè non crolli').

"Il mondo liquido della modernità vede in ogni subacqueo un aspirante annegato e gli preferisce il gabbiano che sfiora l'acqua beccando ciò che galleggia in superficie. La domanda cruciale è se la Rete sarà in grado di fare per la scrittura la cosa fondamentale che la scrittura fece per il dialogo: vivere e far vivere, tramandarsi e tramandare".

L'autore si interroga su cosa accade quando ci sediamo di fronte al computer o digitando guardiamo lo schermo del nostro cellulare. Analizzando il mito di Narciso e interpretandolo storicamente l'autore ci suggerisce in che modo possa essere adattato ai nostri comportamenti da narcisi attuali per apprendere nuove lezioni utili a salvarci la vita e a non cadere vittime delle molteplici immagini di noi stessi che si riflettono nella miriade di schermi con cui siamo perrennemente collegati.

Partendo dalla "metamorfosi" resa famosa da Ovidio e avvalendosi di molti esempi letterari, questo libro-saggio racconta come il rapporto fra l'uomo e la sua immagine sia mutato nel corso dei secoli e abbia di conseguenza trasformato l'io di chi si guarda; come allo stupore di vedersi riflesso si sia lentamente sostituita la voglia di evasione, la smemoratezza e la perdita di sé; come lo zombie - assieme allo schermo e all'Alzheimer - sia perciò divenuto la metafora polisemantica della postmodernità e di chi sempre meno consapevolmente la popola.

Lo schermo per l'autore è metafora interpretativa della realtà tecnologica nella quale siamo immersi ma anche elemento trasformativo per le sue capacità di mutare il nostro modo di vedere, guardare e sentire il mondo che determina alla fine il nostro modo di pensare. Lo schermo possiede un suo potere ipnotico e pervasivo capace di cambiare la nostra capacità di concentrazione e la qualità dell'attenzione. Questi mutamenti possono essere letti come semplice evoluzione di un percorso umano e tecnologico ma anche analizzati nei loro effetti positivi e/o negativi.

Tra quelli negativi vanno forse ricordati l'intorpidimento della memoria derivante da una elaborazione di contenuti recepiti passivamente, dall'abbandono della lettura come decifrazione cerebrale raffinata e cinpressa, dal prevalere dello sguardo d'insieme e rapido che può portare alla superficialità e all'assenza di approfondimento e comprensione, la narcosi che deriva dal troppo tempo passato a osservare la proproa immagine (del sè) riflessa nello schermo di un iPhone, la possibilità di perdere progressivamente la memoria e l'abilità cognitiva e quella di trasformarsi in zombie consumatori che si consumeranno consumando.

 




l'autore
Stefano Tani, professore di Letterature Comparate all'Università di Verona, è nato a Firenze e ha studiato e insegnato a lungo negli Stati Uniti. Tra le sue pubblicazioni: The Doomed Detective: The Contribution of the Detective Novel to Postmodern American and Italian Fiction (Southern Illinois University Press, 1984) e Il romanzo di ritorno (Mursia, 1990). Ha curato Una stella sul parco di Monte Morris (Garzanti, 1994) di Henry Roth e i due volumi dei Meridiani Mondadori (2005 e 2006) dedicati alle opere di Raymond Chandler (Raymond Chandler, Romanzi e racconti).

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