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Il virtuale come fuga

Il virtuale come fuga

28 Febbraio 2017 Redazione SoloTablet
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PILLOLE DI TECNOLOGIA - Si può vivere la vita digitale online come divertimento ma anche come via di fuga. Abitare i mondi paralleli della Rete attraverso profili algortimici, alias e avatar vari è un modo per sperimentare le molteplici personalità e sfaccettature di identità che caratterizzano ogni individuo. La Rete è il luogo ideale per praticare il gioco dell'identità perchè la Rete è il luogo nel quale nessuno sa se dietro a un terminale c'è all'opera un umano o un cane! In Rete non è necessario provare la verità della ersona che so è detto di essere o che si è rappresentata attraveros un nome associato a un profilo identitario digitale.

Chi frequenta i social network sa che in questi spazi sociali digitali è possibile essere ciò che si dice di essere. Da questa convinzione nascono identità e profili diversi, usati per dare sfogo e rappresentazioni alle molteplici sfaccettature della propria identità e personalità e per diluire se stessi in una molteplicità di identità e di reti di connessioni amicali possibili. Il muro delle facce diventa un placoscenico sul quale far recitare protagonisti diversi, fantasmi della propria immaginazione e creatività, associati a profili artefatti ma reali perchè piegati a esigenze personali di rappresentare se stessi liberi da ogni vincolo sociale e affrancandosi da ogni limite.

Ci si rifugia spesso nel mondo virtuale per fuggire da quello fattuale e reale. Lo si fa per divertimento, perchè tutti lo fanno ma anche per dare forma ai propri fantasmi interiori presentandoli in cotesti sociali digitali con l'obiettivo di incotrare altri avatar fantasmatici simili. Riuscire a liberarsi online può generare vere e proprie estasi legate alla percezione di potenza associate ai personaggi con cui si racconta e rappresenta online. Grazie al profilo algoritmico di Facebook o ad un Avatar digitale è possibile vivere situazioni che nella vita reale non sarebbero possibili perchè obbligherebbero a togliersi la maschera e a mostrare la propria vera identità. Delegando la vita sociale agli avatar digitali ci si libera della preoccupazione dei possibili contraccolpi che sempre accompagano esperienze umane che nascono dall'incontro faccai a faccia con altre persone,

Il mondo online è senza corpo e percepito come più libero e liberato. Frequentare a lungo questo mondo può tradursi in una narcosi dell'Io che cancella il mondo sociale reale per vivere come in trance dentro mondi virtuali percepiti come maggiormente gratificanti perchè permettono la sperimentazione di forme di socialità e di sessualità che nella vita reale possono spaventare. Questi mondi virtuali sono vissuti da alcuni come luoghi di sperimentazione, di scoperta e luoghi di divertimento, da altri come luoghi nei quali rifugiarsi per scappare dal mondo e dalle loro realtà esistenziali nelle quali sono obbligati a fare i conti con se stessi, con gli altri e con le molteplici sfide della realtà. Il mondo virtuale è in questo senso un'arma a doppio taglio che può suggerire ad alcuni di cercare il senso della loro vita solo online, di passare sempre più tempo all'interno di ambienti digitali come Facebook e di rinunciare a cercare ogni via possibile di fuga o di uscita!

*Sul tema qui esposto in pillole suggeriamo la lettura del bel libro di David Le Breton Fuggire da Sè edito da Cortina Editore

 

 

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