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Serve una cultura digitale

Serve una cultura digitale

25 Maggio 2016 Gian Carlo Lanzetti
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Gian Carlo Lanzetti
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La terminologia tech può costituire una barriera per molti consumatori? Per Samsung si. La società avvia iniziative per una sua migliore comprensione.

L’edizione 2016 di Tech Habits, la ricerca che Samsung conduce annualmente a livello europeo, rivela che mai come ora il nostro Paese sta cogliendo le opportunità della rivoluzione digitale, con il 59% degli italiani che dichiara di utilizzare più tecnologia rispetto a 2 anni fa (al di sopra della media europea, che si attesta intorno al 52%) e addirittura, di questi, il 14% afferma di non riuscire ormai a vivere senza. La ricerca è stata realizzata in collaborazione con Opium Research e condotta tramite questionario online dal 16 marzo al 1 aprile su un campione di 10.138 persone al di sopra dei 16 anni in 18 paesi europei.

Ciò nonostante, sono molte le persone che faticano a comprendere la terminologia tech: l’88% degli italiani ha dichiarato infatti di aver finto almeno una volta di conoscere un termine legato al mondo della tecnologia, quando invece non aveva la minima idea del suo significato. Circa un terzo degli italiani (32%) ha evidenziato come una terminologia poco chiara impedisca di utilizzare al meglio un dispositivo, sfruttandone tutte le potenzialità (in Europa la percentuale scende al 23%); il 36% dice di possedere almeno un device più avanzato rispetto alle proprie capacità di utilizzo e necessità (la percentuale sale al 43% a livello europeo), mentre il 7% (l’11% in Europa) si sente invece in ritardo nei confronti del progresso tecnologico.

In questo contesto, Samsung ha rilasciato una classifica delle parole meno capite dagli Italiani, che si discosta in parte dalla classifica europea.

 

Se in tutta Europa infatti la parola Cloud risulta ancora la meno conosciuta in ambito tecnologico, è interessante notare le differenze in classifica nella seconda posizione, occupata dallo Streaming nel ranking generale europeo, e dalle Emoji in quello italiano. Il posizionamento del termine Streaming nella seconda metà della Top 10 Italia sottolinea un trend ormai consolidato, che vede gli Italiani sempre più appassionati dei servizi video e TV online, diventati ormai parte integrante delle nostre abitudini di fruizione di contenuti digitali. Il termine Emoji, invece, risulta meno compreso in Italia rispetto al resto dell’Europa: questo posizionamento in classifica potrebbe essere ricondotto a una più difficile associazione da parte degli Italiani della parola di origine giapponese alle icone che utilizziamo quotidianamente per esprimere il nostro stato d’animo via chat. L’Internet delle Cose si posiziona al terzo posto sia a livello europeo sia in Italia, a evidenziare come gli oggetti connessi stiano progressivamente entrando a far parte del nostro bagaglio di conoscenze.

“La nostra ricerca rivela, secondo Mario Levratto, Head of Marketing and External Relations, Samsung Electronics Italia, che la terminologia tech può costituire una barriera per molti consumatori. In Italia ci stiamo impegnando a fondo in questo senso, semplificando il linguaggio che utilizziamo e cercando di sviluppare prodotti avanzati ma di facile comprensione ed utilizzo, anche grazie al supporto dei nostri esperti e dei nostri distributori. Inoltre, affinché la nostra tecnologia possa realmente facilitare e arricchire la vita delle persone, siamo impegnati a promuovere la diffusione di una cultura dell’innovazione nel nostro Paese, a sostegno della crescita culturale, sociale ed economica italiana”.

Per accelerare l’evoluzione in senso digitale, facendo sì che i giovani si sentano a proprio agio con le nuove tecnologie, Samsung in Italia collabora con scuole e istituzioni per valorizzare i talenti e sostenere un’educazione evoluta, attraverso l’accesso ai dispositivi più innovativi e lo sviluppo di skills digitali, con l’obiettivo di garantire alle nuove generazioni un futuro migliore. Ne sono un esempio Samsung Smart Future, il progetto realizzato in collaborazione con il MIUR che ha portato dal 2013 a oggi alla digitalizzazione di oltre 100 classi in tutta Italia attraverso la fornitura della tecnologia Samsung e percorsi di formazione per insegnanti, studenti e genitori e Samsung App Academy, corso di formazione professionale realizzato in collaborazione con il MIP Politecnico di Milano e DEIB, Dipartimento di Elettronica Informazione e Bioingegneria, primo nel suo genere nel Paese, che offre gratuitamente a giovani laureati senza occupazione, provenienti da tutta Italia e con competenze diversificate, la possibilità di acquisire capacità nello sviluppo di app Android, sostenendo la creazione di opportunità professionali allineate ai trend più attuali del digitale.

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