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Come difendere la propria privacy

Come difendere la propria privacy

30 Gennaio 2017 Redazione SoloTablet
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PILLOLE DI TECNOLOGIA CRITICA - Difendere la propria privacy online è diventata una missione impossibile. Lo è per l'azione mirata e intenzionale dei produttori delle principali piattaforme tecnlogiche nella raccolta di dati e informazioni per riempire i loro Big Data e alimentare i loro potenti sistemi di analisi. Lo è per l'abilità crescente e sempre più organizzata di cybercriminali attrezzati per violare le protezioni più potenti o di aggirarle con tecniche di ingegneria sociale e software sempre più intelligenti. Se la difesa è impossibile non rimane che adottare semplici tecniche di autodifesa e tali da rendere difficile il furto di dati e di informazioni.

Una pratica di autodifesa praticabile prevede il ricorso a tecniche già praticate in passato in scenari diversi da quelli tecnologici. Sono tattiche e tecniche che prevedono la creazione di dati fasulli e informazioni ambigue, confuse e ingannevoli, allo scopo di interferire con la raccolta di dati attivata da algoritmi software o cybercriminali umani, ma anche da parte di autorità, imprese e isnerzionisti pubblicitari e loro uffici marketing.

L'autodifesa può essere esercitata sia per difendere i propri dati e le informazioni da essi estraibili, ma anche per proteggere la propria libertà, di opinione, di dissenso, politica e di espressione. Le piattaforme tecnologiche diffuse e pervasive come Facebook, WhatsApp e altre simili hanno determinato una grande asimmetria nella comunicazione ma soprattutto reso trasparenti le azioni di chi abita queste piattaforme. La trasparenza è la regola di base di Facebook che chiama gli utenti della sua applicazione a raccontarsi apertamente svelando tutto di sè in cambio di una maggiore visibilità e socialità ma anche di perdita della propria riservatezza e privacy individuale.

Probabilmente la maggioranza degli utilizzatori di queste piattaforma non ha a cuore la riservatezza dei dati o non percepisce i rischi associati alla loro completa trasparenza (Facebook trappola per adulti e i Millennial sorridendo stanno a guardare). Chi al contrario possiede una maggiore conspevolezza dei rischi ad essa associati, può al contrario operare quella che è chiamata tattica di offuscamento e di resistenza quotidiana per rendere difficile la vita ai numerosi affamati di dati che popolano la Rete.

Offuscare significa costruire profili falsi o non completamente veritieri. Non essendo dotati dei potenti algoritmi di cui sono dotate piattaforme come Facebook o Linkedin  significa ricorrere ad armi più semplici usate per fare resistenza,per fare perdere le proprie tracce e confondere le analisi, per far perdere tempo, per rendere inservibili le informazioni raccolte, per imbrogliare e sabotare le azioni di raccolta dati rendendo costose e inutili le analisi usate per produrre conoscenze ad uso commerciale. Conoscenze errate non porteranno ad alcun risultato positivo obbligando a nuove raccolte di dati, a nuove analisi e a nuove e costose attività marleting o commerciali.

Applicare tecniche di resistenza e di offuscamento significa non essere complici di quanto le piattaforme tecnologiche stanno oggi facendo ed evitare di staccare la spina per ritornare ai tempi pre-tecnologici. Nel caso in cui l'autodifesa fosse rivolta alle autorità che possono oggi usare le applicazioni tecnologiche per il controllo e la sorveglianza, le armi deboli per l'offuscamento possono servure come armi di sabotaggio, di disobbedienza, di rivendizaione e di protesta. Il tutto con la semplice pratica di fornire delberatamente informazioni confuse, ingannevoli, ambigue o con la produzione massiccia di una mole così esorbitante di informazioni da rendere difficile se non impossibile qualsiasi analisi

Con algoritmi sempre più intelligenti e con la difficoltà a mantenere alta l'allerta nelle prolungate frequentazioni online, può risultare difficile garantirsi una difesa efficace ma il ricorso a tecniche di offuscmanto intelligenti e praticate in modo continuativo permette di tutelare la privacy e impedire o limitare la raccolta di dati e la loro analisi.

 

Per chi volesse saperne di più può leggere il bel libro di Finn Burton e Heen Nissenbaum dal titolo Offuscamento: manuale di difesa della privacy e della protesta, edito da Eretica.

 

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