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Il cliente non è stupido, meglio saperlo per tempo

Il cliente non è stupido, meglio saperlo per tempo

09 Aprile 2013 Redazione SoloTablet
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Il cliente non è mai stupido. Non lo era nel periodo di iper-consumismo e non lo è oggi in una situazione economica recessiva che obbliga tutti a prestare maggiore attenzione a ciò che si acquista e a quanto si spende. Le APP costano poco ma vengono comunque valutate in base alla loro capacità di soddisfare bisogni reali e aspettative.

Finiti sono i tempi dei lustrini e degli specchietti per le allodole.

I comportamenti di acquisto sono mutati, in parte perché il consumatore è diventato più attento e pro-attivo ( prosumer. consumAttore) in parte perché la crisi sta obbligando tutti a fare attenzione ai propri budget di spesa e agli acquisti.

Anche nel mondo delle APP la realtà non è diversa. Il cliente non ha sempre ragione ma è meglio non cosiderarlo stupido. Una APP costa relativamente poco ma il suo successo dipende molto dal passaparola e dalla sua viralità. Trattare con rispetto ogni cliente potenziale significa mettere in campo nuove risorse capaci di far decollare e portare al successo qualsiasi applicazione!


Sullo sviluppo delle APP SoloTablet ha pubblicato numerosi articoli rivolti alla PMI che operano sul mercato italiano:


 

Se siete convinti che sia così meglio allora, nello sviluppo e proposizione delle vostre applicazioni, prestare grande attenzione ad alcune semplici regole quali ad esempio:

    • Non ingannare le motivazioni (compelling reason to buy) all’acquisto del consumatore e le sue aspettative. L’interfaccia utente può essere fantastica, facile da usare e con una user experience mozzafiato, ma se l’applicazione non è adeguata a soddisfare i bisogni per cui è stata creata, il fallimento è garantito.
    • Coinvolgere il consumatore per avere feedback sull’uso dell’applicazione, degli ambiti di utilizzo e dei processi che riesce a rendere più o meno efficienti. Usare questo input per aggiornamenti successivi.
    • Fare attenzione alla usabilità e alla user experience., Per fornire soluzioni adeguate bisogna avere una conoscenza concreta ed approfondita delle audience a cui ci si vuole rivolgere.
    • Acquisire conoscenze adeguate degli ambiti e dei mercati nei quali si vuole proporre una applicazione. Conoscere ad esempio l’ambito di utilizzo di una applicazione di CRM in un determinato mercato verticale è fondamentale. Capire in che modo, in quel mercato, una applicazione possa creare valore aggiunto è ancora più importante. Comprendere che non soddisfare le aspettative determinerà il rigetto dell’applicazione è esiziale.
    • Evitare di focalizzarsi sulla tecnologia e sulla codifica applicativa. Prima del codice e della piattaforma di sistema operativo vengono i bisogni, le aspettative dei potenziali clienti. Sviluppare una APP tecnologicamente perfetta non si traduce necessariamente in una diffusa adozione della stessa da parte dei consumatori.

 

Fonte: notalwaysright.com

Queste regole basilari ed elementari vanno osservate ma potrebbero non servire se non si è in grado di stabilire relazioni fiduciarie con la propria clientela e una comunicazione non ingannevole e priva di promesse che non possono essere mantenute. Non corrispondere adeguatamente le aspettative del cliente porta ad un numero elevato di abbandoni e a passaparola negativi dagli effetti disastrosi. Il cliente non è stupido, ha budget ridotti ma è al tempo stesso molto permaloso e vendicativo.

E’ un cliente che chiede molto e che pretende tutta l’attenzione come se fosse l’unico cliente esistente. Se la sua pretesa non è soddisfatta o se si sente ingannato prevalgono le emozioni che portano ai comporatmenti qui sopra descritti. Evitare tutto ciò sembra una missione impossibile. I clienti insoddisfatti esisteranno sempre. Evitare di far sentire il proprio cliente stupido è però possibile. Basta favorire una cultura del cliente adeguata e ragionare sul valore che un cliente ha per l’azienda nell’intero arco della sua vita relazionale con la stessa (life time value).

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